HYDRA – Point Break

Hydra
Titolo: Point Break
Autore: Hydra
Nazione: Svezia
Genere: AOR
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Andi Kravljaca: voce e chitarra
Henrik Hedström: tastiera e chitarra acustica
Daniel Flores: batteria e tastiera
Jonny Trobro: basso

Musicista aggiuntiva
Elena Valente: voce in “To Say Goodbye”


Tracce:

01. Stop The Madness
02. Bringing Down The Moon
03. No Lullaby
04. Stay A While
05. Angela
06. Forever My Love
07. Never Be The Same
08. Doors Of Love
09. The Most Wanted
10. Suspicious
11. To Say Goodbye


Voto del redattore HMW: 6,5/10
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Lo svedese Henrik Hedström è il classico musicista che meriterebbe migliori fortune nel giro che conta. Forse con questo suo nuovo gruppo il compositore, tastierista e chitarrista ha finalmente la possibilità di mettere in mostra al pubblico rock tutte le sue altissime qualità creative. In passato ha lavorato per artisti facenti parte della Warner Bros e della stessa Frontiers Records (come i First Signal) ma adesso per lo Scandinavo si apre una nuova opportunità con il primo album dei suoi Hydra, intitolato Point Break. In quest’avventura Hedström è affiancato dall’amico batterista, tastierista e produttore Daniel Flores (The Murder Of My Sweet, First Signal e Find Me), dal bassista Jonny Trobro e dal cantante e chitarrista Andi Kravljaca (ex Seventh Wonder). Con questo fior fiore di musicisti il risultato finale è un attraente AOR di scuola nordeuropea, ben prodotto, con ritornelli piacevoli e facilmente memorizzabili.

Afferma Henrik Hedström: “sono una specie di prodigio musicale perché da giovanissimo, a Stoccolma, cantavo o suonavo sempre il piano alle feste scolastiche”.

Proprio nella capitale svedese, Henrik fondò e si unì a diversi gruppi nel corso degli anni, esibendosi come cantante e chitarrista. Alla fine decise di iniziare una carriera da solista ed iniziò a lavorare con il produttore svedese Anders Bagge. Dopo un po’ di tempo con Anders, Henrik fondò un nuovo gruppo, gli Hydra. Più o meno nello stesso periodo venne anche ingaggiato come cantautore dalla Warner/Chappell (scrivendo musica pop), ma di lì a poco si accorse che non era ciò che desiderava sicché, sconsolato, tentò una carriera al di fuori della musica. Nel 2007 avvenne l’incontro con Daniel Flores, a cui fu presentato dall’amico comune Andreas Novak (Mind’s Eye e House Of Shakira). I due registrarono insieme delle canzoni pop per la Warner/Chappell Music però, ancora una volta, il cuore di Henrik non era coinvolto da questo genere. Nel 2019 Flores contattò Henrik e gli chiese di inviargli alcune versioni vecchie e nuove delle sue canzoni rock e poco dopo, sempre in quell’anno, fu registrata e pubblicata dai First Signal “A Million Miles”; nel 2020 la cantante Angelica registrò e pubblicò “Beat Them All”.

Gli Hydra di oggi riprendono quindi corpo in undici canzoni melodiche, basate principalmente sulle armonie vocali ma anche su belle linee di basso e micidiali assoli di chitarra di Andi Kravljaca. Si parte subito con un turbinio di note emanate dalla chitarra elettrica in “Stop The Madness”, dove sembra prevalere un tipico suono di rock progressivo. La voce di Andi e le tastiere portano però il pezzo verso un rock alquanto leggero, dall’atmosfera sognante e incantata. Le successive “Bringing Down The Moon”, dal suono classico, e la malinconica “No Lullaby” sono fortemente influenzate dai Toto e dai Foreigner. Il cantante nordico è da applausi perché riesce, su una base di rock melodico, a coinvolgere sentimentalmente anche l’ascoltatore più distratto o prevenuto nei riguardi del suono radiofonico del complesso. Il gioiellino “Stay A While” evidenzia un gran ritornello di soft pop super melodico, i magnifici cori e la solita voce pulita e convincente. La ritmata “Angela” alza un po’ il ritmo e anche l’asticella di suoni AOR tipicamente americani con una sezione ritmica che non dà tregua dall’inizio alla fine. La lenta “Forever My Love” racchiude sonorità alla Journey dei tempi migliori e degli sfortunati Bad English di Neal Schon: l’armonia è romantica e soprattutto affabile, grazie ai cori e alla chitarra incandescente che sprigiona calore come il sole d’estate che picchia sulla spiaggia e sulle cristalline onde del mare.

In “Never Be The Same” gli Hydra rimettono il piede sull’acceleratore vivacizzando un po’ l’album ma senza mai dimenticare gli avvincenti cori e la melodia. Segnalo la tastiera di Hedström nella rockeggiante “The Most Wanted”, che strizza molto l’occhio al commerciale perché ricca di pop e di cori sempre avvincenti. A parte la voce pulitissima e fresca del cantante, giocano un ruolo eccezionale Jonny Tobro al basso e Daniel Flores alle pelli. Il pianoforte introduce la triste e finale “To Say Goodbye”, dal suono leggerissimo e quasi sdolcinato, caratterizzato dal riuscitissimo duetto tra il cantante Andi Kravljaca e la collega Elena Valente.

Point Break è in conclusione un disco carino di puro AOR ottantiano da mezza estate, senza pretese, contaminazioni con altri generi o inaspettate rivoluzioni sonore, che mette in luce la tecnica e la preparazione artistica del cantautore e polistrumentista Henrik Hedström al quale è doveroso, da parte degli amanti del genere, dare una possibilità per il futuro.

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