NAZARETH – Surviving The Law

Titolo: Surviving The Law
Autore: Nazareth
Nazione: Regno Unito
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Carl Sentance : voce
Jimmy Murrison: chitarra
Pete Agnew: basso
Lee Agnew: batteria


Tracce:

01. Strange Days
02. You Gotta Pass It Around
03. Runaway
04. Better Leave It Out
05. Mind Bomb
06. Sweet Kiss
07. Falling In Love
08. Waiting For The World To End
09. Let The Whisky Flow
10. Sinner
11. Ciggies And Booze
12. Psycho Skies
13. Love Breaks
14. You Made Me


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 6.5/10
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La storia artistica dei Nazareth è infinita e tuttora interessante pur se costellata da alcune pause nel corso degli anni (tra il 1998 e il 2008) ma adesso i quattro artisti scozzesi, sembrano non fermarsi più. Siamo ormai arrivati al venticinquesimo album, Surviving The Law; il secondo con il bravo cantante Carl Sentance, che ha sostituito qualche anno fa un dimissionario Dan McCafferty colpito da gravi problemi di salute. La mossa di arruolare qualcuno con tonalità diverse rispetto a Dan è stata vincente e coraggiosa.

L’opera ha un breve minutaggio, nonostante i quattordici titoli, che la rende snella e facilmente ascoltabile. Questa è la continuazione di quanto già sentito sel precedente Tattooed On My Brain, disco celebrativo dei cinquant’anni di carriera ma dal suono più ruvido e meno raffinato rispetto al recente passato. Il fragore dell’elettrica e della batteria sono il perfetto biglietto da visita per cominciare alla grande: trattasi di “Strange Days”, pezzo dal titolo evocativo dei tempi buï che stiamo vivendo. Il pezzo è un robusto hard rock, fresco e ritmato, che ammalia soprattutto nell’azzeccato ritornello. Ah, dimenticavo che il resto della formazione è per fortuna sempre lo stesso: il fondatore Pete Agnew al basso (ormai unico membro originale), Jimmy Murrison alla chitarra, Lee Agnew alla batteria (arrivato dopo la morte di Darrel Sweet nel 1999).

La fiamma del rock arde ancora nella cadenzata “You Gotta Pass It Around”, pesante e costante nel ritmo grazie ad un fantastico lavoro strumentale culminante nell’assolo heavy di Murrison. La cosa che colpisce dei Nazareth è lo spaziare dal rock tradizionale all’heavy metal, sfiorando addirittura le sonorità grunge e aggiungendo pure tocchi di blues tipicamente settantiani, con una naturalezza e uno stile disarmanti. Penso alla vibrante “Better Leave It Out” che racchiude un po’ tutte queste sonorità benché sempre imperniata sullo stile Nazareth, con la differenza che adesso la voce è meno roca e più dinamica. La robustezza e la melodia continuano nell’incisiva “Runaway” e nella metal “Sinner”, impreziosite ambedue da ritornelli e da cori facilmente memorizzabili.

Grande la sezione ritmica nella rockeggiante “Midbomb” in cui risulta superlativo l’intermittente suono elettrico della sei corde che accompagna le acute corde vocali di Carl. Non mancano canzoni più tranquille, come l’ipnotica “Let The Whiskey Flow”, nella quale il cantante britannico abbassa le tonalità mostrando una voce strozzata.  Lo stesso vale per la conclusiva e bleuseggiante “You Made Me”, un corpo estraneo nella raccolta e nient’altro che un lento scimmiottante l’inconfondibile suono armonico dei Doors.

La chicca è la trascinante e tenebrosa, “Psycho Skies”, dal groove possente ed infarcito di armonie metal. Irresistibile nel melodicissimo ritornello. “Love Breaks” e “Ciggies And Booze”, con quest’ultima caratterizzata da una straordinaria sezione ritmica, pur mantenendo l’inconfondibile suono non sono molto convincenti. Ma chi se ne frega? I Nazareth sono tornati in forma e non intendono assolutamente ritirarsi, anche se molte canzoni non risultano particolarmente impressionanti. Anzi, il futuro sembra sempre più roseo perché i Nazareth continuano da quel lontano 1968 a sopravvivere alle mode e alla spietata concorrenza di un mercato discografico in profonda crisi di vendite e di gruppi bravi e longevi.

Jimmy si conferma sempre essere un grande chitarrista, non fermandosi mai dalla prima all’ultima traccia e Sentance pure conferma tutto quello che si era scritto su di lui, dando così il suo preziosissimo apporto alla causa. Surviving The Law è in conclusione un album di buon rock che non riporterà il gruppo al successo del passato ma sicuramente farà felici i fan e gli amanti del genere.

 

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