DREARINESS – Before We Vanish

Titolo: Before We Vanish
Autore: Dreariness
Nazione: Italia
Genere: Blackgaze, Depressive Black Metal
Anno: 2022
Etichetta: My Kingdom Music

Formazione:

Tenebra: voce
Gris: chitarra e tastiera
Torpor: batteria
Ky: basso
Roberto Mascia: voce
Luca Tiraterra: batteria
Valerio Libera: voce


Tracce:

01. Skin
02. Drain
03. Rehash
04. Inhale
05. Excise
06. Exhale


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 8.8/10
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Smarrimento. Dolore. Rimorso. Rimpianto.

Se dovessi optare per alcune parole rappresentative delle sensazioni che Before We Vanish è in grado di evocare nell’animo dell’ascoltatore, sarei sicuro delle scelte di sopra riportate. La grande forza dei romani Dreariness risiede proprio in questo ambito: l’annientamento della luce, tanto esterna quanto interiore e l’emersione di emozioni irrimediabilmente costrette in mari di buia angoscia. D’altronde il tema attorno al quale si dipanano le sei canzoni del disco, il “dilemma del porcospino” schopenaueriano, ben si presta a rappresentazioni liriche e musicali di indubbia potenza pessimistica. Più ci si avvicina ad un’altra persona, più si soffre.

Le tracce dispari, “Skin” – “Rehash” – “Excise“, sono le più oscure e tragiche, magistralmente eseguite in un susseguirsi di atmosfere blackgaze contenenti esibizioni vocali drammatiche e aggressive, con la cantante Tenebra intenta ad esplodere in furenti growl gonfi di ammaliante tristezza nei confronti di un amore che pare incapace di donare gioia e serenità ma solo un ossessivo senso di bisogno e dipendenza, nonostante vi sia in atto la ricerca di una rinnovata solitudine guaritrice. L’apporto di ben due voci maschili utili a esacerbare la violenza dei sentimenti coinvolti rende il risultato ancora più opprimente e schietto.

Le tracce pari, “Drain” – “Inhale” – “Exhale“, contraddistinte dalla voce pulita e da sezioni strumentali contenenti spunti elettronici così come da un diverso lavoro sugli altri strumenti, qui meno opprimenti, riescono a far riemergere sentimenti antichi e naufragati persino nei cuori più induriti dal dolore e dall’inesorabile fluire del tempo, unico attore capace di far dimenticare il male che una relazione tormentata o conclusa comporta. In particolare, la conclusiva “Exhale” pare ricercare per l’ultima volta qualche segno di speranza da parte del cuore benché la ragione già sia conscia che, una volta terminato, un amore non può più tornare a splendere:

“Neanche dove non puoi più raggiungermi ti lascio andare via.
Anche dove ogni cosa è un nostro deserto vorrei raggiungerti.

La fine dell’inverno ha chiuso un altro anello,
dentro una primavera attesa in eterno.

In questo ultimo abbraccio qualcosa di più forte in noi
Sopravvive al nostro distruggerci.

Distante in ogni spazio, d’istante in ogni tempo, la monotonia.
Per ogni mio frammento, per ogni tua spina,
ti sceglierei ancora, ti sceglierei sempre.

Non posso abbandonare ciò che sono.
Abbracciamoci mentre cadiamo in noi.
Abbandoniamoci, precipitiamo in noi”

I Dreariness compiono così un viaggio che della poesia fa il suo tratto caratteristico e nella disperazione trova la sua ineluttabile meta. Un viaggio da affrontare con uno scudo posto di fronte all’anima, per non inciampare in qualche burrone di dolore. Da brividi.

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