ELDER + GOTHO + FLYING DISK


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EVENTO: ELDER + GOTHO +FLYING DISK
LUOGO: SPAZIO 211
DATA: 12 – 06 – 2022

Domenica 12/06 ci siamo recati allo SPAZIO211 per assistere ad una delle tappe del tour europeo degli statunitensi Elder, supportati per l’occasione da Flying Disk e Gotho. Siamo agli ultimi concerti della stagione primaverile, più che mai carichi adesso per quella estiva!

L’atto iniziale è affidato ai cuneesi Flying Disk, purtroppo penalizzati in termini di affluenza dall’orario, le 20:30, che spesso ancora scoraggia gli avventori a recarsi anticipatamente sul luogo del concerto, cosa che reputo un errore, soprattutto in virtù dell’elevata qualità che è possibile trovare ad eventi di questo tipo, dove gli attori coinvolti vantano capacità esecutive elevatissime. Il trio vanta una buona esperienza dal vivo e regge il palco senza problemi, presentando vari brani estratti dalla propria produzione musicale, prettamente orientata su un rock variegato e non strettamente riconducibile a definizioni di sorta, data la presenza di più elementi stilistici nelle composizioni. A livello di esecuzione e suoni, il combo piemontese non sbaglia nulla e regala una mezz’ora piacevole, aprendo con successo la serata e scaldando sufficientemente i presenti.

Come secondo gruppo troviamo i torinesi Gotho, un duo dedito alla creazione di brani molto particolari. Difatti, L’Ambient proposto fa capolino più volte all’interno di diverse sfere concettuali e musicali di diversa natura, affondando in acque “progressive” e riemergendo da mari di composizioni da colonna sonora. Alle tastiere troviamo un magico Fabio Cuomo, capace di impostare miriadi di soluzioni atmosferiche grazie alla sua effettistica e alle sue intuizioni, creando spunti davvero fantasiosi completati dalla batteria di un Andrea Peracchia, batterista inoltre di un’altra ottima formazione torinese, i Tons, in stato di grazia allo strumento e maestro di tempi mutevoli e deflagrazioni ritmiche. I 3 atti di cui si compone lo spettacolo lasciano incantati e particolarmente coinvolti tutti i presenti, che nel frattempo sono andati aumentando esponenzialmente fino a riempire lo spazio immediatamente sotto palco. Fine concerto, entusiasmo a mille e lungo applauso finale per due ragazzi davvero fenomenali!

Puntuali come un orologio svizzero salgono sul palco gli Elder! L’attacco diretto al pubblico è fenomenale sin da subito grazie al risuonare delle prime note di “Compendium”. Potrei fermarmi a descrivere per ore il tipo di musica ascoltato senza mai raggiungere una spiegazione valida: stoner, progressive, hard rock e chi più ne ha più ne metta, verrebbe da dire. Già, perché i quattro del Massachussets possiedono una fantasia davvero illimitata e ci tengono a dimostrarlo in tutte le canzoni che producono e portano dal vivo. Visto che descriverli è impossibile (ma fatevi un regalo e andate a recuperare la loro discografia), proverò a spiegare l’effetto incredibile che un gruppo del genere è in grado di procurare agli attendenti e soprattutto a coloro che ai concerti apprezzano particolarmente osservare i musicisti per provare a carpirne i segreti. Dunque, dicevo… Ah giusto! È impossibile anche questo! La perizia tecnica, la pulizia di esecuzione e al contempo l’emozione che riescono a trasmettere risultano spiazzanti, anche in occasione di momenti più concitati o più compassati, come durante “Dead Roots Stirring”, ottimo esempio per descrivere entrambe le dinamiche.

Dopo circa un 1 ora e 15 minuti, si conclude lo spettacolo di questi simpatici yankee sempre sorridenti sopra e sotto il palco. Pongo la loro esibizione nella mia classifica personale delle migliori cinque, dal punto di vista tecnico dei singoli musicisti, semplicemente perfetti dall’inizio alla fine.

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