METALITALIA.COM FESTIVAL 2022 – prima giornata


Visualizzazioni post:344

Annullato, spostato, rimandato ad oltranza. Questa è la sorte che negli ultimi due anni ha dovuto subire quello che probabilmente rappresenta il festival più atteso dell’anno in Italia, perlomeno all’interno del circuito degli eventi organizzati dalle testate giornalistiche di settore: il Metalitalia.com Festival! Diviso in due giornate, una tenutasi sabato 17-09 con una scaletta dedicata al thrash metal e l’altra domenica 18-09 con una fortissima connotazione black metal e alcuni complessi death; il festival è stato un successo di affluenza e ha confermato per l’ennesima volta la bontà della macchina organizzativa e di promozione che vi si colloca dietro; nello specifico, complimenti a Vertigo e Cerberus! Da lodare anche il locale che ha ospitato il festival: il Live Club è una certezza quando si parla di eventi di tale risonanza e con ospiti di lustro.

Giungiamo puntuali all’apertura delle porte e riusciamo a fare un salto allo spazio coperto adibito nel cortile esterno della struttura del Live Club  per farci autografare un volantino dai Sodom, ultimi ad esibirsi e perciò primi ospiti del meet & greet completamente gratuito in quella che è una scaletta speculare all’ordine di salita sul palco.

Palco che alle 14:00 inizia a farsi centro e fulcro della giornata con l’arrivo dei National Suicide. I cinque sono sulle scene ormai dal lontano 2006 e per l’occasione presentano brani estratti dai loro tre episodi discografici, debitori allo stile classico del genere. La prova offerta al pubblico presente, già numeroso nonostante sia ancora presto, è decisamente buona; col gruppo a reggere il palco con esperienza e brillantezza. Il cantante Stefano Mini si lascia andare ad alcune spiegazioni relative ad canzoni come “Old, White And Italian” invitando i polemici a “non infastidirlo più con tediose sciocchezze” (forse non proprio così garbatamente ma basta per rendere il concetto) in occasione di alcuni brani che “di politico non hanno nulla”. Come a volte capita, le prime esibizioni in scaletta in questo genere di feste risentono di qualche problema di acustica e regolazione di suoni e così la voce e la chitarra solista risultavano rispettivamente troppo flebile e troppo alta di volume, soprattutto con l’uso degli effetti negli assoli. Poco male. Prestazione divertente e tutti contenti.

Secondi in cartellone e riuniti quest’oggi dopo una separazione che durava da qualche tempo, gli Hyades offrono quaranta minuti intensi dove ogni episodio della loro discografia viene consultato per poterne estrarre le canzoni più rappresentative e vincenti. Le note di “Megamosh” suggeriscono ad un manipolo di scalmanati che è l’ora di riscaldare le spalle e iniziare a dare qualche spintone in previsione di una serie di concerti spezza collo. Nessuno degli artisti sul palco si risparmia e ne scaturisce un’altra divertente prova, aiutata anche dal miglioramento dei volumi e dei suoni. Ahimè, soltanto apparente…

Difatti, per gli In.Si.Dia, attesissimi almeno dal sottoscritto che li ha sempre stimati per la loro personale concezione di thrash/crossover, la sensazione è che non tutto fili liscio come dovrebbe, anche spostandosi verso zone più distanti dalle casse del locale per testare l’acustica di persona. La voce di Fabio Lorini non esce come dovrebbe dal mix e si perde in mezzo agli strumenti del gruppo, così come anche le chitarre non sempre risultano nitide. Le problematiche sono limate dalla buona esecuzione di tutti i membri e dal supporto del pubblico che non si lascia pregare e continua a spintonarsi con energia crescente, gridando a piena voce inni come “Sulla Mia Strada” e “Tutti Pazzi”. Nonostante qualche pecca sopra descritta, gli applausi scrosciano in conclusione di concerto per questo gruppo che ha segnato un’importantissima pagina del metal tricolore, spianando con furia e passione la strada a molte altre formazioni.

Parliamo di formazioni fondamentali per l’evoluzione del nostro amato metallo nazionale e chi troviamo come quarta scelta della scaletta? Gli Extrema! Il  gruppo di Tommy Massara qui gioca in casa, essendosi formata proprio a Trezzo. Di casa d’altronde lo sono anche sul palcoscenico e si nota immediatamente dall’attitudine e dalla grinta che riescono a comunicare con ogni canzone. Nell’ora che appartiene loro presentano in interezza il secondo album della loro discografia, “The positive pressure of Injustice” e rendono bollente la situazione, anche scenograficamente, grazie alle luci rosse dei riflettori. Anche per loro applausi finali e pit stop in attesa della calata britannica degli Onslaught!

Gli albionici sfruttano a dovere l’ora concessa dall’organizzazione per presentare una parte dei brani presenti su Generation Antichrist, fortunato album edito nel 2020. La loro presenza oggi è gradita a tutti, data la rilevanza storica che il complesso possiede e per l’ottimo arsenale di classici a disposizione, pescati dai primi album degli anni ’80.

Dopo cinque concerti di tale intensità, decidiamo di giocarci il bonus e saltare il sesto che ha visto come protagonisti gli storici Bulldozer. Gli italiani suonano a supporto del loro quarantesimo anniversario ma non ce ne vogliano i loro fan: anche a ventiquattro anni i redattori tendono a stancarsi, soprattutto in considerazione dell’importante mole di birre consumata, in grado di dissetare un plotone militare…

Prima dei Coroner giudichiamo sia giunto il momento di cenare. Abbiamo così modo di osservare la cospicua proposta culinaria che varia dai panini ai piatti da portata, il tutto a prezzi equi. Anche lo spazio verde esterno è ben allestito e consente di staccare la spina per un po’, magari dando un’occhiata ai banchi di dischi, libri e abbigliamento presenti nell’area. Ho citato i Coroner ed ora è giunto il momento di parlarne.

Gli svizzeri approdano a Trezzo con intenzioni bellicose presentandosi con una formazione a quattro, che comprende anche un elemento addetto a campionamenti che arricchiscono gran parte delle canzoni proposte stasera, anche qui diffusamente rappresentanti la discografia di un gruppo assolutamente fondamentale per il metal estremo europeo. Le capacità dei musicisti non sono in discussione ed è un divertimento assistere alle varie evoluzioni che sono in grado di mettere in campo ai rispettivi strumenti. Anche in quest’occasione lo spettacolo è supportato dalla scenografia a tinte multicolori (a volte anche troppo abbaglianti) che si staglia sull’enorme fondale alle spalle dei musicisti.

Ultimo cambio-palco e finalmente arriviamo alla meta! L’avvento dei Sodom è attesissimo quest’oggi e tutto lascia presagire uno scenario infernale. Il Live Club è ormai imballato e l’unica possibilità di movimento è offerta dal pogo selvaggio mosso da grandi classici quali “The Saw Is The Law”, “Remember The Fallen”, “Tired And Red” e tanti altri presi dall’enorme discografia delle leggende teutoniche del Thrash. Come in occasione del Metal For Emergency dello scorso agosto con i Destruction come principale attrazione, anche per i Sodom i suoni sono pressoché perfetti e gli effetti alla voce del mitico Tom Angelripper sono tra i migliori che io abbia mai avuto occasione di sentire in contesti di musica estrema. Le chitarre risultano massicce e la batteria non concede un attimo di tregua alle nostre teste, ormai lanciate in un headbanging serratissimo. Dopo un’ora e mezza di esibizione inattaccabile per qualità e intensità, giunge il momento di osservare gli ultimi inchini di rito e abbracciare idealmente tutti i presenti, riuniti in nome dell’heavy metal. Se le premesse sono queste, dopo due anni terribili, allora non vogliamo più smettere di sognare il futuro. Complimenti a tutti!

NATIONAL SUICIDE

        

 

HYADES

 

IN.SI.DIA

EXTREMA

 

ONSLAUGHT

 

CORONER

 

SODOM

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.