METALLICA + GRETA VAN FLEET + JERRY CANTRELL + THE BLIND MONKEYS


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EVENTO: METALLICA + GRETA VAN FLEET + JERRY CANTRELL + THE BLIND MONKEYS (FIRENZE ROCK)
LUOGO: VISARNO ARENA
DATA: 19 – 06 – 2022

 

Partenza, Torino Porta Nuova. Arrivo, Firenze. In tre ci siamo avviati alla volta del festival della musica Firenze Rock che in questi giorni, a partire dal 16 di Giugno, ha fatto da cornice a gruppi di calibro internazionale quali Green Day alla prima giornata, Muse e Placebo alla seguente(17/06) infine i Red Hot Chili Peppers (18/06), questi ultimi accompagnati da alcuni artisti interessanti come il rapper italiano Tedua che già vidi ad un piccolo festival piemontese, il “Balla Coi Cinghiali”, qualche anno fa. E’ la Domenica però ad ospitare l’evento più atteso. Ogni calata in Italia dei Metallica richiama orde di persone a godersi un bel concerto di grandi dimensioni in una località, Firenze, mediamente centrale e quindi più “comoda” anche per chi giunge dal meridione rispetto alle date passate del quartetto californiano, svoltesi a Milano (2019) e Torino (2018).

Dopo aver aggregato al gruppo dei tre iniziali un ulteriore elemento, decidiamo di dirigerci verso la Visarno Arena, enorme spazio aperto perfetto per manifestazioni di questo tipo. Molto bella anche la vista che si stagliava all’orizzonte, osservata dalle zone più vicine al palco, particolare per via di una splendida alberatura simile ad un ambiente da “savana”.

All’arrivo siamo giusto in tempo per gustarci la parte conclusiva, circa una ventina di minuti rispetto ad uno spettacolo di un’ora di durata, di Jerry Cantrell, cantante dei famosissimi Alice In Chains, per l’occasione presente in veste di solista. Tra i brani estratti dalla sua discografia, quali “Atone” e “Had To Know”, l’artista statunitense propone anche alcune canzoni estrapolate dalla produzione della formazione madre come “Man In The Box” e “Rooster”. Buona esibizione e buon audio per riscaldare, come se ce ne fosse bisogno dati i 38 gradi atmosferici rilevati, la folla dell’arena.

Dopo un’attesa particolarmente dilatata, circa 40 minuti, giunge il momento dei Greta Van Fleet, complesso del Michigan, ormai da anni tra i gruppi più chiacchierati da esperti di settore e fan. Il palco, al fianco del quale svettano due enormi megaschermi, si infiamma subito e i quattro cominciano la loro esibizione dando prova di grinta e assoluto entusiasmo. Dopo alcuni episodi di sicuro impatto quali “Built By Nations” e “Caravel” l’impressione che pervade l’esibizione è quella di essere di fronte ad un ottimo insieme di dotati musicisti quasi incapaci  di coinvolgere l’elemento fondamentale di un qualsiasi spettacolo: il pubblico.

Difatti, nei circa 80 minuti complessivi del concerto, per lunghi tratti si è sentita la mancanza di interazione e la forse troppa “professionalità” esposta. Soltanto dalla metà in avanti il cantante Josh Kiszka si è lasciato andare a qualche battuta rivolta al mare di persone che si trovava davanti a lui, fatto totalmente penalizzante a mio giudizio poiché numeri non confermati propongono una stima che si attesta tra le 50 e le 60 mila unità presenti. Inoltre, nonostante l’efficacia intrinseca delle canzoni e la loro qualità media godibile, i volumi non aiutavano a rendere giustizia ai ragazzi, certamente non meritevoli di un trattamento poco riguardoso, sotto tale punto di vista. Conclusione affidata ad alcuni classici della loro discografia come “When The Curtain Falls” e “My Way, Soon”.

Ormai giunti al centro del pit, iniziamo l’attesa per l’evento principale. Durante tale attesa, da più direzioni si innalzano cori rivolti ai nostri eroi, compreso l’immancabile tema “L’estasi dell’Oro” che da ormai decenni interi accompagna i Metallica in ogni loro esibizione. Puntuali sulla tabella di marcia, con il calare del sole e l’ergersi delle tenebre, il tema morriconiano appena citato si eleva dall’impianto audio e le immagini de “Il Buono, Il Brutto e Il Cattivo” accompagnano l’ingresso dei pesi massimi del metal, che per le prime canzoni (o fucilate) si posizionano tutti al limitare più estremo del palco, a contatto con le prime file, completamente infervorate dalla visione di Hetfield, Hammett, Ulrich e Trujillo!

Come dicevo, la scaletta si apre a sorpresa con una massacrante tripletta “Whiplash” – “Creeping Death” – “Enter Sandman”, indice di una scelta precisa: stasera non si fanno sconti in termini di ferocia! Si prosegue con una serratissima “Harvester Of Sorrow” (imbarazzante l’assenza di pubblico a sostenere perlomeno il ritornello. Ma da dove arrivate, ragazzi?) seguita da “Trapped Under Ice”, altra chicca storica che semina il panico all’interno degli sparuti spazi di pogo che vengono a crearsi sotto palco. La fase centrale è affidata a episodi variamente scelti da uscite del nuovo millennio come “Dirty Window” e “Moth Into Flame” (sempre ottima), alternati a classici dal Black Album come “Nothing Else Matters” e “Sad But True”. Durante “Fade To Black”, Hetfield si lascia andare ad alcune dichiarazioni non molto chiare nel significato relativamente al tema della canzone, ovvero il suicidio, lasciando perplessi i fan. Pare però evidente a tutti come il frontman del gruppo non stia passando (ahimè, nuovamente) un periodo sereno… Ti amiamo immensamente James, tieni duro!!

Il delirio si è raggiunto poi nella fase finale della festa grazie a una rapida sequenza composta da “Seek & Destroy” – “Damage Inc” – “One” e “Master Of Puppets” a concludere. Finale in climax, contusioni su tutto il corpo, qualche svenimento nella folla e tantissimo entusiasmo per 4 artisti assolutamente invidiabili, capaci di trasportare in altre dimensioni e regalare due ore di sincero divertimento ed euforia. Grazie Metallica, siamo sempre con voi! Metal Up Your Ass!

In conclusione desidero spendere qualche parola relativamente all’organizzazione dell’evento. E’ perfettamente comprensibile che i prezzi in questa situazione storica siano più alti che in passato, ma in una giornata da bollino rosso (temperature oscillanti tra i 37 e i 40 gradi) con apertura cancelli alle 12, vendere una bottiglietta d’acqua a 3 euro e un bicchiere di birra a 8 euro non è questione di recupero costi ma di attentato alla salute pubblica. Ho avuto occasione in passato di visitare festival europei di vario genere e spesso ho trovato fontane di acqua potabile gratuita oltre che zone per rinfrescarsi. Sono le persone a fare l’evento e durante la giornata ho assistito personalmente a svenimenti causati dal calore. Se non è possibile introdurre bevande, che sia possibile consumare perlomeno.

Detto ciò, il successo è stato enorme e sicuramente l’intenzione è quella di tornare l’anno prossimo!

(scusate per le foto, ma eravamo privi di pass, e con l’obiettivo di tirare mazzate in quel momento, penso capirete…)

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