ALESTORM – Seventh Rum Of A Seventh Rum

Titolo: Seventh Rum Of A Seventh Rum
Autore: ALESTORM
Nazione: Scozia
Genere: Pirate Metal
Anno: 2022
Etichetta: Napalm records

Formazione:

Christopher Bowes: Voce e keytar
Gareth Murdock: Basso
Mate Bodor: Chitarra
Peter Alcorn: Batteria
Elliot Vernon: Tastiera


Tracce:

1. Magellan’s Expedition
2. The Battle of Cape Fear River
3. Cannonball
4. P.A.R.T.Y.
5. Under Blackened Banners
6. Magyarország
7. Seventh Rum of a Seventh Rum
8. Bite the Hook Hand that Feeds
9. Return to Tortuga
10. Come to Brazil
11. Wooden Leg (Part III)


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 8.5/10
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Ritornano a vele spiegate dopo due anni dal precedente Curse Of The Crystal Coconut i pirati più metallari e amati dei sette mari: gli Alestorm! Non me ne vogliano i fan di certi Running Wild, ma la loro versione più giovane si posiziona nella poppa del mio cuore a guidarlo verso ignoti orizzonti di pura tamarraggine!

Sulla scia di spuma del già citato disco del 2020, i cinque scozzesi proseguono la loro avanzata in acque heavy/power metal fortemente contaminate di elementi elettronici e tastiere regalando 11 brani di buon livello e discretamente vari nell’approccio e nell’esecuzione, senza mai limitarsi ad una medesima progressione “piratesca” di accordi, ma anzi sviluppando canzoni talvolta aggressive e veloci, talvolta mirate ad una proposta più leggera e scanzonata, quasi da disco dance, rintracciabile facilmente in P.A.R.T.Y.!

Seventh Rum Of A Seventh Rum, questo il titolo della settima fatica della band, vive sostanzialmente di una prima doppietta di brani più compressi all’interno di un certo qual tipo di serietà, “Magellan’s Expedition” e “The Battle Of Cape Fear River” legate tematicamente all’esploratore portoghese e all’uccisione di barbanera, prima di passare al resto di una scaletta che già dalla volgarissima “Cannonball”, regala spettacolo e divertimento.

“Under Blackened Banners” contiene uno dei migliori ritornelli del lotto mentre in “Magyarorszàg”, “Come To Brasil” e la conclusiva “Wooden Leg (Part III)” è possibile sentire la passione che anima questi scanzonati giovanotti, in grado di omaggiare i fan ungheresi, brasiliani oltre che spagnoli e giapponesi, intonando nelle rispettive lingue, altri ottimi inni pirateschi. Le rimanenti “Bite The Hook Hand That Feeds”, “Retun To Tortuga” (la leggendaria isola al centro del mare dei Caraibi, porto sicuro per tutti i pirati del mondo) e il brano autocelebrativo concludono una scaletta che in poco più di 40 minuti offre nuovo materiale da ascoltare e godere senza grosso impegno, ma nemmeno con un approccio superficiale, poiché gli Alestorm sanno suonare davvero e soprattutto sono in grado di ideare canzoni piacevoli e sicuramente validissime in un pogo sotto palco.

Seventh Rum Of A Seventh Rum è un ascolto valido per chi apprezza sonorità power ma anche per chi nella propria esistenza ha avuto il piacere di gustarsi storie di pirati, tra le quali l’imprescindibile epica salgariana del Corsaro Nero! ARRRR MARINAI, SALPIAMO E LASCIAMO ANNEGARE LE TRISTEZZE IN UN BICCHIERE DI RUM!

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