NORDIC UNION – Animalistic

Titolo: Animalistic
Autore: Nordic Union
Nazione: Svezia, Danimarca
Genere: Metal Melodico
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Ronnie Atkins: voce e cori
Erik Martensson: chitarra solista e ritmica, basso, tastiera e cori

TURNISTI
Fredrik Folkare: chitarra solista
Henrik Eriksson: batteria
Thomas Larsson: chitarra solista in “Scream”, “Riot” e “Last Man Alive”


Tracce:

01. On This Day I Fight
02. In Every Waking Hour
03. If I Could Fly
04. Riot
05. This Means War
06. Scream
07. Animalistic
08. Wildfire
09. Shot In The Dark
10. Last Man Alive
11. King For A Day


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 10.0/10
Please wait...

Visualizzazioni post:115

Dopo quattro anni dal secondo disco in studio, Second Coming, ritornano i Nordic Union, progetto di hard rock melodico tra due musicisti di talento: il cantautore, produttore e chitarrista svedese Erik Martensson (Eclipse, WET) e il leggendario cantante danese Ronnie Atkins (Pretty Maids, Avantasia). I due hanno inciso il nuovo e atteso Animalistic specialmente perché Ronnie ha fretta di realizzare tutti i suoi progetti solisti, per via di un cancro ai polmoni contro il quale sta energicamente combattendo e a causa del quale non vuole fermare la propria carriera (a tal proposito ricordo le sue due ultime uscite soliste One Shot del 2021 e Make It Count del 2022; mentre Erik coi suoi Eclipse ha pubblicato l’anno scorso Wired). Erik si è buttato a capofitto in questo terzo album scrivendone la maggior parte e anche producendolo, missandolo e masterizzandolo.

Come è giusto che sia, si sentono influenze provenienti dai gruppi principali, e anche dai Talisman, però la musica in generale tende ad allontanarsi da sonorità scontate e prevedibili, in modo da realizzare un hard rock melodico di prim’ordine. Il nordico sa bene come usare le corde vocali in un disco ben riuscito e ben suonato come questo. Il decollo scatenato dell’apripista “On This Day I Fight” ne è la dimostrazione lampante: il ritornello galoppante è un inno di power metal di matrice nordeuropea sostenuto dai riff taglienti da parte di Erik e del chitarrista Fredrik Folkare (Unleashed), che si distingue pure come solista. Si continua ottimamente con il singolo “In Every Waking Hour”, in cui Ronnie fornisce passione e intensità mentre Erik infiamma il ritmo con giri spigolosi e incandescenti. “If I Could Fly” cattura l’atmosfera melodica e metal che i due sprigionano sia vocalmente sia chitarristicamente. L’obiettivo pare proprio quello di raggiungere uno stile pesante, riff robusti di chitarra, velocità di esecuzione e sempre attenzione all’orecchiabilità e alla melodia del ritornello.

La successiva e autobiografica “Riot” è l’unico momento di calma: qui Atkins riflette, sulle note di una tenera tastiera e una soave chitarra, su come comportarsi negli ultimi giorni della sua vita, pensando ad una ribellione sulle ingiustizie della vita o ad una riappacificazione con sé stesso, andando avanti fino alla fine come se niente fosse. Canta in maniera pulita e leggera e ammorbidisce il suo timbro, accompagnato da un coro angelico e dalla superlativa chitarra elettrica di Thomas Larsson (Baltimoore, Glenn Hughes). Il meglio arriva dall’attraente rock di This Means War, che presenta un ritornello super melodico e un ritmo cadenzato e battente: una vera e propria condanna contro l’inutilità delle guerre e l’inquinamento del pianeta Terra. Delude un po’ “Scream” per le troppe venature pop, che la rendono troppo commerciale, ma in compenso Erik e Thomas danno vigore ad un brano appiattito dai troppi sintetizzatori.
La potente “Animalistic” è un tuffo nei gloriosi anni ’80, quando l’hard rock melodico spadroneggiava. Il ritornello immediato e il riverbero rauco dell’ugola di Ronnie sono coinvolgenti così come i riff melodici di Martensson ma soprattutto l’assolo di Folkare è la ciliegina sulla torta di un brano riuscitissimo. Il clou si raggiunge con la rimbombante e metal “Wildfire”, dalla grande linea melodica, trascinante nel ritornello, nel coro, nell’assolo e soprattutto nell’interpretazione addolorata di Ronnie che emana un atteggiamento deciso e rabbioso.

“Shot In The Dark” è un altro pezzo di rock magnetico e ben riuscito, dove Ronnie grida all’amaro destino che lo ha colpito in uno dei migliori momenti creativi della sua carriera. Con Last Man Alive” si ode l’introduzione di una chitarra dal tono celtico (elemento già sentito in tracce precedenti) amalgamata a cori ben articolati e con in primo piano una vocalità calda e graffiante; anche qui spicca la grande melodia del ritornello. I Nordic Union chiudono poi in bellezza con l’ultima e grintosa “King For A Day”, un po’ prog ma abbastanza heavy, con una grande linea di basso, dei giri rapidi e un’armonia di base dirompente che lascia la voglia di riascoltarla senza sosta.

L’heavy metal melodico dell’inarrestabile Ronnie Atkins si abbina ancora una volta (e lo fa meravigliosamente) all’hard rock melodico di Erik Martensson, per un’alchimia che sfocia in undici canzoni melodiche, energiche, ottimiste e costellate da assoli di chitarra memorabili. Ah, dimenticavo, l’opera emana tanta positività e una grande voglia di vivere da parte di Atkins che merita un sincero e caloroso applauso per il coraggio che sta dimostrando in questo momento difficile!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.