GENERATION RADIO – Generation Radio

Titolo: Generation Radio
Autore: Generation Radio
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: AOR
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Jay Demarcus: basso, piano e voce
Jason Scheff: voce e basso
Dean Castronovo: voce e batteria
Tom Yankton: chitarra e voce
Chris Rodriguez: chitarra e voce


Tracce:

01. Why Are You Calling Me Now
02. Angels
03. All Night To Get There
04. I Hope You Find It
05. Time To Let It Go
06. Lights Go Out In Paradise
07. Don’t Go
08. Smoking
09. Anything But Us
10. Waiting On Your Sunshine
11. Finally Got It Right


Voto del redattore HMW: 8/10
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Ancora una volta la Frontiers Records forma un supergruppo di musicisti famosi ed esperti: il bassista e polistrumentista Jay Demarcus (Rascal Flatts), il cantante e bassista Jason Scheff (ex cantante e bassista dei Chicago), il cantante e batterista Deen Castronovo (Journey, Revolution Saints) e i chitarristi Chris Rodriguez e Tom Yankton (XXX). Il progetto si chiama Generation Radio e naturalmente, come intuibile dai nomi coinvolti, lo stile è un puro AOR di stampo americano che cerca di riportare al vertice il rock degli anni ’80, che in questi anni è rimasto sempre dietro le quinte benché sempre vivo e vegeto. I Generation Radio non propongono nulla di nuovo o originale e sono una miscela di sonorità legate a gruppi come i Rascal Flatts, i Journey e i Chicago, tutti gruppi che propongono il suono tipico della West Coast statunitense, anche se i primi provengono dall’Ohio offrendo pure del buon country. Lo stile è quindi caratterizzato da pazzeschi cori e armonie vocali che si appoggiano sulle bellissime timbriche dei cantanti.

“Questa è la migliore musica che abbiamo mai fatto. Tutti nel gruppo cantano e contribuiscono in modo enorme alla riuscita dell’album. Jason non è solo uno dei miei migliori amici ma è anche uno dei miei cantanti preferiti di tutti i tempi e le sue esecuzioni su questi pezzi sono stellari. Deen è tra i migliori batteristi del mondo e anche un cantante di livello mondiale. In effetti, sono convinto che i Journey l’abbiano sentito cantare nel nostro gruppo e lo abbiano voluto subito di nuovo con sé! Sto scherzando, ovviamente, ma siamo stati fortunati ad averlo in questa avventura. Infine, Chris e Yankton sono veterani e alcuni dei miei musicisti e cantanti preferiti. Chris e io ci conosciamo dai primi anni della musica cristiana. È un vero onore fare musica con persone che si rispettano così tanto e che si tengono in così alta considerazione”, afferma Jay Demarcus.

Il disco parte subito con una breve ed energica rastrellata di batteria del potente Castronovo, sostituita poi da una melodia tastieristica che porta ad una canzone ottantiana dalla tipica atmosfera AOR e dal ritmo medio-alto. “Why Are You Calling Me Now” è quindi un ottimo singolo di apertura, dove si evidenziano la straordinaria ugola di Jason Scheff, un ritornello super melodico dalla sconvolgente intensità e un fantastico assolo di chitarra elettrica. “Angels” invece è un tuffo nella musica rock cristiana a stelle e strisce, interpretata bene timbricamente dall’ottimo Dean Castronovo sulla base di un ritornello dolce e melodico. Spiccano anche gli onnipresenti cori, sui quali chitarra e tastiere si combinano ancora benissimo: l’effetto è piuttosto gradevole. È stupendo avere tante bellissime voci che si avvicendano e, soprattutto, delle melodie così accattivanti, con arrangiamenti impeccabili e una produzione superlativa.

La ruffiana “All Night To Get There” è un brano apparso per la prima volta nell’album del 2010 del gruppo rock country Rascal Flatts, Nothing Like This. Qui è suonata meglio della versione originale e ha un suono più moderno e quasi pop. È anche una canzone romantica grazie alla dolce ugola di Scheff, sempre sopra agli scudi, ben condotta dai cori melodici dei suoi compagni di squadra.

La successiva “Hope You Find it” è una classica ed epica ballata malinconica alla Chicago, con una grande orchestrazione, un orecchiabilissimo ritornello e delle meravigliose voci intrise di emozioni. Una scarica di rullanti e una robusta chitarra introducono “Time To Let It Go”, un pezzo hard rock un po’ forzato nella potenza che comunque si appoggia sempre sulla robustezza melodica della tastiera. Il possente ritmo della composizione e la voce arrabbiata di Dean fanno il resto, coadiuvati dal chitarre elettriche spigolose e vivaci. Il prosieguo con la zuccherosa “Lights Go Out In Paradise” frena di nuovo i ritmi, mette in luce le qualità vocali di Castronovo ed evoca, nel ritornello e nell’arrangiamento, l’anima migliore dei Journey. Il prosieguo è un altro lento strappalacrime dal titolo di “Don’t Go”: il pianoforte in primo piano e le voci di tutti i cantanti che si alternano fondendosi alla perfezione tra di loro. Il brano è meditativo e romantico. Con “Smoking” i cinque riprendono un po’ di velocità esecutiva e mostrano un lato rock and blues, impreziosito dall’aggiunta dell’effetto talk box alla chitarra, che non dispiace dopo cascate di classic AOR e ballate un po’ sdolcinate.

In chiusura la vena melodica cala un pochino ma segnalo la leggera “Waiting On Your Sunshine”, guidata da chitarre vigorose e in cui l’armonia è ancora quella della West Coast, e il lento finale di “Got It Right”, che pone in risalto lo scampanellio del piano e la tastiera melanconica di Demarcus, il violino e ancora una volta le vellutate corde vocali di Jason Scheff.

Degna chiusura per un album riuscitissimo che incorpora brillantemente il meglio dei Chicago, dei Rascal Flatts e i momenti più teneri Journey. Non c’è originalità né coraggio di sperimentare alcunché di nuovo, ma la qualità di quest’opera e l’abilità dei musicisti è eccelsa e farà felici gli amanti dell’AOR e del rock melodico internazionale.

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