Steve Vai – Inviolate Tour


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Steve Vai
02.07 – Macerata – Sferisterio

Il tour che ospita Steve Vai in questo 2022 si estende tra diverse città italiane e luoghi molto particolari. Il palco che riguarda il concerto al quale ho potuto assistere è stato quello prestigioso dello Sferisterio di Macerata: un’arena semicircolare destinata in principio al gioco del pallone con bracciale e solo successivamente adibita a teatro d’opera. In attesa della stagione operistica e concertistica, lo Sferisterio è solito ospitare alcuni concerti di un certo livello e di una certa caratura. Lo stesso Steve Vai si è dimostrato più volte emozionato e onorato di aver potuto suonare in una così suggestiva arena.

In un gioco di luci a led colorati ed un proiettore a muro che ha aiutato a colorire una quasi insensata scenografia (sarebbero bastati i muri dell’arena e Steve Vai con i suoi musicisti), Steve entra tra gli applausi del pubblico e va diretto ad imbracciare la sua chitarra per partire con “Avalancha”, tratta dal suo ultimo disco Inviolate. Il tour è di supporto a questo disco e vede il chitarrista statunitense esibirsi di nuovo in Italia, dopo un’assenza di sei anni. Già il covid ha costretto più artisti a doversi fermare. Inoltre, lo storico chitarrista è stato sotto i ferri lo scorso marzo per operarsi in seguito ad una distorsione al dito, procuratasi proprio mentre suonava la chitarra in un accordo particolarmente ostico. Al tempo della distorsione, Vai aveva inoltre trovato modo di suonare utilizzando momentaneamente una sola mano.

Oggi troviamo invece il nostro chitarrista piuttosto in forma e con una scaletta che sfiorerà le due ore di virtuosismi tecnici di grandissimo rispetto e maestria. Tra le abilità di cui non ci è concesso poterci soffermare, data la nostra scarsa conoscenza tecnica chitarristica, il virtuoso a stelle e strisce dalle radici italiche, affonda i suoi polpastrelli sulle sue asce con brani che vanno da “Candlepower” a “Greenish Blue”, “Little Pretty” e “Zeus In Chains” tratte proprio dall’ultimo lavoro, passando per “Bad Horsie” e “Tender Surrender” (impressionante) da Alien Love Secrets. Il nostro alieno della chitarra sceglie inoltre “Giant Balls Of Gold” e “Whispering A Prayer” da Alive In an Ultra World e “Dying Day” e “Fire Garden Suite IV – Taurus Bulba” (con la quale concluderà l’esibizione) da Fire Garden. Tra le più sentite e forse famose della sua carriera e di questa serata, e quasi in fondo alla scaletta, vengono inserite “Liberty” e “For The Love Of God”, quest’ultima cantata da Danny G per l’occasione. L’eclettico chitarrista, ha scoperto infatti nel suo tecnico del suono, doti nascoste tra cui, oltre quella del cuoco, anche quella di poter cantare in forma lirica. Ed è così che questo celeberrimo brano assume una forma completamente diversa grazie ad un testo completamente cantato in italiano. Il figlio Fire Vai, li ha accompagnati al suo suggestivo ed orientaleggiante sitar.

Tante sorprese dunque dove non mancano gli assoli dei musicisti di supporto al nostro eroe di origini pavesi. Il granitico Philip Bynoe, sulle note di “Lights Are On” intraprende la sua corsa stilistica di basso incredibilmente potente e massiccia. Dave Weiner propone un assolo particolarmente melodico, oltre ai duetti e piccole battaglie di chitarra di supporto a Steve, facendoci capire più volte che abbiamo a che fare non con un semplice chitarrista ritmico preso a caso, ma con un vero professionista dello strumento. Dietro le pelli abbiamo il tatuatissimo Jeremy Colson; anche lui ha l’opportunità di mostrare le sue abilità tecniche in un potente gioco di polso e fermezza dall’alto della sua batteria.

Insomma vedere Steve Vai all’opera non è come andare ad un semplice concerto, ma è un’esperienza musicale a 360° e chi lo ha visto in azione lo sa sicuramente. Ci sono tanti che potrebbero annoiarsi ad un concerto strumentale del genere, ma a chi piace, sono certo che ha fatto venire qualche brivido e a qualcuno è scappato (anche ad alta voce) un “Steve! Sei un alieno”. E come possiamo dargli torto. D’altronde Frank Zappa ci aveva visto lungo nel prodigio di questo ragazzo che oggi, a 70 anni suonati, ormai, non ha più bisogno di dover dimostrare nulla.

Foto di Macerata di Ivan Gaudenzi

Steve Vai
04.07 – Firenze – Anfiteatro De Pascale

Il “Master of The Universe” della chitarra Steve Vai, sbarca a Firenze, nella splendida cornice dell’anfiteatro De Pascale, alle Cascine, dove per la rassegna “Ultravox” il chitarrista statunitense allievo di Zappa, ci regala una performance di livello assoluto. La cosa bella di Steve Vai, che per certi versi ed alcuni stolti “critici” musicali invece non lo è, e la sua naturale trasversalità compositiva.
Che musica fa Mr. Vai? E’ metal? E’ rock? Funky? Fusion? La risposta in questo caso è una e solo una. Steve Vai fa MUSICA! senza confini, senza limiti, senza costrizioni. E fa Musica coi controcazzi! Tutte le elucubrazioni, macchinazioni, tutti i pensieri puristi sui generi musicale sono inutili con lui. Da più di quarant’anni Steve Vai è la chitarra. Può piacere oppure no (stolti), ma non si può discuterne nè la qualità compositiva, nè quella esecutiva. Come dicevano gli Antichi:” Egli E'”. Non ci sono discussioni che tengano.

Ciò premesso andiamo allo spettacolo vero e proprio. Le parole del nostro Direttore non possono che trovare terreno fertile anche per quanto visto alle Cascine. Funambolico, sorridente, le chitarre paiono giocattolini con i quali il bimbo Steve si diverte ancora parecchio. E tutto ciò traspare. I musicisti che lo accompagnano poi, sono di livello superiore. Nulla è lasciato al caso. la scaletta, le pause dove i compagni di palco e tour possono sbizzarrirsi in assoli di grande tecnica ed efficacia, pure i cambi chitarra sono perfetti. Uno spettacolo e performance azzeccatissimi ed incredibilmente emozionanti. Date retta ad un cretino… se passa dalle vostre parti non perdetevelo. Se siete in vacanza e si esibisce da quelle parti, non mancate… se non potete vederlo dal vivo, ma amate il suono della chitarra… acquistate il suo ultimo disco. Non ve ne pentirete.

Scaletta per entrambi i concerti:

Avalancha
Giant Balls of Gold
Little Pretty
Tender Surrender
Lights Are On (assolo di Philip Bynoe)
Candlepower
Guitar Solo (Dave Weiner)
Building the Church
Greenish Blues
Bad Horsie
I’m Becoming
Whispering a Prayer
Dyin’ Day
Drum Solo (Jeremy Colson)
Zeus in Chains
Liberty
For the Love of God
(con Danni G su cantato e Fire Vai al sitar)
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Fire Garden Suite IV – Taurus Bulba

 

Foto di Firenze – di Gigi Fratus

 

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