DYSMORFIC – Movements

Titolo: Movements
Autore: Dysmorfic
Nazione: Italia
Genere: Grindcore
Anno: 2022
Etichetta: End Of Silence e ¡ZAS!

Formazione:

Buccia: batteria
Thomas: basso fretless


Tracce:

01.   Movement I
02.   Movement II
03.   Movement III
04.   Movement IV
05.   Movement V


Voto del redattore HMW: 7/10
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Dismorfia – « In patologia, malformazione somatica accompagnata a gravi deficienze mentali (idiozie). Le dismorfie interessano principalmente la faccia, le orecchie, i denti, il cranio, le dita. »

Movimento [in musica] – « Grado di celerità prescritto dall’autore o dall’editore (revisore) per l’esecuzione di un dato pezzo di musica o per parte di esso. L’indicazione (didascalia) di movimento non fu dell’autore se non a partire dal Rinascimento, e viene scelta dall’editore secondo induzioni fondate su caratteri intrinseci della musica. Anche l’esecuzione del movimento può essere indicata dall’editore o essere frutto dell’interpretazione: solo il ricorso al metronomo diede al movimento una valutazione oggettiva.
Ciascuna delle parti (o tempi) che costituiscono una composizione (per es., la sonata, la sinfonia, il quartetto ecc.). »

Quando eravamo soliti saccheggiare i cataloghi dei negozî di grind, death et similia di mezzo Occidente, stazionarono nei nostri stereo ben tre titoli della Extremist: Si Pots, Conserva El Teu Cap dei Mixomatosis (forse la loro raccolta migliore), Exhumed And Molested degli Shredded Corpse (più che una ristampa dell’album omonimo, quasi l’opera omnia) e Suffer And Die dei Dysmorfic, il dischetto con lo scatto oblungo di un mezzo Mike Patton asiatico in copertina, che acquistammo memori del loro bel sette pollici con Embalming Theatre (perennemente notevoli), Jigsore e Kadaverficker.

Marzo 2022. Dopo solamente diciassette anni, la sigla mantovana ci lascia nuovamente a bocca – somaticamente malformata – almeno socchiusa, se non aperta. In buona compagnia della End Of Silence, gente che di rado si tira indietro se c’è da collaborare con schegge di storia nazionale, e dell’equamente attiva ¡ZAS!. Deficiente di un chitarrista e deficiente del canto, la versione odierna dei Dysmorfic ci comprime in faccia cinque prestissimo sincopati, grovigli di grind avviluppato a funk ed instabilità jazzate. Registrati sul serio, registrati perché è bello suonare e perché non conta il volume dell’opera. Registrati perché la libertà non esiste ma l’idea sì.

Non abbassate la guardia.

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