JEFF SCOTT SOTO – Complicated

Titolo: Complicated
Autore: Jeff Scott Soto
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers

Formazione:

Jeff Scott Soto: voce

Fabrizio Sgattoni: chitarra
Alessandro Del Vecchio: basso, tastiera e cori
Edu Cominato: batteria


Tracce:

01. Last To Know
02. Disbelieving
03. Home Again
04. Love Is The Revolution
05. Until I See You Again
06. Complicated
07. Don’t Look Back
08. New Horizon
09. Back To The Beginning
10. Thank You
11. Obsession


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 7.0/10
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L’americano Jeff Scott Soto è un artista che non ha bisogno di presentazioni. Diventato famoso per aver collaborato da giovane con l’estroso Yngwie Malmsteen, ha avuto una carriera in discesa continuando con i Talisman, grandi leggende dell’hard rock melodico europeo, e lavorando poi con numerosi musicisti e, non da ultimi, grazie ai suoi progetti solisti coi quali ha sempre superato i confini dell’hard rock e non si è mai lasciato bloccare dagli stereotipi del genere.  Oggi il bravissimo Jeff torna in pista con l’ottavo album in studio, Complicated, facendo di nuovo infiammare i fan con la sua voce calda e piena di energia. Dopo aver pubblicato il suo penultimo album Wide Awake (In My Dreamland), ha cantato con i W.E.T., i Sons Of Apollo e inciso un disco in studio di soli duetti. La collaborazione con il produttore e cantautore Alessandro Del Vecchio dà ancora ottimi frutti soprattutto con gli stessi musicisti che lo hanno accompagnato nell’album del 2020: il nostro Fabrizio Sgattoni alla chitarra e il brasiliano Edu Cominato alla batteria.

Il quartetto propone un’opera rock e metal in cui si sente l’AOR caratteristico di, appunto, Talisman e W.E.T., con la voce sempre sopra gli scudi, che gli permette di cantare qualsiasi cosa senza fatica: dal metal all’hard rock, al rock progressivo e persino al funk. Già all’apertura Jeff, con “Last To Know”, domina sonorità a metà tra il metal teutonico e quello svedese (o nordeuropeo in genere). Il successivo “Diebelieving” è un brano di classic rock melodico con venature funk, che fa intendere come l’ottimo musicista americano abbia la mente aperta. Con “Home Again” si butta sull’AOR di matrice americana dai grandi cori e strizzando l’occhio anche alle sonorità in stile Malmsteen, grazie al lavoro di Sgattoni.

Dei suoni orientaleggianti introducono l’ottantiana e variegata “Love Is A Revolution”, canzone dal bel ritornello rock e che vede protagonista, oltre alla dolce tastiera di Del Vecchio, una robusta e veloce sezione ritmica guidata dal notevole Edu. Le armonie AOR proseguono poi in “Don’t Look Back” e in “Complicated”, quest’ultima dal ritornello radiofonico e facilmente memorizzabile. Un disco dello Statunitense non può non contenere una ballata e così le orecchie vengono deliziate dalla romantica “Until I See You Again”, in pieno stile Foreigner e caratterizzata da un pianoforte morbido e dall’incredibile voce di Jeff che, insieme all’assolo di Fabrizio, fanno venire la pelle d’oca. A parte questa breve parentesi, lo stile dell’opera si sviluppa su canzoni hard rock molto ritmate, melodiche e con buoni cori di sottofondo. “New Horizon” ne è un grande esempio: qui i musicisti si buttano più su un veloce hard rock (pur sempre melodico) dai possenti riff chitarristici e dall’assolo bruciante.

La parte finale vede ancora tanta melodia e un meraviglioso ritornello in “Back To The Beginning”, pezzo dall’armonia vocale e dal groove formidabili. La semi-ballata “Thank You” è un altro pezzo di puro AOR, con cori alternati e un ritornello seducente che ricorda il suono britannico dei compagni d’etichetta FM. La semplice ed energica “Obsession” non fa propriamente impazzire ma ha il pregio di mostrare ancora una volta l’abilità dei quattro musicisti, e soprattutto del bravissimo Fabrizio Sgattoni.

Complicated è tutt’altro che complicato perché si mantiene su di un rock tradizionale, senza sorprese né clamorose variazioni di stile. È difficile trovare cose negative sugli album di Jeff perché il segreto dell’americano, oltre ad una voce che non mostra nessun segno di usura, è sempre quello di circondarsi di eccellenti musicisti – come il formidabile Alessandro Del Vecchio, che veste su misura tutte le canzoni evitando di creare degli inutili e noiosi riempitivi.

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