Luppolo In Rock – terza giornata


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EVENTO: Luppolo In Rock
GRUPPI: TESTAMENT, EXODUS, HEATHEN, EXTREMA, SKANNERS
LUOGO: Parco Delle Colonie Pedane, Cremona
DATA: 17/07/2022

In un periodo pieno di dubbi e di incertezze tra cancellazioni di eventi per svariati motivi, ci troviamo in strada per il Luppolo In Rock, un nome che si sta facendo notare dalle precedenti edizioni. In costante crescita, ha già visto organizzare in questo 2022 diverse serate, tra cui alcune esclusivamente con gruppi italiani ed altre di livello internazionale. La grande serietà è emersa con la sostituzione improvvisa dell’headliner della seconda serata (Katatonia) con un nome italiano di grande spicco (Fleshgod Apocalypse). Problema di voli per scioperi dalla Svezia. Cose che possono succedere. Si è capita immediatamente la voglia di rimediare comunque all’imprevisto, senza nascondere nulla o prendere in giro i fan. Con tante piccole cose, gli organizzatori si guadagnano la simpatia del pubblico, che comincia sempre più a pubblicizzare ed enfatizzare la già allegra kermesse. Arriviamo dunque in tempo per l’apertura dei cancelli e ci rendiamo subito conto di come, ad un prezzo onesto per i gruppi in cartellone, sia già tutto molto funzionale e accessibile. Il concerto si svolgerà in una ex colonia e al limite di un grandissimo parco. Subito fuori dai cancelli, con possibilità di entrare ed uscire tramite un braccialetto colorato, abbiamo una grande varietà di banchi di gastronomia, di dischi, di memorabilia e tanto altro. Si va dalle grigliate al cibo medievale, a birre e sidri. I prezzi sono popolari e la qualità è alta. In un periodo come questo, proposte del genere erano quello che ci aspettavamo da chi aveva davvero voglia di ricominciare a fare concerti. Gli speculatori e i disonesti non ci sono mai piaciuti. E a chi piacciono!?

Ma veniamo a noi! Eccoci all’interno del festival. Un grande palco ci guarda dall’alto in basso e, oltre spazi d’ombra e altri banchi, ci troviamo subito a nostro agio in un ambiente ricco di appassionati di heavy metal e dove, alla fine, saranno naturalmente gli artisti a parlare! Una scaletta thrash metal (fatti salvi gli Skanners) di livello davvero eccelso ci accompagnerà fino a quasi mezzanotte – e noi ora vi raccontiamo com’è andata questa terza ed ultima giornata del Luppolo In Rock, che ha contato circa diemilacinquecento presenze.

REPORT DI IVAN E POL:

SKANNERS

Fuori dal contesto thrash metal della giornata, sono gli Skanners ad aprire le danze di questa edizione davvero infiammata! Il quintetto del Sud Tirolo è felice e ansioso di salire sul palco e nonostante il caldo ancora feroce (soprattutto in direzione degli artisti), i ragazzi partono con ottimi suoni e un eccellente heavy metal tricolore. Nonostante molti preferiscano gustarsi il gruppo dagli spazi in ombra nelle retrovie, è già folta la folla che si presta a sfidare la canicola di Cremona e i minuti passano veloci. Tra brani come “Welcome To Hell” o “We Rock The Nation”, i metallari bolzanini replicano quelle note che li hanno resi famosi negli anni. Vengono addirittura sciorinati un paio di brani dai primissimi lavori Dirty Armada e Pictures Of War, figli degli anni ottanta. Ma non mancano anche cose più recenti come la fortunata e autocelebrativa “Factory Of Steel”, dal ritornello e cori imprescindibili. Insomma uno dei modi migliori per aprire la terza serata di questo simpatico e ben riuscito festival. Pisoni e soci lasciano il palco a testa alta, e non poteva certo essere altrimenti. Skanners: un nome, una garanzia!

 

EXTREMA

Arrivato a dar manforte a metà esibizione dei sudtirolesi, dei quali vi ha già parlato l’esimio e magnifico caporedattore Ivan, da subito il Luppolo è occasione per rivedere e parlare con una marea di amici e conoscenti di cui, per cause note a tutti, da tempo non sussisteva possibilità di incontrare di persona. Chiacchiere che si protraggono a dismisura, al punto che anche il quartetto meneghino conclude in autonomia la sistemazione del palco e può partire con il proprio spettacolo.
Tempo per il sottoscritto di vedere gli Extrema con la nuova ed attuale formazione, quindi per la prima volta Tiziano alla voce (già visto all’opera eoni addietro con i Lucky Bastardz), e l’impressione è più che positiva. Nessuno li invidia sotto il sole, eppure tutti e quattro i musicisti non si risparmiano e offrono fino all’ultima goccia di sudore per la loro causa, tra vecchi e nuovi brani dalla loro discografia.
La gente è partecipe, il caldo imbarazzante non è un deterrente e seppur siamo in tanti a godere tranquillamente dell’esibizione dalle zone d’ombra della cornice del Luppolo, molti giovani e meno giovani non si esentano dal far casino sotto palco, tra il sorriso dei partecipanti nonché quello (più ovvio) di chi si sta dando musicalmente da fare.
Ottima esibizione, ma loro come altri gruppi della giornata sono penalizzati da suoni non propriamente cristallini, di certo non aiutati da settaggi parecchio pesanti che non aiutano in un contesto simile (meglio per locali al chiuso, meno dispersivi).

HEATHEN

Parte con la successiva esibizione il trittico finale, dalla Bay Area con furore. Ritornano sui palchi europei i mitici Heathen, per presentare il nuovo arrivato nello scorso mefitico 2020, Empire Of The Blind; il tour arriva a distanza di quasi dieci anni dall’ultima calata italica, quando ancora erano impegnati a fare promozione al grandioso The Evolution Of Chaos, uno dei migliori ritorni discografici in campo thrash del secolo in corso. Fra l’altro, i nostri tornano a distanza di un paio di settimane da un precedente tour in compagnia dei Toxik, che non ha sfortunatamente toccato lo Stivale. Poco male, almeno la presenza al Luppolo ha dato i suoi frutti.
Una formazione rivista, per così dire, in funzione della defezione di Lee Altus (per problemi familiari, questo è quanto ufficialmente annunciato), che quindi non ha preso parte nemmeno all’esibizione con gli Exodus ed all’intero tour. Al suo posto l’ottimo Kyle Edissi, chitarrista canadese (in forza agli Invicta) che non fa rimpiangere lo storico fondatore e riesce anche a trascinare il pubblico con la sua attitudine scatenata e festaiola. Completano il quintetto l’instancabile Dave White, il solo a tenere le fila della formazione storica, affiancato da Kragen Lum che è ormai motore e principale esecutore/compositore del gruppo (nonché membro fisso da tre lustri), con Jason Mirza (già sodale di Lum negli Psychosis) al basso e Jim DeMaria (anche con i nuovi Toxik) alla batteria.
Una esibizione che pesca dall’ultima fatica (l’introduzione “This Rotting Sphere”, subito seguita dal singolo di lancio “The Blight”, “Blood To Be Let”, lo standard con la canzone eponima e una “Sun In My Hand” sinceramente evitabile a favore di pezzi migliori), dal precedente terzo album (sempre una goduria per i padiglioni auricolari “Arrows Of Agony” e la doppietta da infarto “Dying Season”/”Control By Chaos”) e dal debutto (come potrebbero mancare “Goblin’s Blade” e “Death By Hanging”?); quando sembra che sia già stato detto tutto, per fortuna parte l’inconfondibile intro di “Hypnotized”, per pagare doveroso tributo anche a quel capolavoro che risponde al nome di Victims Of Deception.
Anche con gli americani i suoni non sono propriamente idilliaci: un basso parecchio pompato e lo stesso dicasi per la batteria, che in più occasioni hanno finito per inghiottire le due chitarre, le quali si sono sentite davvero distintamente quasi esclusivamente nei fraseggi (e per fortuna che i loro brani ne hanno in quantità) e negli assoli, quando una spinta in termini di volume correva in soccorso dei due chitarristi. Di certo anche sul palco qualche problema lo hanno avuto, viste un paio di “perdite di sincronia” tra i membri, nulla comunque che potesse inficiare l’ennesima grande prestazione.

Scaletta

This Rotting Sphere
The Blight
In Black
Arrows Of Agony
Goblin’s Blade
Dying Season
Control By Chaos
Sun In My Hand
Empire Of The Blind
Death By Hanging
Hypnotized

EXODUS

L’aria già calda diventa rovente, poco importa se il sole è calato e una “arietta vagamente deliziosa” (cit. dell’illustrissimo caporedattore) riesce a rinfrescare un pubblico provato ma non ancora sazio, giunto ormai alle portate principali del lauto banchetto cremonese.
Il palco si allarga (letteralmente) per far spazio ai baluardi Exodus; incredibile trovare anche Gary Holt nelle file del suo gruppo (perdonate il sarcasmo, visto che dopo anni di “Slayer”, finalmente la pecora è tornata all’ovile… o forse è meglio parlare del lupo?), per una incredibile formazione finale a riportarci indietro negli anni. Uno straripante Souza, sempre intento a promuovere (buona) aggressività nel pit, che finisce il concerto sicuramente non fresco come una rosa ma senza essersi per nulla trattenuto, Gibson che da vent’anni a questa parte è anima ritmica del quintetto con la sua usuale pacatezza, ma soprattutto lui, Tom Hunting, a violentare (è proprio il caso di dirlo) il suo set come non fosse successo nulla nel frattempo (per chi se lo fosse perso, è reduce da una riuscita operazione per un cancro allo stomaco, andata a buon fine nel luglio 2021). Anche i Nostri sono dovuti correre ai ripari per la mancanza di Altus, ma anche stavolta un signor rimpiazzo che risponde al nome di Brandon Ellis (The Black Dahlia Murder) mette a segno un centro pieno.
C’è da promuovere un nuovo disco, Persona Non Grata, e la scaletta non può esimersi dal vedere brani tratti dall’album targato 2021 (“The Beatings Will Continue (Until Morale Improves)”, “The Years Of Death And Dying”, “Clickbait” e “Prescribing Horror”), che reggono bene la prova dal vivo, così come non possono mancare le parentesi mosh di “And Then There Were None” e “The Toxic Waltz”, senza contare l’ormai imprescindibile mid tempo di “Blacklist”. Se mancassero inoltre “A Lesson in Violence” e “Bonded By Blood”, nessuno potrebbe escludere un linciaggio dei musicisti; quindi, se la prima carica gli astanti addirittura come secondo brano in scaletta, la seconda è invece posta quasi a conclusione, insieme alla mastodontica “Strike Of The Beast” che alza sempre l’indice di gradimento.
Chiusura con un divertissement: il brano degli amati AC/DC “Beating Around The Bush”, a stemperare una discesa nei vortici del thrash che, a distanza di anni e grazie a musicisti sempre in grande forma, non accenna a venire meno.

Scaletta

The Beatings Will Continue (Until Morale Improves)
A Lesson in Violence
Blood In, Blood Out
The Years Of Death And Dying
And Then There Were None
Clickbait
Deathamphetamine
Blacklist
Only Death Decides
Prescribing Horror
Bonded By Blood
The Toxic Waltz
Strike Of The Beast
Beating Around The Bush
TESTAMENT
Siamo arrivati alla conclusione di questa torrida e fantastica giornata concertistica. L’atteso ritorno dei Testament suscita molta curiosità per il rientro in formazione di Dave Lombardo, a sostituire Gene Hoglan dietro le pelli. I tamburi sono già pronti e montati in classica composizione per il nostro batterista. Tutto è pronto e il fischio d’inizio è dato da “Rise Up” preceduta dall’introduttiva “Catacombs”. Partenza con il botto a sorpresa con l’apertura di Dark Roots Of Earth ad anticipare uno dei grandi classici (la scaletta di questa serata si è concentrata per metà sull’inizio carriera e l’altra metà sui lavori più nuovi) della formazione di San Francisco, “The New Order”. I musicisti sul palco hanno un approccio più che convincente a partire dal gutturale Chuck Billy sorridente ed emozionato, il quale non manca di ringraziare caldamente il pubblico, dichiarandolo più volte il più infuocato di tutto il tour. E vogliamo credergli dato che in altre circostanze e altri concerti precedenti, a differenza di altri suoi colleghi, non aveva mai osannato così tanto il pubblico italico come questa sera. Si prosegue con “The Pale King” e “Children Of The Next Level” e anche se i brani di maggior impatto sono quelli più vecchi, tra cui citiamo certamente “Practice What You Preach”, anche i pezzi più recenti trovano consensi nei fan accorsi a vedere il quintetto americano. Dunque “WWIII” o “Night Of The Witch” e l’auto celebrativa “The Formation Of Damnation” incontrano molto i gusti del pubblico, ormai quasi tutto ampiamente sopra i quarant’anni e dunque molto legato ai primi lavori degli anni ’80 e ’90. Abbiamo poi quel The Gathering molto apprezzato dalla critica dal quale sono stati estratti “True Believer” e “D.N.R. (Do Not Resuscitate)”, ottima doppietta dell’unico altro periodo con Lombardo in formazione. Lo stesso batterista se la cava divinamente dietro i suoi tom, ma vorrei esprimere un parere forse poco popolare e certamente personale, per cui non me ne vogliate se, al già fantastico Lombardo, forse ho preferito il buon Gene Hoglan dal vivo con i Testament (e anche su disco). Con questo non voglio assolutamente dire che Dave sia di livello inferiore, ma ormai con Hoglan si era instaurata una certa amalgama, che funzionava dannatamente bene e che necessita qualche assestamento per tornare alla perfezione. Abbiamo ancora qualche sorpresa prima della fine dell’esibizione con “Souls Of Black” preceduta da un doveroso assolo di basso fornitoci da uno dei più grandi nomi in circolazione per quanto riguarda la ritmica thrash metal: Mr Steve Di Giorgio alle prese con il suo fretless è sempre una garanzia! Trittico finale senza omissione di colpi con “First Strike Is Deadly”, “Over The Wall” e “Into The Pit”. Cosa chiedere ancora!? Una chiusura degna del nome che porta un gruppo dal nome sempre più altisonante. “Alone In The Dark” riecheggia tra la folla dalle prime file fino all’esterno. Le note di Peterson si intrecciano agli assoli di Alex Skolnick mentre l’estasi di tutti i presenti è tra le parole di un brano davvero storico scandite in un grandissimo epilogo di un concerto quasi privo di difetti. Abbiamo dunque ritrovato i nostri grandi thrasher in ottima forma, dopo tre anni di assenza dalla nostra penisola, felici di fare ritorno con un’insolita, ma quanto apprezzata scaletta e di fronte ad un pubblico caldo e desideroso di concerti. In un periodo come questo, giorni del genere sono una manna dal cielo, una benedizione che fanno ancora ben sperare su quello che ancora può dare questo genere di musica. Scroscio di applausi per i gruppi, gli organizzatori e.. perché no!? Anche per tutti noi presenti!
Catacombs
Rise Up
The New Order
The Pale King
Children Of The Next Level
Practice What You Preach
WWIII
True Believer
D.N.R. (Do Not Resuscitate)
Night Of The Witch
The Formation Of Damnation
Souls Of Black
First Strike Is Deadly
Over The Wall
Into The Pit
Alone In The Dark
Foto di Ivan Gaudenzi

Skanners:

Extrema:
Heathen:
Exodus:
Testament:

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