COHEED AND CAMBRIA – Vaxis – Act II: A Window Of The Waking Mind

Titolo: Vaxis – Act II: A Window Of The Waking Mind
Autore: Coheed And Cambria
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Rock Alternativo
Anno: 2022
Etichetta: Elektra, Roadrunner Records

Formazione:

Claudio Sanchez: chitarra, voce
Travis Stever: chitarra
Josh Eppard: batteria, tastiere
Zach Cooper: basso


Tracce:
  1. The Embers Of Fire
  2. Beautiful Losers
  3. Comatose
  4. Shoulders
  5. A Disappearing Act
  6. Love Murder One 
  7. Blood 
  8. The Liars Club 
  9. Bad Man 
  10. Our Love 
  11. Ladders Of Supremacy
  12. Rise, Naianasha (Cut The Cord)
  13. Window Of The Waking Mind

Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 5.5/10
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Ohhh, ecco qui l’ultima fatica del prode Claudio Sanchez e compagni a raccontarci un nuovo, immenso capitolo della saga « The Amory Wars ».

Seguo questi ragazzi da quando ancora non se li filava nessuno in Europa. Perché delle volte, diciamocelo, ti capitano anche le botte di c… fortuna e c’hai l’amico che ti passa l’ascolto giusto.

Ebbene, è sin dal loro primo vagito, chiamato The Second Stage Turbine Blade, che sono letteralmente innamorato di questo gruppo.

Oggi, 2022, arriviamo al nono capitolo discografico, che attinge dalla storia i nomi dei cui personaggi danno il nome al gruppo (solo uno dei loro lavori è svincolato dalla trama).
Premetto che non mi dilungherò sul racconto, un po’ perché non ho ancora avuto modo di finire di leggere tutto il libro (letteralmente, è un libro) contenuto nella versione che ho ricevuto, un po’ perché probabilmente prenderebbe più tempo discutere su questo o quello piuttosto che di ciò che ci interessa in questa sede: la musica.

Ora potrei pure mettermi a scrivere di ogni canzone e, probabilmente, ci vorrebbe il capitolo intero di un libro per ognuna. Ma ho sempre detestato le recensioni canzone per canzone, perché lasciano il tempo che trovano.

Complessivamente, il bersaglio è stato centrato. Appieno.
Non ci sarà nessuno di veramente deluso da questo lavoro, perché Claudio e soci hanno evidentemente una formula magica per scrivere canzoni di ogni genere e tipo, anche trascendendo i generi, senza risultare pacchiani, posticci o altro, mettendoci dentro anima e corpo, per farvi cantare ogni ritornello ai concerti e tenervi attaccati alla scaletta.

Giuro, non so se quest’uomo ha venduto l’anima al diavolo, come si suol dire, o cosa, ma trovo che ogni traccia sia estremamente coinvolgente e riuscita nel proprio intento.
Ecco, di questo potremmo parlare un po’.
Sì perché è innegabile che qui i nostri cari Coheed And Cambria abbiano deciso di ampliare il loro bacino di utenza. E non è certo una decisione recentissima. Da diversi anni è in atto un processo che ha lentamente, ma inesorabilmente, ammorbidito il suono e gli arrangiamenti, fino ad arrivare a questo Vaxis II in cui, oggettivamente, si affaccia ben più di qualche sprazzo di pop.

“A Disappearing Act” è praticamente un pezzo dance.
“Love Murder One” (che trovate qui sotto) è un pezzo pop, con chitarre e batteria più rock, ma la base è decisamente più pop che rock.
“Bad Man” potrebbe tranquillamente essere uscita da un album di Rihanna o altro artista pop di successo che vi viene in mente.

Però non riesco a dare un giudizio totalmente negativo.
In fondo già in Good Apollo, I’m Burning Star IV, Volume One: From Fear Through The Eyes Of Madness si sentivano forti influenze del re del pop Michael Jackson.

Poi però ci sono anche i pezzi come “Comatose” che ti fanno cantare e divertire come i nostri sanno fare. O anche “The Liars Club”, che ti fa saltellare con il suo incedere punk rock.

Quindi?

Quindi niente, questo è il solito bel disco dei Coheed And Cambria. Punto.
Sapete cosa aspettarvi e sapete anche che, se mettete in rotazione questo gruppo, è perché vi piacciono le loro influenze e il loro stile. Che è in costante, seppur non eclatante, evoluzione, però sempre loro ritroverete e sempre loro vorrete ascoltare.

Ottimo disco, probabilmente attecchisce di più ad un pubblico a stelle e strisce (e il fatto che non si presentino così spesso in Europa e dintorni ne è dimostrazione), però non è certo alla decima pubblicazione che ci potremo lamentare.

Sempreverdi.

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