ANVIL – Impact Is Imminent

Titolo: Impact Is Imminent
Autore: Anvil
Nazione: Canada
Genere: Heavy Metal
Anno: 2022
Etichetta: AFM Records

Formazione:

Steve “Lips” Kudlow: voce, chitarra
Robb Reiner: batteria
Chris Robertson: basso, voce


Tracce:

01 – Take A Lesson
02 – Ghost Shadow
03 – Another Gun Fight
04 – Fire Rain
05 – Teabag
06 – Don’t Look Back
07 – Someone To Hate
08 – Bad Side Of Town
09 – Wizard’s Wand
10 – Lockdown
11 – Explosive Energy
12 – The Rabbit Hole
13 – Shockwave
14 – Gomez


Voto del redattore HMW: 8,5/10
Voto dei lettori: 7.8/10
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Dopo oltre quarant’anni di carriera (a pensarci bene, quasi cinquanta visto che Kudlow e Reiner suonano insieme dal 1973), i canadesi Anvil non sembrano avere la minima intenzione di rallentare: sfornano oggi il loro diciannovesimo album, Impact Is Imminent. E mai titolo poteva essere più azzeccato perché l’impatto imminente è quello della badilata sonora che vi arriverà sul capocollo quando inizierete ad ascoltare (a volume ovviamente esagerato!) questo nuovo disco di Lips e soci.

L’album si apre con una presentazione, risalente al 2010, di Dave Grohl che esalta il gruppo per la passione, la perseveranza e la capacità di fare le cose col cuore. Non posso che concordare pienamente con il leader dei Foo Fighters: questo terzetto avrebbe meritato molto di più, eppure non ha mai mollato e non possiamo che rispettarli e ringraziarli per la loro tenacia (« When you know you are right, follow your heart! »).

Questa presentazione funge da introduzione per l’apripista, nonché secondo singolo, “Take A Lesson”, un brano dal tempo medio tipicamente alla Anvil, caratterizzato da giri potenti e di grande impatto. La successiva “Ghost Shadow”, primo estratto dal disco, è un pezzo più energico dominato principalmente da una martellante doppia cassa e da un ritornello veramente di presa.

L’album si mantiene su alti livelli per tutta la sua durata, alternando mid tempo (ad esempio “Don’t Look Back” e “Lockdown“) a pezzi più aggressivi (come “Someone To Hate“, “Bad Side Of Town” e “The Rabbit Hole“). “Shockwave” mi ha intrigato decisamente, forse per alcuni passaggi dal sapore sabbathiano.

Fra i miei pezzi preferiti segnalo “Fire Rain“, “Wizard’s Wand” e “Explosive Energy” (che mi ha ricordato i Raven).

Una menzione speciale meritano infine i due strumentali “Teabag” e “Gomez“, dove tutti i membri della formazione possono dar sfoggio delle proprie abilità sonore: due brani caratterizzati da sonorità puramente rock and roll. Entrambi hanno qualcosa che mi rimanda a “Radar Love” nella versione dei White Lion; la seconda presenta addirittura una sezione fiati e potrebbe benissimo venire usata come colonna sonora di qualche rifacimento di grandi classici. Inaspettate quanto godibili. Che roba!

La produzione, genuina, diretta e senza fronzoli, mi è piaciuta molto. Kuldrow – la cui prova vocale mi è sembrata nettamente superiore rispetto agli ultimi lavori del gruppo – macina giri e assoli spettacolari: non dimentichiamoci che Lemmy, nel 1982, lo contattò per chiedergli di rimpiazzare Fast Eddie; Robertson sostiene graniticamente un Reiner totalmente in grazia degli dèi: la sua prestazione mi ha letteralmente entusiasmato!

Quello che mi è piaciuto di più della produzione del gruppo di Toronto è di riuscire a far suonare tutto quello che producono come dei grandi classici, qualcosa di conosciuto ma sempre con un qualcos’altro di nuovo.

Questo Impact Is Imminent viene quindi promosso a pieni voti ed è consigliatissimo! ALBUM ECCELSO!

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