RESTLESS SPIRITS – Second To None

Titolo: Second To None
Autore: Restless Spirits
Nazione: Spagna
Genere: AOR
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Johnny Gioeli: voce nelle canzoni 7, 8 e 9
Kent Hilli: voce nelle canzoni 1 e 11
Chez Kane: voce nelle canzoni 2, 3 e 4
Renan Zonta: voce nelle canzoni 5, 6 e 10

Tony Hernando: chitarra, basso e tastiera


Tracce:

01. Need A Lil’ White Lie (voce di Kent Hilli)
02. Hey You (voce di Chez Kane)
03. Dreams Of The Wild (voce di Chez Kane)
04. Until The End Of Time (voce di Chez Kane)
05. A Dream To Be Lost In Time (voce di Renan Zonta)
06. And Yet It Breaks (voce di Renan Zonta)
07. Too Many (voce di Johnny Gioeli)
08. Nothin’ Dirty Here (voce di Johnny Gioeli)
09. Always A Pretender (voce di Johnny Gioeli)
10. No Time Wasters (voce di Renan Zonta)
11. Dirty Money (voce di Kent Hilli)

 


Voto del redattore HMW: 7/10
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Gradito ritorno del chitarrista Tony Hernando (Lords Of Black) e del suo progetto Restless Spirits, inaugurato nel 2019 con un debutto convincente sul quale suona pure il basso e la tastiera. Lo spagnolo è un chitarrista metal di prim’ordine ma in questa sua nuova avventura si orienta verso l’hard rock melodico e l’AOR, coi contributi vocali di Johnny Gioeli (Axel Rudi Pell, Hardline), Chez Kane, Renan Zonta (Electric Mob) e Kent Hilli (Perfect Plan, Giant). Second To None è un album che evidenzia come Tony dia ancora una volta il massimo e che, quando si tratta di creare pezzi di musica, sia sempre un maestro.

Nell’opera non ci sono riempitivi e tutte le canzoni risultato amabili e melodiche perché arricchite da indovinate venature AOR. Alcune tracce non sono assegnate proprio al giusto interprete vocale però colpisce come Hernando scommetta sull’adattamento della timbrica dell’ospite di turno sopra alle melodie da lui create. Spesso va sul sicuro come, per esempio, nello sfruttare la collaudata ugola di Johnny Gioeli, uno dei migliori cantanti rock in circolazione, in “Too Many” e nella successiva “Nothin’ Dirty Here”; l’eccellente esecuzione dello statunitense solleva il primo pezzo un gradino sopra agli altri, anche se il ritornello non è il massimo ma comunque è abbastanza solido e baldanzoso. La seconda continua su queste coordinate, con Hernando che dimostra la propria abilità soprattutto nel momento dell’assolo. Gioeli completa il suo contributo con l’affascinante ballata di rock melodico a stelle e strisce “Always A Pretender”, che inevitabilmente ricorda i lenti dei suoi storici Hardline. Lo svedese Kent Hilli invece alza il sipario del disco con l’AOR sdolcinato e ottantiano di “Need A Lil White Lie”, che interpreta perfettamente, emozionando e mostrando un suo stile e una spigliatezza vocale già sentita di recente nei grandi Giant e nei suoi Perfect Plan. Seduce immediatamente l’ottimo ritornello della composizione e il tecnicissimo assolo di chitarra di Tony, per una traccia che ricorda in generale i vecchi Foreigner.

Nel trittico successivo, “Hey You”, “Dreams Of The Wild” e la passionale “Until The End Of Time”, troviamo in primo piano la voce femminile dell’inglese Chez Kane che canta con tonalità molto alte ed esuberanti. La sua classe si nota subito nella prima, un AOR molto ritmato e melodico, mentre nella seconda si sente un hard rock sottile ma veloce, per un mid-tempo dalla struttura singolare e con un ritornello molto forzato nel cercare a tutti i costi la melodia. Spicca sempre il suono spigoloso della chitarra elettrica di Hernando nei riff e nel prolungato assolo che conferma ancora una volta quanto sia bravo.

Il brasiliano Renan Zonta entra in scena sulle note di un pianoforte alquanto funky in “A Dream To Be Lost In Time”: un pezzo dal sapore swing dove il rock and roll è sostenuto da una tastiera convulsa e una sezione ritmica massiccia. Se la sei corde nei primi minuti ha un‘armonia soul per poi riportarsi sui robusti binari dell’hard rock, al contrario Zonta alla lunga non soddisfa alla lunga perché tocca tonalità sempre basse e sembra snaturato rispetto al suo possente modo di cantare . La vivace “And Yet It Breaks” è cantata ancora dal carioca ma questa volta su una base armonica di pop rock con venature AOR e in cui la tastiera frenetica di Tony guida in sottofondo la canzone, facendola crescere d’intensità minuto dopo minuto. Il rullante della batteria introduce poi “No Time Wasters”, un pezzo dal suono rock forte, moderno e melodico, arricchito da veloci e interessanti assoli chitarristici che vedono ancora il sudamericano Zonta dietro al microfono, ma questa volta con una potenza vocale degna della sua fama. “Dirty Money” ripropone Kent Hilli, che ha aperto il sipario all’inizio e che adesso chiude l’opera mettendosi di nuovo in luce su un pezzo di AOR/rock melodico molto orecchiabile che unisce il passato ottantiano al presente.

Second To None non brilla sicuramente per originalità ma racchiude delle canzoni belle, ben arrangiate e deliziose da ascoltare per chi ama queste sonorità.

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