Loud and Proud Fest, giorno 3 – Calico Jack, Vexillum, Furor Gallico, Elvenking


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Loud and Proud Fest, giorno 3 al Legend Club (MI) con Calico Jack, Vexillum, Furor Gallico, Elvenking

Venerdì 9 settembre è il terzo giorno del Loud and Proud Fest ospitato dal Legend Club di Milano organizzato in collaborazione con Truck Me Hard e Bagana. Il festival sta riscuotendo un ottimo successo e oggi si prevede una serata tutta Folk/Power Metal; i gruppi che saliranno sul palco sono Calico Jack, Vexillum, Furor Gallico ed Elvenking.

 

Calico Jack

Ad aprire la serata sono i Calico Jack, la formazione Folk/Pirate Metal italiana, composta da 6 pirati riunitosi nella città di Milano qualche anno fa. La grinta che mettono nella loro esibizione non ha eguali, che si trovino davanti a 5 o a 500 persone, e soprattutto è difficile da trovare in un gruppo relegato all’atto di apertura. I loro costumi sono curati nei dettagli e la scena sul palco è arricchita da uno scheletro seduto in pole position e due bauli misteriosi. Il violino dà il via alle danze e si salpa per un viaggio ricco di colpi di scena. La band, dalla riconosciuta sensibilità compositiva, propone non solo brani dal loro album di debutto come “Grog Jolly Grog” e “Where Hath Th’ rum Gone?”, ma anche un piccolo assaggio di ciò che sarà il prossimo album eseguendo “Broadside Attack”, “Marauder” e la canzone storica marinaresca “Haul Away Joe”. I musicisti interagiscono tra di loro, intrattengono il pubblico inventandosi divertenti scenette e lo spettacolo trascorre piacevolmente concludendosi col botto su “Straits of Chaos”, alla fine della quale il cantante sparisce in un baule.

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Vexillum

I Vexillum, sono una formazione Power/Folk toscana davvero talentuosa, oltre che di una simpatia genuina che non si vede così spesso sul palco; la formazione questa sera è carente di un bassista e di questo purtroppo ne risente sia il sound complessivo, ricco di cori e basi, che la presenza scenica dato il discreto spazio offerto dal locale. Il gruppo, a cui va la mia nota d’onore, riscontra qualche problema tecnico all’inizio del concerto, ma riesce a gestire la situazione in maniera davvero professionale, e in un crescendo di energia rende il pubblico parte dell’esibizione coinvolgendolo nelle canzoni con cori di facile esecuzione come durante “Avalon” e narrando le vicende mitiche che hanno dato vita a brani come “The Tale of the Three Hawks”.

 

Furor Gallico

I lombardi Furor Gallico, Folk storico nel panorama italiano, sono le vere star della serata. Il locale è quasi al colmo e il calore del pubblico li fa sentire a casa. La loro storia, lunga e complessa, li ha portati sia ad evolversi musicalmente che a lasciare ed accogliere nuovi membri lungo il cammino. La loro musica folk dalle mille sfaccettature è accompagnata da testi sia in inglese che in italiano, cosa non scontata e ancora degna di nota, che raccontano delle proprie origini. Per la serata propongono una scaletta variegata di pezzi tratti da tutti i loro album come “Cathubodva”, “Canto d’Inverno”, “Song of the Earth” e “La Caccia Morta”, che il pubblico apprezza e dimostra di conoscere. Portano sul palco gli strumenti più “medievali” tra cui arpa, flauto e bouzouki e si dimostrano tutti e sette padroni della scena. I cantanti, Davide e Paola, hanno due voci potenti e toccanti e sono un concentrato di energia, soprattutto Paola che salta da una parte all’altra del palco senza sosta. 

 

 

 

Elvenking

A chiudere la serata gli Elvenking, formazione Power Metal che vanta un ricco portfolio di concerti e riconoscimenti esteri. Il locale, sebbene leggermente meno colmo di qualche minuto prima, è pronto a dare un caloroso benvenuto ai musicisti friulani. Alcuni sono lì dalla prima serata pur di accaparrarsi la prima fila per poter ammirare i loro idoli. L’esperienza dei sei è più che evidente: sanno come tenere il palco e come coinvolgere il pubblico eseguendo tutto alla perfezione senza batter ciglio. Nonostante i bei suoni delle chitarre, purtroppo l’equalizzazione non è delle migliori, la cassa è martellante e il violino è totalmente assente, cosa che purtroppo penalizza i brani eseguiti. Eppure si procede come una macchina da guerra per tutto il tempo, condividendo la gioia sincera del potersi esibire davanti a questo pubblico e festeggiare insieme due anniversari importanti “Heathenreel” (2001) e “The Winter Wake” (2006), rimasterizzati per l’occasione. La scaletta raggiunge molte tappe della loro storia con “Silverseal”, “The Divided Heart”, “White Willow” e raggiunge l’apice con “Elvenlegions”, brano di chiusura della serata e inno ufficiale del gruppo. 

 

È stata una serata piacevole, il sostegno riconosciuto dal pubblico ai gruppi, che si sono dimostrati impeccabili, dalle più alle meno conosciute, è sempre motivo di orgoglio. Il ringraziamento maggiore va a Fil, che, guadagnandosi la fiducia e la stima di tutti, è stato capace di costruire un locale che è diventato punto di riferimento per la musica a Milano, soprattutto quella Metal, e grazie al quale questo evento è stato possibile.

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