KRISIUN – Mortem Solis

Titolo: Mortem Solis
Autore: Krisiun
Nazione: Brasile
Genere: Death Metal
Anno: 2022
Etichetta: Century Media

Formazione:

Alex Camargo: basso, voce
Max Kolesne: batteria
Moyses Kolesne: chitarra

[non dichiarato]: campioni


Tracce:

01.   Sworn Enemies
02.   Serpent Messiah
03.   Swords Into Flesh
04.   Necronomical
05.   Tomb Of The Nameless
06.   Dawn Sun Carnage
07.   Temple Of The Abattoir
08.   War Blood Hammer
09.   As Angels Burn
10.   Worm God
11.   Death Of The Sun


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 6.5/10
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Chissà quale fu la notte in cui Max Kolesne fu completamente posseduto dal demonio, in cui il suo sogno di suonare la batteria fu assecondato da Lucifero in persona (… un professionista dell’est) e trascorsa la quale si presentò ai fratelli; arti un viluppo di fiamme e ghigno compiaciuto, annuendo. Chi si massaggia le zone basse al futile cospetto di piatti e tamburi scritti (ma non vi fa schifo solo dirlo?) necessiterebbe di assistere ad anche solo tre minuti dell’arduamente eguagliabile turbine scatenato da questo figlio dell’inferno incastonato nella propria, di batteria. Non me ne vogliano Alex e Moyses: i Krisiun hanno più di un dono. Più di un talento. Non sono molti a possederne di tale intensità.

Dopo aver eccelso anche su lavori in cui sono stati lungi dal puntare tutto sulla velocità, con Mortem Solis tornano a blandire la linea che tiene la furia del ciclone tangente al terreno. Messe al bando anche parti soliste più ragionate ed arrangiamenti impavidi, la sfrenatezza torna a dettar legge. Un controllo degli strumenti che sopravvive a qualunque sala. Purtroppo la produzione è ancora una volta troppo commerciale e questo è, ahimè, un recinto dal quale è praticamente impossibile affrancarsi – ancor di meno se nel 2022 si è accasati presso la Century Media.

Presenti ma non smodate le solite influenze loro care: thrash primevo, Slayer (che pezzo “War Blood Hammer”!), Cannibal Corpse e primi Sepultura. Giri in equilibrio tra rigidità e dinamismo. Intransigenza, resistenza. Cali tensivi pochi o nessuno e, udite udite, persino testi da leggere, non solo o necessariamente frutto del caso né mero accompagnamento a un pentagramma irrequieto. Se abitare in uno dei paesi nelle cui mani dimora il futuro di milioni di specie può caricare il singolo di responsabilità rivolta all’esterno, la denuncia di costui forse recherà le parole di “Temple Of The Abattoir”: si faccia avanti chi fosse a conoscenza dell’esistenza dei libretti e chi volesse dar sbocco alla dipendenza patologica dal vocabolario bastardo dei padroni.

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