BLACK SWAN – Generation Mind

Titolo: Generation Mind
Autore: Black Swan
Nazione: Stati Uniti d'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Robin McAuley: voce e cori
Reb Beach: chitarra e cori
Jeff Pilson: basso, chitarra acustica, tastiera e cori
Matt Starr: batteria e percussioni


Tracce:

01. Before The Light
02. She Hides Behind
03. Generation Mind
04. Eagles Fly
05. See You Cry
06. Killer On The Loose
07. Miracle
08. How Do You Feel
09. Long Way Down
10. Crown
11. Wicked The Day
12. I Will Follow


Voto del redattore HMW: 8/10
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Il supergruppo dei Black Swan torna per la gioia di tutti gli intenditori di rock, con la stessa formazione, ovvero il cantante Robin McAuley, il chitarrista Reb Beach, il bassista Jeff Pilson e il batterista Matt Starr. Il nuovo e secondo disco Generation Mind riprende da dove si era fermato lo straordinario album di debutto, Shake The World, del 2020. Lo stile è sempre un potente hard rock intensamente melodico. I quattro esperti artisti confermano tutta la loro bravura, anche se i brani sono un po’ meno incisivi rispetto al debutto. McAuley canta ancora come se fosse un ragazzino, Starr e Pilson sono le fondamenta di tutte le canzoni e Beach il solito funambolo.

Generation Mind è un piacevole intrattenimento di quasi un’ora di squisito ed energico rock che riesce nel complesso ad essere una particolare e singolare entità sonora. Lo si intuisce da subito con l’introduzione strumentale e tenebrosa, “Before The Light”, che fa partire di botto la seconda traccia, “She Hides Behind”, sostenuta da riff adrenalinici, dall’assolo e soprattutto dalla voce del settantenne McAuley, incredibilmente capace di raggiungere acuti pazzeschi e sempre all’altezza della situazione. Il continuo è ancora ad alti livelli con “Generation Mind”, dal profondo gusto AOR paragonabile al suono zuccheroso degli amici di scuderia Revolution Saints. “Eagles Fly”, grazie al suo swing, ai suoi micidiali assoli e ai tamburi battenti, mantiene molto alta l’asticella qualitativa e possiede un po’ più di energia e varietà sonora del brano precedente. “See You Cry” è una traccia di hard rock melodico in stile anni Ottanta che pesca a piene mani dai Def Leppard, soprattutto nei cori, anche se in generale lo spunto più influente è quello dei Dokken dei tempi migliori. Lo stesso si può dire della combattiva “Killer On The Loose”, un altro momento importante che strizza sempre l’occhio all’ex gruppo di George Lynch; Reb suona in modo impressionante. Con “Miracle”, il suono si scurisce, basso e batteria sprizzano potenza, il ritornello melodico dona speranza e ottimismo e la chitarra trascina l’intera composizione con assoli e giri taglienti.

Una volta che i musicisti mettono in moto i loro strumenti nei primi brani per carburare, l’album cresce: le melodie non scadono mai nella banalità e l’energia e l’attitudine dei quattro sembrano non fermarsi più (con l’unica eccezione della lenta e blueseggianteHow Do You Feel”). “Long Way Down” accelera grazie a sonorità orientaleggianti accompagnate dall’esperto cantante, sempre sotto i colpi taglienti dell’elettrica. I Black Swan mantengono in tutta l’opera pesantezza e ruvidità tipiche del classico hard rock anni Ottanta e senza mai risultare retrò nei suoni (il merito è soprattutto dell’ottima produzione), come in “Crown” o in “Wicked The Day”, entrambe dal suono robusto di chitarra, a tratti anche heavy e non assolutamente moderne o rivoluzionarie, ma che piace per intensità e spirito di ribellione, così come dovrebbe essere il vero rock and roll. Forse la vera sorpresa è l’ultima in scaletta, l’intrigante “I Will Follow”, che chiude l’album in modo inusuale rispetto allo stile ascoltato nelle undici canzoni precedenti, perché più moderna e un po’ lontana dagli anni ’80.

Alla fine, risulta evidente come il disco sia stato realizzato con professionalità, esperienza, sincerità e allegria che allontanano gli ostacoli e le angosce che affliggono i nostri giorni. Sinceramente Shake The World è superiore a Generation Mind, soprattutto per via dell’effetto sorpresa che ha generato da subito, ma questa nuova fatica comunque non scherza affatto e continua sulla stessa traiettoria di viaggio impostata due anni fa dallo splendido Cigno Nero.

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