VENUS 5 – Venus 5

Titolo: Venus 5
Autore: Venus 5
Nazione: Italia, Slovenia, Serbia, Svezia, Albania
Genere: Melodic Metal
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Terese Tezzi Persson: voce
Erma Sick: voce
Karmen Klinc: voce
Jelena Milovanovic: voce
Erina Seittlari: voce

Stefan Hellblad: chitarra
Aldo Lonobile: chitarra
Gabriele Robotti: chitarra

Dan Arisi: basso
Alfonso Mocerino: batteria
Antonio Agata: tastiera, arrangiamenti per pianoforte ed elettronica


Tracce:

01. Lioness
02. The Simulation
03. Nothing But A Heartache
04. Bride With Blackend Eyes
05. Monster Under Your Bed
06. Inside
07. Tom And Ms Amy Lee
08. Because Of You
09. We Are Dynamite
10. Save You
11. Bury Me


Voto del redattore HMW: 5/10
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Nuovo progetto in casa Frontiers con la creazione sulla carta delle Venus 5, formazione composta da cinque belle e brave cantanti internazionali che finora hanno dimostrato le loro ottime qualità vocali sia in veri e propri gruppi che in particolari programmi televisivi a cui hanno partecipato. Naturalmente, alle spalle delle artiste, sono stati inseriti grossi nomi, come Jake E. (ex cantante e membro fondatore degli Amaranthe), il chitarrista dei Within Temptation Stefan Helleblad, Aldo Lonobile (Archon Angel, Secret Sphere, Sweet Oblivion, Death SS) e il produttore Per Aldeheim (Def Leppard, H.E.A.T, Nick Carter). Il gruppo è composto dall’italiana Greta Di Iacovo (alias Herma dei Sick N’ Beautiful), dalla slovena Karmen Klinc (Hellcats), dalla serba Jelena Milovanovic, dalla svedese Tezzi Persson (Infinite & Divine) e dall’albanese Erina Seitllari. Come scritto, ognuna di esse è una cantante preparata e dalle ottime corde vocali ma questi progetti, in generale, non mi esaltano più di tanto anche se in passato sono stati creati dei veri e propri supergruppi per dare una spinta economica alle casse dell’etichetta, ma anche per fornire della musica eccellente alle orecchie degli amanti dell’hard rock e del metal internazionale. Qui, siamo di fronte ad un disco di pop metal al limite del commerciale che non rende giustizia alle cantanti e agli artisti coinvolti dietro le quinte.  La stessa monografia, evidenzia come l’etichetta italiana metta da subito le mani avanti, affermando che non bisogna soffermarsi sulla bellezza delle cinque donne ma bensì concentrarsi solo sulla musica. Parole sante, anche se in questa occasione la casa discografica italiana sembra provarci sia con l’aspetto visivo che sonoro che per carità, posso pure capire ,ma la cosa strana è che trovo, per la prima volta, Aldo Lonobile in difficoltà a livello compositivo e in fase di registrazione.

In primis, per quanto riguarda la produzione, si sente che le voci delle ragazze sono superate dai suoni degli strumenti mentre, a livello creativo, la musica metal è troppo influenzata da tanti e diversi generi musicali che sembrano non portare da nessuna parte. L’heavy power-pop metal proposto, parte subito in quarta con l’introduttiva “Lioness”, dotata di un arrangiamento sonoro fatto per lo più di metal melodico e sinfonico. Sembra di sentire che la voce solista sia condivisa da tutte e cinque le ragazze, così come i cori. Il pop e il rock si incontrano in “The Simulation” con un ritornello a cantilena, ma dove, purtroppo, spiccano solo i bei cori di sottofondo delle giovani musiciste. Il ritmo cala, grazie alla chitarra classica e al pianoforte in “Nothing But A Heartache”, dove le ragazze cantano benissimo su accordi di puro rock melodico in un pezzo stranamente privo di sintetizzatori artificiali. La carina e operistica “Bride With Blackened Eyes” ha un bel refrain, ma risulta strozzata da esagerati arrangiamenti elettronici. Solo nella parte centrale del disco si intuisce a che cosa mirano le Venus 5, ovvero puntare alle sonorità tipiche degli Amaranthe, dei Within Temptation e degli Evanescence. Infatti, il super orecchiabile ritornello pop metal di “Monster Under Your Bed” e l’atmosfera moderna ed energica di “Inside”, riportano al pop rock/metal melodico e sinfonico nordeuropeo, con belle voci femminili, arazzi di sintetizzatori e cori alternati. Sinceramente, qui siamo nel punto migliore dell’opera e la prova è data dal brano, “Tom And Ms Amy Lee”, dal grande groove elettronico e rock, dove le parti ritmiche sono semplicemente fantastiche, grazie all’impressionante lavoro dei musicisti agli strumenti, soprattutto alla chitarra elettrica con un grande assolo. Si continua con il mid-tempo “Because You”, dalle sonorità ipnotiche e melodiche, sostenute fortemente dalla tastiera e dalle ugole sensuali delle cinque cantanti. L’aspetto negativo è che c’è poco metal e poca adrenalina, ma in compenso l’aspetto positivo è che ogni traccia parte in un modo diverso rispetto alle altre, per certi versi incuriosendo ma alla fine arrivando sempre a scimmiottare le formazioni già citate, che da parecchi anni hanno fondato il loro suono su campionatori, sintetizzatori e suoni artificiali, uniti al pop e al metal. La terz’ultima, “We Are Dynamite”, ne è un’altra importante dimostrazione perché dotata di un groove più robusto, ma sempre con voci sdolcinate, attorniate da cori, sintetizzatori e per fortuna anche da qualche assolo chitarristico che salva il salvabile. In “Save You”, le cinque veneri sembrano adattare meglio le loro corde vocali alla canzone formando un connubio perfetto e dando un grande contributo ad un pezzo di puro pop che potrebbe puntare a qualche classifica internazionale per via dell’orecchiabilissimo ritornello.

In conclusione, le ragazze cantano bene, ma si trovano in un contesto troppo debole di idee e di spunti che cerca di imitare gruppi  affermati e avanti anni luce rispetto alle attuali Venus 5. Sinceramente, mi piacerebbe sentire le cantanti Jelena Milovanovic e l’albanese Erina Seitllari in un contesto diverso, magari di puro metal perché hanno delle voci eccezionali e meritano un palcoscenico diverso. Gli stessi complimenti faccio per la già conosciuta Herma degli alternativi e bravi Sick N’ Beautiful, per la fantastica Tezzi Lead degli Infinite & Divine e per la brava Karmen Klinc delle monelle Hellcats.

 

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