LUNARIAN – Burn The Beauty

Titolo: Burn The Beauty
Autore: Lunarian
Nazione: Spagna, Italia
Genere: Symphonic Metal
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Ailyn: voce
Aldo Lonobile: chitarra
Mattia Gosetti: basso
Michele Sanna: batteria
Antonio Agate: tastiera e arrangiamenti orchestrali


Tracce:

01. Don’t Wait Until I’m Gone
02. Dream Catcher
03. Embrace
04. Bleeding Out
05. Embers
06. Burn The Beauty
07. Endless Sleep
08. Invincible
09. Never Ending Circle
10. Scarlet
11. Sacrifice


Voto del redattore HMW: 7/10
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In questo interessantissimo 2022 ritorna in cattedra la cantautrice spagnola Ailyn Giménez, dopo un lungo periodo di pausa cominciato nel 2016 con la dipartita dalla sua ex formazione dei Sirenia. Prima di far parte del famoso gruppo norvegese, la cantante ha iniziato il suo percorso musicale come artista solista prima di unirsi al gruppo degli Charm, che suonava addirittura musica giapponese. Da qui il passo al metal sinfonico dei Sirenia è stato breve e dopo aver lasciato gli scandinavi, a dir il vero, è ritornata in pista con gli Her Chariot Awaits, fondati dal chitarrista degli Adrenaline Mob Mike Orlando e messi sotto contratto dalla Frontiers, pubblicando due anni fa il disco omonimo: S/T.

Come sua abitudine, la nostrana etichetta italiana non si è lasciata sfuggire l’occasione di sfruttare il talento vocale della ragazza iberica, affiancandola all’esperto chitarrista e produttore Aldo Lonobile (Sweet Oblivion, Death SS, Secret Sphere, Archon Angel) per interpretare delle canzoni dal suono metal più sinfonico rispetto al moderno hard rock ed heavy degli americani Her Chariot Awaits. Nascono così i Lunarian con l’aggiunta del bravissimo tastierista Antonio Agate (Sweet Oblivion), il formidabile Michele Sanna alle pelli e Mattia Gosetti al basso. Burn the Beauty è un disco di metal sinfonico che risalta ovviamente il talento vocale della bella Ailyn e le doti tecniche e compositive di Lonobile e Agate. La voce versatile della Giménez funziona bene con le sue meravigliose tonalità sinfoniche e gotiche, già nell’apertura del platter con la cinematografica “Don’t Wait Until I’m Gone”, dal bel ritornello e dove l’affascinante ugola della singer vibra di emozioni e passione. La seconda “Dream Catcher” è un singolo trascinante dal ritornello molto orecchiabile, melodico e cantato divinamente, che dà lustro al genere sinfonico. Si prosegue con la possente introduzione di “Embrace” sostenuta da un maestoso e veloce suono di tastiera che poi rallenta dopo pochi secondi, con l’ugola spagnola sempre sugli scudi e con Lonobile che si sbizzarrisce in un pesantissimo assolo di chitarra elettrica.

La veloce “Never Ending Circle” e l’ipnotica “Bleeding Out” sono poi dei pezzi sempre sinfonici e imponenti, influenzati fortemente dall’ex gruppo di Ailyn, ma anche dai capi saldi del genere, tra i tanti i famosissimi Nightwish. Naturalmente l’ugola pulitissima della eccellente spagnola è sempre in primo piano grazie al suo angelico carisma e alla sua potente estensione vocale. Dopo questo inizio scoppiettante e monotematico i Lunarian aggiungono in “Embers” un ‘armonia basata principalmente sulle tastiere e sui sintetizzatori, ben contrastati però dagli assoli di Aldo e da una sezione ritmica che picchia. “Burn The Beauty” riporta i timpani al mondo incantato ed epico dei primi Sirenia, sbalordendo comunque per la sua robustezza e il suo piacevole ritornello, perfettamente guidato dalla incredibile timbrica vocale della bravissima Ailyn. Un inquietante pianoforte introduce e sostiene “Endless Sleep”, che sviluppa un’atmosfera misteriosa e sinistra, puntellata da una maestosa orchestrazione e dalle corde vocali celesti e spirituali, che fanno venire i brividi in tutto il corpo. “Invincible” è una ballata senza infamia e senza lode con una soave e ripetitiva base melodica, arricchita sempre dalla sdolcinata voce della cantante spagnola.

Le ultime in scaletta: “Scarlet” e “Sacrifice” chiudono in bellezza un’opera gradevole e ben prodotta. In entrambe, fanno capolino i suoni elettronici sperimentati in precedenza ma sempre connessi all’ottima melodia delle composizioni. Qui la Giménez è ancora trascinante e determinante con le sue stupende corde vocali ma lo stesso si può dire di Lonobile e della rapidissima e precisissima sezione ritmica.

Buona la prima dei Lunarian! Qualità e bravura, sono il fiore all’occhiello di un metal sinfonico che non aggiunge niente di nuovo al genere ma che testimonia, ancora una volta, la fantastica e originale voce di Ailyn Giménez e l’estro dei musicisti coinvolti.

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