GRAVE DIGGER + WHITE SKULL + SKANNERS – Slaughter, Paderno Dugnano (MI)


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EVENTO: GRAVE DIGGER + WHITE SKULL + SKANNERS

LUOGO: SLAUGHTER – Paderno Dugnano (MI)

DATA: 20/05/2022

 

 

 

 

 

Dopo averli aspettati e sognati per cause di forza maggiore, ecco improvvisa arrivare la stagione dei concerti. Più che una stagione, è una valanga di concerti che andrebbero recuperati ma, per ricominciare a scrivere di musica dal vivo, inizio da un gruppo (anzi, un trio di gruppi) che fin da metà anni Novanta ho seguito ed ascoltato.
Niente di meglio di Becchini e Teschi per un metallaro quarantenne, ed ecco quindi il tour dei quarant’anni anni dei tedeschi Grave Digger; a far da supporto i White Skull (visti proprio insieme ai GD a Torino nel secolo scorso, 1997? Mah… non ricordo) e gli Skanners, vero orgoglio della Nazione del Metallo. Grazie alla Cerberus Booking il tour passa anche da Milano: potevo forse mancare???

Tocca al gruppo di Bolzano aprire la serata, per nulla intimorito dalla poca gente che inizia in quel momento ad entrare nel locale. Claudio da sempre è un grande cantante ed intrattenitore e non c’è attimo in cui non invita il pubblico a farsi avanti. « Un passo avanti ad ogni pezzo » e poco a poco sotto il palco c’è il giusto tributo ad una formazione che da sempre porta alta la bandiera del Metal Tricolore.

E con brani come “Rock The Nation” e “Factory Of Steel” direi che questo viene messo in chiaro! Si passa da album recenti con “Factory Of Steel” e “Picture Of War”. I ragazzi sono in grande forma, precisi, devastanti ma, sarò sincero, sono tuffi nel passato con pezzoni come “Starlight” (perfetto ed esagerato l’acuto finale di Claudio) che mi fanno impazzire. Meravigliosi!!! Chi non c’era ha di che pentirsi e da muovere il culo la prossima volta.

Cambio palco ed ecco i Teschi, altri di cui i metallari italiani dovrebbero essere orgogliosi. Qualche problema tecnico con un cavo di un microfono viene risolto in fretta, e la tastiera che resta ben al disotto del volume minimo richiesto, poi via con il concerto al grido di « Dai che è VENERDÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌ'” (vi lascio immaginare il seguito… non dite che non sapete come va a finire). Prima volta per il sottoscritto ad ascoltare il nuovo chitarrista Valentino Francavilla, una vera bomba sonora. Non sta fermo un attimo, si agita, scapoccia, corre per il palco e sempre sfoderando tonnellate di note (senza mai sbagliarne una, ovviamente).

Si passa per tutta la discografia del gruppo ed il pubblico apprezza con gran partecipazione e risposta. Impossibile restare fermi sulle note di “Tales From The North”, “Red Devil” oppure “The Roman Empire” ed il grande classico “Asgard”. Sul palco i White Skull si divertono, questo viene trasmesso al pubblico e tutto il concerto viene seguito senza un attimo di pausa, trasformando il tutto in una grande festa in onore di una grande formazione. Forse l’unica pecca è il suono non propriamente cristallino che esce dalle casse, spesso un po’ sbilanciato, anche da un brano all’altro. Vi ricordo che da poco è disponibile la biografia « L’anima del Teschio », con racconti ed aneddoti di trent’anni di storia.

Ben quarant’anni di carriera, una fila interminabile di dischi, una dedizione continua alla causa dell’heavy metal: signori, ecco a voi i Grave Digger. Nella giornata in cui esce il nuovo singolo e video, noi celebriamo invece il loro glorioso passato. Si parte con un passaggio sul palco del Mietitore che inizia a scaldare il pubblico per “Healed By Metal”. Ma ecco che la scaletta si fa immediatamente molto interessante con una serie di brani presi dalla famosa trilogia Tunes-Knights-Excalibur. “Lionheart”, “The Round Table”, “The Dark Of The Sun”, “Knight Of The Cross”. Sul palco i nostri non si risparmiano, sanno fare bene il loro mestiere e Chris dimostra di essere il solito grande intrattenitore. Qualche problemino tecnico non lo dovrebbero avere anche i Digger? Certamente… rullante da cambiare ma la cosa si risolve in fretta. In mezzo c’è spazio anche per le più recenti “Lions Of The Sea” e “The Clans Will Rise Again” e sappiamo tutti che gli Italiani (e non solo) impazziscono per altri tipi di cornamuse: finalmente arriva il momento di “Rebellion”. Accolta a gran voce e cantata dall’intero locale.  Ecco, forse il giochino “graTzie Milano and goodnight” funziona poco quando devi scendere a lato del palco e ti fermi lì ad aspettare due minuti prima di ripartire, ma i Grave Digger sono professionali e le cose si fanno sia davanti a trentamila sia davanti a mille. Il tempo quindi di prender fiato (e poi perderlo tutto) con le immancabili “Headbanging Man” e “Witch Hunter”. Chris si diverte a far urlare il pubblico fino a quando, finalmente soddisfatto del risultato, lancia “Heavy Metal Breakdown”: devastazione totale e degna conclusione di un concerto per i quarant’anni anni di carriera. Sempre in forma, sempre divertenti, sempre unici: sempre Grave Digger!!!

Heavy Metal Breakdown shake your legs and bang your heads…

 

 

 

 

 

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