VANDEN PLAS – Live And Immortal

Titolo: Live And Immortal
Autore: Vanden Plas
Nazione: Germania
Genere: Prog Metal
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Andy Kuntz: voce
Stephan Lill: chitarra
Andreas Lill: batteria
Torsten Reichert: basso
Gunter Werno: tastiera


Tracce:

01. Intro (Vision 1Ne)
02. Godmaker
03. Into The Sun
04. Frequency
05. Scarlet Flower Fields
06. Holes In The Sky
07. I Can See
08. Diabolica Comedia
09. Stone Roses Edge


Tracce:

01. How Many Tears
02. The Last Fight
03. Iodic Rain
04. The Final Murder
05. Christ 0
06. Postcard To God


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 7.0/10
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I tedeschi Vanden Plas sono meritatamente una delle formazioni europee di punta del prog metal, le cui qualità tecniche e sonore sono apprezzate unanimemente da tutti gli amanti internazionali del genere. “Live & Immortal” è il terzo disco dal vivo del combo teutonico che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, la sua straordinaria bravura spalmata su due CD registrati nel lontano 2016, prima dell’uscita dell’album in studio The Seraphic Live works, durante il tour “Chronicles Of The Immortals: Netherworld 2”. Questa tardata pubblicazione oltre alla versione in CD, è disponibile pure in due LP e in Blu-Ray, dove si può ammirare visivamente l’intero concerto avvenuto nella loro città natale di Kaiserslautern il 30 dicembre 2016. I germanici giocando in casa, offrono ancor di più una prestazione di alto livello davanti al proprio ed entusiasta pubblico locale.

La maggior parte della scaletta è basata su due importanti platter: Chronicles Of The Immortals I e II, incisi rispettivamente nel 2014 e nel 2015, e includono brani che non sono mai stati suonati dal vivo prima, come l’attraente e profonda “Scarlet Flower Fields”, caratterizzata dalla malinconica e spaziale tastiera di Günter Werno che va a braccetto con la chitarra elettrica di Stephan Lill e con la sottomessa ugola di Andy Kuntz. Anche la micidiale e lunghissima, “The Final Murder”, è un inedito dal vivo accolto molto bene dal pubblico presente, grazie ai suoi poliedrici arrangiamenti e alle sue mistiche e maestose sonorità. Dopo l’inizio strumentale di “Vision 1ne”, sovrastato dalle urla e dai fischi di benvenuto del pubblico, per un antipasto di potente melodia sonora, apre poi le scene il massiccio “Godmaker”, con i battiti veloci della batteria di Andreas Lill, le fiammate melodiche del fratello Stephan e gli arazzi di tastiera che prendono prepotentemente il sopravvento.

Il repertorio non tradisce perché nella set list troviamo brani come la tellurica “Holes In The Sky”. Qui gli spigolosi riff di chitarra sono ammorbiditi solo dalla riflessiva tastiera capace di creare un’atmosfera particolare, impreziosita da un ritornello epico e trascinante. Segnalo “Diabolica Comedia” dall’intro tranquillo per via di un leggero pianoforte e una base strumentale che vanno in crescendo con la convincente voce del cantante e dei cori appropriati di sottofondo. Al contrario, la velocissima e metallica “Iodic Rain”, parte in quarta con un suono potente ed energico; così come la classica e conclusiva “Postcard To God”, un vero e proprio vortice sonoro à la Dream Theater con tantissimi e precisissimi cambi di tempo. L’ugola fantastica dell’ottimo Andy (uno dei migliori cantanti metal), rafforza con la sua voce il prog tenebroso e sinistro della formazione, coinvolgendo gli ascoltatori emotivamente e passionalmente, concludendo magnificamente un eccellente ed entusiasmante concerto.

Tutti i pezzi sono belli ma a dover di cronaca, prima di terminare, cito l’epica e deflagrante “Christ O”, dagli improvvisi cambiamenti di tempo, dove il solito Werno dirige maestosamente la composizione insieme agli assoli prolungati e velocissimi dell’amico Lill. Non ho la possibilità di vedere le immagini dello spettacolo, ma da quello che si sente è potente e forte soprattutto grazie a una sbalorditiva sezione ritmica guidata dai fenomenali Andreas Lill alla batteria e Torsten Reichtert alle quattro corde. Tutte le tracce sono rette dall’enorme impulso tecnico e qualitativo di un gruppo di musicisti in ottima forma che non risparmia energie pur di presentare ai propri fedelissimi un sound pulito e preciso, molto simile a quello che potrebbe uscire da una sala di registrazione. Nonostante tutto le note emanate dai cinque artisti non risultano fredde e distaccate ma al contrario calorose, coinvolgenti e ripaganti verso un fedelissimo pubblico che li segue ormai giustamente, senza sosta, da quasi trent’anni.

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