SKILLS – Different Worlds

Titolo: Different Worlds
Autore: Skills
Nazione: Stati Uniti d'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Renan Zonta: voce

Brad Gillis: chitarra

Billy Sheehan: basso

David Huff: batteria

Alessandro Del Vecchio: tastiera e cori


Tracce:

01. Escape Machine

02. Blame It On The Night

03. Different Worlds

04. Losing The Track

05. Writings On The Wall

06. Show Me The Way

07. Just When I Needed You

08. Need To Fall

09. Stop The World

10. Hearts Of Stone

11. Don’t Break My Heart


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori:
Ancora nessun voto. Vota adesso!
Please wait...

Visualizzazioni post:96

Gli Skills sono l’ennesimo progetto studiato a tavolino in casa Frontiers per omaggiare l’AOR e l’hard rock melodico ma, soprattutto, per mettere al centro dell’attenzione il bravissimo singer brasiliano Renan Zonta (Electric Mob, Brother Against Brother), attorniato da musicisti fenomenali come il chitarrista Brad Gillis (Night Ranger), il bassista Billy Sheehan (Mr. Big, The Winery Dogs, Sons Of Apollo) e il batterista David Huff (Giant). Non nascondo che queste continue operazioni, se da un lato sono una lode all’AOR internazionale ed al buon rock, dall’altro non mi entusiasmano più di tanto: forse perché la musica è prevedibile e senza clamorose sorprese rispetto ad una nuova giovane band all’esordio, pronta a spaccare il mondo e a portare, si spera, qualcosina di nuovo e personale.

Certo, in Different Worlds non si possono negare le abilità di ogni singolo artista, ma il sound proposto è sempre un hard rock melodico americano, ispirato agli anni ’80, con un pizzico di metal che conferisce più energia e grinta per una musica senza tempo. Si rimane sbalorditi delle capacità vocali del frontman carioca, amante dell’hard rock classico proprio degli anni ’80 e protagonista insieme a musicisti che hanno dato moltissimo negli eighties e nel corso delle loro lunghe carriere. Il vocalist ha una straordinaria e potente estensione vocale che lo porta ad assomigliare a cantanti del calibro di Glenn Hughes e di David Coverdale, ma non è certamente una sorpresa per chi lo ha ascoltato nei suoi Electric Mob o nei Brother Against Brother.

Un esempio eclatante delle sue capacità si ascolta principalmente nei due lenti del platter: la ballata “Just When I Needed You”, una sdolcinata canzone AOR dal grande phatos con l’ugola, la tastiera e la chitarra elettrica in evidenza, pronte a sfidare il tempo adottando un arrangiamento molto moderno. La stessa emozione si ascolta nella commovente “Losing The Track”, dove il sudamericano sciorina un‘interpretazione incredibile guidato dal pianoforte, da bei cori e da un ottimo assolo di chitarra. Per blindare la riuscita dell’opera, le song della raccolta sono influenzate dalle band di provenienza e da gruppi storici come Whitesnake, Dokken e Dio. Per la cronaca, i pezzi sono scritti dall’esperto Alessandro Del Vecchio, da Martin Jepsen Andersen, da Pete Alpenborg, da Gui Oliver e dallo stesso Zonta.

L’iniziale, galoppante e retrò “Escape Machine” si basa su grandi linee di basso, di chitarra melodica e da una batteria battente. Dopo questo buon inizio, l’asticella si alza in “Blame It On The Night”, sostenuta dalle travolgenti corde vocali di Renan e con la sezione ritmica di Huff e Sheehan sempre sugli scudi. La successiva e seducente title track “Different Worlds” è un bel rock dalle atmosfere riflessive ma anche pieno di robusti e ossessivi riff chitarristici, per un vivace ed energico hard rock di vecchia scuola. La stessa attitudine melodic rock si ode in “Need To Fall”, brano caratterizzato da un ottimo e sdolcinato connubio tra chitarra e basso e da un refrain convincente alla Giant. Si prosegue con il singolo “Stop The World”, che ha un fraseggio iniziale di chitarra simile al modo di suonare di Eddie Van Halen grazie all’ottimo lavoro alla sei corde di Brad Gillis: il ritornello è degno dei musicisti che fanno parte di questo nuovo combo e, soprattutto, è impreziosito dalle calde e ruvide estensioni vocali dell’imbattibile Zonta che porta tutte le tracce ad alti livelli.

Segnalo la ritmata alla Mr Big “Show Me The Way”, dall’orecchiabile e piacevole ritornello, dove Renan sembra imitare il grande Eric Martin.  La penultima rock and roll “Hearts Of Stone”, dal sapore bluseggiante, vede sempre in primo piano la rauca timbrica del singer ma, di contro, gli elementi cruciali sono Billy Sheehan alla quattro corde e Brad Gillis alla sdolcinata chitarra elettrica. L’ultima in scaletta “Don’t Break My Heart” è un omaggio sincero ai grandi Night Ranger e ai fondamentali Whitesnake, concludendo in bellezza un buon disco ma avaro di spunti nuovi e interessanti.

D’altra parte, il moniker di questo nuovo combo rock non lascia dubbi a interpretazioni perché gli Skills non sono altro che quattro artisti di valore che mettono in mostra tutte le loro competenze e abilità. La qualità delle song non è il massimo ma la tecnica di questi quattro signori è veramente al Top!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.