ORIANTHI – Live From Hollywood

Titolo: Live From Hollywood
Autore: Orianthi
Nazione: Australia
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Orianthi: chitarra e voce

Nick Maybury: chitarra
Carmen Vandenberg: chitarra
Justin Andres: basso
Michael Bearden: tastiera
Glen Sobel: batteria


Tracce:

01. Contagious
02. Sinners Hymn
03. Heaven In This Hell
04. Think Like A Man
05. You Don’t Wanna Know
06. What’s It Gonna Be
07. Blow
08. Impulsive
09. Blues Won’t Leave Me Alone
10. According To You
11. How Do You Sleep?


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 10.0/10
Please wait...

Visualizzazioni post:127

La bellissima e bravissima Orianthi Panagaris, artista e chitarrista famosa a livello mondiale per i suoi trascorsi al servizio di Michael Jackson, Carlos Santana, Alice Cooper, Carrie Underwood e Richie Sambora (tra gli altri), in attesa della pubblicazione del suo nuovo lavoro solista esce con un album dal vivo registrato qualche mese fa in California. Dopo il sufficiente O del 2020, l’australiana di origine greca pubblica Live From Hollywood tramite la nostrana Frontiers Records, riproponendo in CD/DVD e Blu-Ray l’esibizione dello scorso gennaio al Bourbon di Hollywood.

In questo spettacolo Orianthi suona la chitarra solista e canta, supportata da Nick Mayfield alla chitarra, dall’amica Carmen Vandenberg (alla chitarra nella canzone “You Don’t Wanna Know”), da Justin Andres al basso, da Michael Bearden alle tastiere e da Glen Sobel alla batteria. Sulla cantautrice non c’è nulla da dire perché è una delle migliori professioniste del genere in circolazione ed è nota anche per il successo del singolo pop/rock “According To You” (2009) ma, a livello di scelta commerciale, nella scaletta di Live From Hollywood constato che mancano alcuni pezzi e la cosa non riesco a concepirla. Per motivi sconosciuti, possiamo goderci solo un’ora di spettacolo e personalmente non posso neppure documentare la registrazione del video in quanto le case discografiche non solo non ci passano le immagini ma spesso neppure ci documentano sul contenuto. Chiusa questa piccola polemica che prima o poi riaffronterò, l’affascinante ragazza offre un grande spettacolo sonoro proponendo soprattutto le canzoni dell’ultimo album, facendoci ascoltare un aspro hard rock infarcito di blues e soul e dimostrando di adattarsi perfettamente ad un ambiente raccolto come quello del Bourbon.

Il sipario è aperto dalla dinamica “Contagious”, che parte sotto uno scroscio di applausi e con una leggerissima distorsione di chitarra per poi crescere lentamente fino ad esplodere in un ritornello orecchiabile sostenuto da una sezione ritmica robusta. L’ugola rauca della cantante è solida e determinata così come pure gli strumenti del suo gruppo. Anche “Sinners Hymn”, pure estrapolata da O, è molto buona: sembra per altro essere un omaggio al grunge, che tanto clamore fece in quel periodo. Se dovessi scegliere, direi che Orianthi è molto più brava alla chitarra che alla voce e questo lo si sente soprattutto negli assoli tirati che tira fuori spesso e volentieri. “Heaven In This Hell”, pescata dal suo terzo disco (2013), dimostra il virtuosismo dell’artista in un contesto melodico benché ritmato ed inquieto. Segnalo la cadenzata e melodica “You Don’t Wanna Know”, più lenta e dai toni più bassi, dove si sentono in azione Orianthi e l’amica Vandenberg in un duetto straordinario, fatto di assoli tecnici e prolungati, che trascina tutto il pubblico presente. Gli urli e l’incazzatura della Panagaris in “What’s It Gonna Be” mostrano l’aspetto più duro delle sua musica, anche a livello vocale.

Nel finale spiccano il pianoforte e la chitarra blues nella nostalgica “Blues Won’t Leave Me Alone”, dove canta in modo più pulito ed emotivo facendo venire la pelle d’oca. Lo stesso vale per la conclusiva e passionale “How Do You Sleep?” dall’introduzione blues, soprattutto grazie al piano (ancora una volta) e ad una chitarra ritmata e sdolcinata con la quale Orianthi mostra tutta la propria passione per il genere e quanto sia cresciuta tecnicamente in questi anni. Un modo riuscito per chiudere in bellezza davanti ad un pubblico raccolto e divertito.

Album consigliato non solo a chi ama il suo stile ma anche a chi è appassionato di queste sonorità e non ha mai sentito la Panagaris in precedenza. Credo che questo concerto sia un buon modo di recuperare il tempo perduto, in attesa della prossima uscita discografica!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.