VENOM INC. – There’s Only Black

Titolo: There's Only Black
Autore: Venom Inc.
Nazione: Regno Unito
Genere: Heavy Metal / Thrash Metal / Black Metal
Anno: 2022
Etichetta: Nuclear Blast

Formazione:

Tony “Demolition Man” Dolan – voce, basso
Jeffrey “Mantas” Dunn – chitarra
Jeramie “War Machine” Kling – batteria


Tracce:

01 How Many Can Die
02 Infinitum
03 Come To Me
04 There’s Only Black
05 Tyrant
06 Don’t Feed Me Your Lies
07 Man As God
08 Burn Liar Burn
09 Nine
10 Rampant
11 The Dance
12 Inferno


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 7.5/10
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A sette anni dall’esordio “Avè” tornano i Venom Inc. con questo ottimo “There’s Only Black”, un disco nel quale la prestazione dei due ex Venom non passa di certo inosservata: Tony “Demolition Man” Dolan è malignamente impeccabile (il suo timbro, il suo sbraitare è decisamente inconfondibile sin dai tempi di Prime Evil… e che dire del rantolo a metà di “Rampant”?); Jeffrey “Mantas” Dunn è in grande spolvero sia a livello di riff, sulfurei e potenti (“How Many Can Die”, “There’s Only Black” o “Man as God”), sia per le interessanti parti solistiche (come quella della title track, “Nine” e “Burn Liar Burn”).

L’apporto di Jeramie “War Machine” Kling, in formazione dal 2018, ma qui al suo esordio discografico, è decisamente uno dei punti di forza di questo lavoro: Kling ha di fatto portato una bella ventata di solida violenza.

Si parte subito con “How Many Can Die” un gioiello thrash, e il ritmo non scende con la successiva “Infinitum”. “Come To Me” è uno dei singoli scelti dal trio di Newcastle e devo dire che la scelta è stata ben ponderata. Tutto l’album è pura energia e di fatto si mantiene sempre su ritmi serrati. In effetti, sono pochi gli episodi dove la formazione tira il freno, e sempre e solo per pochi minuti (la seconda di parte di “Man as God”,  o l’inizio di “Burn Liar Burn” e “The Dance”, ad esempio), ad eccezione della conclusiva “Inferno” (che bel pezzo!), un mid-tempo che trasuda pura malvagità.

Fra i miei pezzi preferiti, oltre a “There’s Only Black”, la mid-tempo e spezza-collo “Tyrant” col suo ritornello che ti si piazza subito in testa, e “Don’t Feed Me With Your Lies”. Quest’ultima, dal sapore a tratti europeo, mi ha fatto pensare ai Coroner.

Insomma, badilate in faccia per tutti!

Un album che dal mio punto di vista propone la vera essenza dei Venom (innegabili i richiami alla formazione “madre”), riuscendo a darle un tocco di sonorità moderna, il tutto aiutato da una degna produzione che di certo non guasta.

Promosso a pieni voti: lo consiglio non solo alla vecchia guardia – che se lo godrà nostalgicamente – ma anche a tutti quelli che sono alla ricerca di un album violento e con un grande impatto sonoro.

Non ne rimarrete delusi!

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