VYPERA – Eat Your Heart Out

Titolo: Eat Your Heart Out
Autore: Vypera
Nazione: Svezia
Genere: Heavy Metal
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Andreas Wallström: voce
Christoffer Thelin: chitarra
Andreas Andersson: basso
Johan Pettersson: batteria


Tracce:

01. Slow Me Down
02. Standing On The Edge
03. Spellbound
04. Sierra
05. Rock N’ Roll
06. Fantasy
07. Straight For The Kill
08. Danger
09. Fool For The Night
10. Cold As Ice
11. Wingborne


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Dalla nordica Svezia, arrivano i giovanissimi Vypera, con il loro primo disco intitolato Eat Your Heart Out, che riprende perfettamente il famosissimo sound metal ottantiano di matrice statunitense! Formatisi nel 2016 con il nome di Madhouse a Sandviken, inizialmente come cover band, hanno iniziato quasi subito a comporre della propria musica cambiando il loro nome in Vypera e iniziando così a scrivere canzoni influenzate da formazioni storiche come i Rainbow, gli Icon, i King Kobra e i W.A.S.P. e i Motley Crue. Il giovane combo scandinavo è formato dal cantante Andreas Wallström, dal chitarrista Christoffer Thelin, dal bassista Andreas Andersson e dal batterista Johan Pettersson, per l’ennesima e buona offerta rock proveniente da una lontanissima e fredda terra, molto prolifica però di gruppi metal interessantissimi e di alta qualità.

 “Siamo perdutamente entusiasti di aver avuto questa possibilità e l’opportunità di mostrare a tutti voi cosa abbiamo fatto musicalmente! La Frontiers Records ha sempre avuto queste band fantastiche che amiamo da morire, e ora abbiamo un posto nel loro roster!  Musicalmente, il nostro suono è un mix tra W.A.S.P., Triumph, Rainbow e le nostre stesse menti”, affermano i quattro componenti dei Vypera.

L’opera è composta da undici canzoni, alcune delle quali già pubblicate in modo indipendente nel dicembre dell’anno scorso, prima della firma con la nostrana Frontiers, infarcite da una buona dose di heavy metal, con venature di hard rock che vengono già messe in mostra nell’apripista “Slow Me Down”, brano massiccio dai riff chitarristici spigolosi e devastanti. Correndo a un ritmo veloce e piuttosto infuriato, il pezzo è uno spavaldo e classico pezzo di rock e metal, che riporta indietro nel tempo ed esattamente ai fondamentali anni ottanta. Con la seconda in scaletta, “Standing On The Edge”, i ragazzi svedesi cambiano registro, rallentando e facendo sentire l’amore per le sonorità di Mr. Blackmore e degli americani Dokken ma impostando sempre una base metal nella struttura della canzone.

La produzione del disco è eccellente e moderna perché frena la band dallo sbilanciarsi troppo verso un suono vintage, nonostante l’obiettivo primario sia quello di riproporre in assoluto il mitico suono ottantiano. Le tracce “Spellbound” e “Danger”, confermano ancora la tendenza sonora del secondo pezzo in scaletta, ma sempre mantenendo un tocco metal, che da una carica in più alle composizioni. Nella prima è fantastico l’attacco con un’ottima linea di basso e una battente batteria che danno una carica irresistibile, seguiti da un aggancio raffinato e melodico di chitarra elettrica, dove spicca anche la voce vellutata di Wallström. Nella seconda sembra di sentire l’efficace e crudo Bon Jovi degli esordi soprattutto nel ritornello, come anche il classico suono glam metal anni ’80 proveniente direttamente da Los Angeles, grazie al pazzesco lavoro chitarristico nei riff e negli assoli.

Uno dei momenti salienti dell’album è la parte centrale con “Sierra”, dal grande impatto corale e molto efficace nel ritornello. Segue la stessa lunghezza d’onda pure “Rock N Roll”, rapido e martellante come del resto deve essere una canzone heavy metal che si rispetti. Basti ascoltare la devastante sezione ritmica e l’assolo al fulmicotone della sei corde di Christoffer. Dopo tutto questo furore e questo formidabile inizio, i nostri vichinghi si fermano un attimo con la sdolcinata e classica ballata “Fantasy”, dove emanano passione e sentimento a più non posso. Brano elettroacustico che da un lato spezza l’adrenalina dell’intera raccolta ma dall’altro indispensabile per chi suona questo genere. Carina, ma nulla di più! Con “Straight For The Kill” si ritorna allegramente all’heavy classico e melodico di matrice americana, per un mid-tempo che ricorda i grandi e formidabili Motley Crue. La chiusura è affidata a un bel trittico: “Fool For The Night”, “Cold As Ice” e “Wingborne”, caratterizzate sempre da ritornelli melodici e sostenuti da una struttura tipicamente metal, dove gli svedesi si distinguono per la potente e aggressiva ugola del cantante, per i ritmi martellanti e gli accordi infuocati della chitarre. In conclusione “buona la prima” per questo bel debutto di una formazione che sa cosa vuole e cosa vogliono sentire gli amanti del glam metal in generale. Non musica nostalgica ma un classico hard and heavy sapientemente mischiato e contraddistinto da intrepidi e massicci riff chitarristici, ritmi martellanti e infuocati assoli di chitarra in un contesto melodico ben riuscito. Cosa volete di più?  Certo, l’originalità dei quattro è ancora un miraggio ma il futuro e l’età sono dalla loro parte. Se queste sono le premesse, aspettiamoci grandi cose dai neonati Vypera.

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