H.E.A.T – Force Majeure

Titolo: Force Majeure
Autore: H.E.A.T.
Nazione: Svezia
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: earMUSIC

Formazione:

Kenny Leckremo – voce, chitarra
Dave Dalone – chitarra
Jona Tee – tastiera
Jimmy Jay – basso
Don Crash – batteria


Tracce:

01. Back to the Rhythm
02. Nationwide
03. Tainted Blood
04. Hollywood
05. Harder To Breathe
06. Not For Sale
07. One Of Us
08. Hold Your Fire
09. Paramount
10. Demon Eyes
11. Wings Of An Aeroplane


Voto del redattore HMW: 8,5/10
Voto dei lettori: 8.8/10
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Settimo disco per gli H.E.A.T., che vede un ritorno alle origini con il rientro di Kenny Leckremo alla voce dopo ben dodici anni. Questo Force Majeure si dimostra un piccolo gioiello.

Gli undici brani che costituiscono l’ultimo sforzo del quintetto svedese si mantengono ad un così alto livello che potrebbero essere tutti adoperati come singoli. Qui abbiamo tutto quello che serve: canzoni con ritornelli di gran presa e una voce praticamente perfetta, in particolare nelle mid tempo “Harder To Breathe” e (fra le mie preferite) “Wings Of An Aeroplane”. Che grande ritorno, quello di Kenny! Fra i punti di forza, oltre alla produzione perfetta, sicuramente il lavoro delle parti soliste di chitarra, che mi hanno particolarmente colpito. Una sezione ritmica solida quanto essenziale completa il quadro.

L’hard rock proposto sicuramente paga un forte tributo ai connazionali Europe. In particolare “Nationwide” e “Tainted Blood”, ma anche “Hold Your Fire” (con quel riff iniziale abbastanza blueseggiante che mi ha ricordato molto gli Extreme: strani i collegamenti che fa il nostro cervello a volte) e “Back To The Rhythm”, brano posto in apertura e che risalta particolarmente per la sua epicità.

Se da un lato mi è piaciuta la virata aggressiva di “Demon Eyes”, dall’altra non posso che complimentarmi per la realizzazione di pezzi piacioni (che si piazzano in testa immediatamente) come “Hollywood”, “Not For Sale” (con un tiro decisamente più sostenuto, anche questa tra le mie preferite) e “Paramount”, che esprimono al meglio il potenziale del gruppo: hard rock anni ’80 con sonorità fresche e moderne, potenziali “inni”.

Immancabile poi un pezzo come “One Of Us”, con una introduzione che, se da un lato non abbandona le sonorità di Tempest & Soci, dall’altro ha anche qualcosa degli Aerosmith. Un lento strappa-mutande da cantare a squarciagola.

Ora non mi resta che aspettarli qui in Portogallo, dove saranno fra qualche settimana per un concerto che aspetto con grande impazienza.

Concludo. Non so se fra vent’anni potremo considerare questo Force Majeure fra le pietre miliari dell’hard rock del XXI secolo, ma per ora non posso fare altro che consigliarvelo.

Viviamo il presente e godiamocelo.

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