ROCK THE CASTLE 2022 – Seconda giornata


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ROCK THE CASTLE, Giorno 2 – 25-06-2022 – Castello Scaligero, Villafranca (VR)
Judas Priest + Saxon + UFO + Exciter + Girlschool + Skanners

Diciamoci la verità: dopo due anni di rinvii, la nuova edizione del Rock The Castle, anche se con una scaletta parzialmente modificata rispetto a quella iniziale, era molto attesa, oltre che per l’insolita e azzeccatissima ambientazione, anche e soprattutto per la qualità dei nomi proposti per l’occasione.
La seconda giornata, svoltasi sotto un sole cocente nella splendida cornice del castello scaligero, è stata senza mezzi termini spettacolare, vediamo nel dettaglio il perché.

 

 

 

 

 

SKANNERS
L’onere di alzare il sipario spetta agli italiani Skanners: nel grande cortile del castello, noto perché Shakespeare vi ambientò alcune scene di Romeo e Giulietta, il pubblico non è ancora numeroso come lo sarà la sera, complice soprattutto il clima assassino. Ciò nonostante, alle prime note del gruppo di Bolzano, i presenti accorrono sotto al palco e fanno sentire il loro entusiasmo a Claudio Pisoni e soci.
L’entusiasmo è ricambiato: ottima prestazione da parte di uno dei più longevi gruppi heavy metal italiani in circolazione, e alla fine della giornata saranno in molti a dire che data la qualità della loro esibizione avrebbero meritato un posto più alto in scaletta.

Welcome to Hell
We Rock the Nation
Metal Party
Factory of Steel
Starlight
Hard and Pure
Fight Back

GIRLSCHOOL
Se gli Skanners hanno infiammato gli animi di tutti i presenti, le Girlschool hanno fatto un concerto senza dubbio positivo, ma che fatica a reggere il confronto con la grinta e la passione mostrate dagli apripista. Le prime file supportano incessantemente il quartetto londinese, ma è con le cover di “Race With The Devil” (dei Gun) e “Bomber” (dei Motorhead) che le Girlschool ottengono il coinvolgimento di tutto il pubblico presente.
Demolition Boys
C’mon Let’s Go
The Hunter
Guilty as Sin
Action
Future Flash
Kick It Down
Nothing to Lose
Take It Like a Band
Race With the Devil (The Gun)
Bomber (Motörhead)
Emergency
EXCITER
I suoni non sono stati certo perfetti, almeno dalla posizione in cui si trovava chi scrive, ma è uno spettacolo fatto di grinta e violenza quello proposto dagli Exciter, che sicuramente saranno stati contenti di suonare ad un festival assieme al gruppo a cui devono il proprio nome. L’apertura è stata affidata al classico “Violence & Force”, per proseguire con altri episodi celebri della formazione, tra cui “Stand Up And Fight”, “Pounding Metal” e il cavallo di battaglia “Heavy Metal Maniac”.
Anche la formazione canadese sceglie di omaggiare i Motorhead, eseguendo a chiusura del set una serratissima versione di “Iron Fist”. Nel frattempo il pubblico è aumentato: è l’ora della vecchia guardia.

Violence & Force
Stand Up and Fight
Victims of Sacrifice
Die in the Night
Iron Dogs
Heavy Metal Maniac
Rising of the Dead
Pounding Metal
Blackwitch
Living Evil
Beyond the Gates of Doom
Long Live the Loud
—————————-
Feel the Knife
Iron Fist (Motörhead)
UFO
La classe degli UFO non si discute; potrebbe essere semplicemente riassunto così il concerto di questo gruppo storico e fondamentale per il nostro genere preferito. L’hard rock blueseggiante dalle venature heavy di Phil Mogg e della sua truppa forse ha colto di sorpresa qualche sprovveduto spettatore che colpevolmente non li conosceva, ma ha regalato un’ora che la maggior parte degli astanti non dimenticherà.
Sobrio e signorile come sempre, Mogg ha accompagnato il pubblico attraverso la propria discografia, tra i classici “Too Hot To Handle” e “Rock Bottom”, passando per la veloce “Lights Out” e, per la gioia di tutti i presenti, con la coinvolgentissima “Doctor Doctor” (ormai resa ancora più nota, in quanto apertura fissa di tutti i concerti dei celeberrimi Iron Maiden, ndr).
A “Shoot Shoot” il compito di far calare il sipario su concerto e carriera del gruppo britannico, dato che questo dovrebbe essere l’ultimo spettacolo in Italia della formazione, salvo clamorosi retromarcia. Buona pensione, ve la siete meritata tutta.

Fighting Man
Only You Can Rock Me
Cherry
Love to Love
Too Hot to Handle
Rock Bottom
Lights Out
Doctor Doctor
Shoot Shoot

SAXON
Quando i Saxon salgono sul palco l’area concerti è quasi piena e la gente nelle prime file piuttosto stipata. La formazione inglese parte subito col botto con l’immancabile “Motorcycle Man” e, tranne due episodi piuttosto recenti (”Thunderbolt” e “They Played Rock And Roll” dedicata ancora ai Motorhead), la scaletta presente vede solo pezzi di almeno 25 anni fa, con grande soddisfazione del pubblico. Byford è un vero mattatore e il resto della formazione carico e preciso come sempre. Il pubblico ovviamente risponde bene a ogni singolo pezzo, tra le varie “Wheels Of Steel”, “Denim And Leather” e l’epica “Crusader” che suonata in un castello ha ancora più fascino. Ma il gruppo sa anche rallentare il ritmo dedicando la power ballad “Broken Heroes” alle vittime ucraine, per poi concludere con una tripletta paradigmatica: “Power And The Glory”, “747” e “Princess Of The Night”. Difficile fare meglio, ma…

Motorcycle Man
Thunderbolt
Wheels of Steel
Heavy Metal Thunder
Strong Arm of the Law
Dogs of War / Solid Ball of Rock
Denim and Leather
And the Bands Played On
Broken Heroes
Crusader
They Played Rock and Roll
Power and the Glory
747 (Strangers in the Night)
Princess of the Night
JUDAS PRIEST
Se l’heavy metal fosse legge, come cantano gli Helloween, i Judas Priest sarebbero la costituzione. Non esiste gruppo metal che non sia stato influenzato, direttamente o indirettamente, consapevolmente o meno, da loro, e il tour del loro cinquantesimo di carriera lo dimostra. Sulle note d’apertura di “Battle Hymn” (che segue un’introduzione parlata piuttosto tamarra) il pubblico è già caldo e pronto a cantare le canzoni del quintetto di Birmingham, ugola permettendo. L’apertura vera e propria è affidata a “One Shot At Glory” e i fan possono apprezzare subito lo stato di grazia di Halford, che nonostante l’età (e, d’accordo, con una voce un po’ effettata), è ancora notevole e impressionante.
La scaletta prosegue con i classici immancabili, tra cui il piacere proibito di tutti i defenders, “Turbo Lover”, ma riporta alla luce anche a brani che non venivano eseguiti dal vivo da qualche anno in Europa. Così il pubblico ha potuto gustarsi il ritorno in scaletta di “Hell Patrol”, “A Touch Of Evil” e “The Green Manalishi”.
Come da copione, è Scott Travis a introdurre “Painkiller”, dopodiché è tempo di avviarsi alla fine: “The Hellion / Electric Eye” è il dittico per eccellenza in campo heavy; “Hell Bent For Leather” – con entrata in moto assortita – uno dei ‘numeri’ più aizzanti e più riusciti estratti dal cilindro della premiata ditta Tipton – Downing – Halford. Infine, “Breaking The Law” e “Living After Midnight” sono dannatamente coinvolgenti e semplicemente irrinunciabili, pure dopo l’ennesima volta che vengono riproposte dal vivo.
Che altro aggiungere: il prete di Giuda è tornato trionfante sul suolo italico e, pur tra tutte le difficoltà che ha attraversato negli ultimi anni, non ha alcuna intenzione di appendere gli strumenti al chiodo. Una lectio magistralis sublime, a degna chiusura del secondo giorno di un ottimo festival.

Battle Hymn
One Shot at Glory
Lightning Strike
You’ve Got Another Thing Comin’
Freewheel Burning
Turbo Lover
Hell Patrol
The Sentinel
A Touch of Evil
Victim of Changes
Blood Red Skies
The Green Manalishi (With the Two Prong Crown) (Fleetwood Mac)
Diamonds & Rust (Joan Baez)
Painkiller
—————————
The Hellion
Electric Eye
Hell Bent for Leather
Breaking the Law
Living After Midnight

CONCLUSIONE
Il sottoscritto partiva sicuramente già con un occhio di riguardo verso il festival, dato che il binomio Saxon + Judas Priest lo avrebbe reso miope di fronte a qualsiasi problema organizzativo potesse capitare. Invece l’aspettativa è stata confermata e, anzi, superata, grazie anche all’ottima politica di offrire acqua gratuitamente all’interno dell’area e ad ampia disponibilità di aree ristoro e di bagni. Inutile dilungarsi ancora sulla cornice, che ha esercitato la propria attrattiva non solo sugli italiani, ma anche sui numerosi stranieri accorsi per questa giornata. Ci auguriamo che la prossima edizione si mantenga su questi altissimi livelli.

Tutte le fotografie sono di Sabina Baron che ringraziamo particolarmente per i fantastici scatti

Skanners

Girlschool

Exciter

Ufo

Saxon

Judas Priest

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