HOUSE OF LORDS – Saints And Sinners

Titolo: Saints And Sinners
Autore: House Of Lords
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

James Christian: voce e chitarra
Jimi Bell: chitarra
Mark Mangold: tastiera
Johan Koleberg: batteria


Tracce:

01. Saints And Sinners
02. House Of The Lord
03. Take It All
04. Road Warrior
05. Mistress Of The Dark
06. Avalanche
07. Roll Like Thunder
08. Razzle Dazzle
09. Dreamin It All
10. Takin My Heart Back
11. Angels Fallen


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Gli americani House Of Lords nascono artisticamente nel lontano 1987 su iniziativa del tastierista Gregg Giuffria (ex Angel, Giuffria), diventando grandi esponenti di hard rock melodico dalle tantissime sfumature AOR. Gli inizi sono stati quelli di un vero e proprio supergruppo perché oltre al cantante James Christian c’erano: il già citato Gregg Griuffria, il bassista Chuck Wright, il batterista Ken Mary e il chitarrista Lanny Cordola. Insomma, un gruppo di tutto rispetto che ha influenzato enormemente il metal melodico internazionale, soprattutto con i primi dischi: l’omonimo House Of Lords del 1988 e il famoso seguito del 1990 intitolato, Sahara. Oggi con la pubblicazione di Saints And Sinners siamo arrivati all’undicesimo album in studio grazie a un’ottima e nuovamente rivoluzionata formazione composta dal leader James Christian alla voce e alla chitarra, Jimi Bell (Autograph, Maxx Explosion) alla chitarra e i nuovi in formazione: Mark Mangold (Touch, Drive She Said) alle tastiere e Johan Koleberg (Therion, Lions Share) alla batteria.

Naturalmente il sound è sempre sfarzoso, ricco di ritornelli melodici di altissimo livello, affascinanti armonie vocali e rigogliose tastiere tipiche del combo statunitense. La ciliegina sulla torta è comunque Mark Mangold; grande artista e professionista che riporta la band alle origini di quel rock ottantiano guidato dalle tastiere così come faceva il mitico Giuffria più di trent’anni fa. La formula vincente è sempre con il tenore Christian che attira la maggior parte dell’attenzione grazie alla sua formidabile voce in un contesto metal fatto di piccoli fraseggi di rock and blues che non dispiacciono affatto. Si parte subito in quarta con una coppia di pezzi formidabili: la veloce e furibonda “Saints And Sinners”, dal ritmo battente e dal ritornello super melodico, carico di riff chitarristici enormemente melodici e con l’ugola passionale di James sopra gli scudi; “House Of The Lord”, è invece un mid-tempo epico con le chitarre elettriche, la tastiera e il pianoforte in grande evidenza e sostenute da una sezione ritmica martellante. La voce e i cori sono poi da far venire i brividi così come le malinconiche atmosfere e gli assoli tastieristici dal gusto prog del solito Mangold. La terza, e AOR, “Take It All”, una sorta di drammatica power ballad, continua sulla stessa linea delle precedenti tracce per via di un super orecchiabile ritornello, di cori trascinanti, di appassionanti riff di chitarra e un assolo da pelle d’oca di Bell. Con “Road Warrior”, il funambolo guitar hero continua imperterrito duettando con il pompante Hammond dell’amico Mark per un altro meraviglioso refrain guidato dalle basse e dalle calde corde vocali di Christian, che emozionano e coinvolgono sempre ed emotivamente nonostante l’età. In “Mistress Of The Dark” la formazione a stelle e strisce raggiunge l’apoteosi con James che canta trascinando lentamente le parole su un‘ipnotica atmosfera tipica degli anni ’80. I tocchi progressivi sprigionati dalla consueta e insostituibile tastiera, ne fanno uno dei migliori pezzi del disco e molto vicina al sound dei mitici Rainbow.

All’improvviso dopo tanto rock gli House Of Lords si addolciscono con una fantastica ballata chiamata “Avalanche”, alimentata da quattro importanti elementi: le romanticissime corde vocali del cantante, le note melodiose del pianoforte, un grande coro e un’atmosfera sinfonica sviluppata dagli onnipresenti sintetizzatori che colpiscono dritto al cuore dell’ascoltatore. Qui si conclude la prima parte dell’opera infarcita di classic rock melodico, ma con “Roll Like Thunder”, il quintetto abbandona le armonie troppo sdolcinate e ruffiane, sentite in precedenza, per virare a veri e robusti pezzi rock dall’influenza Leppardiana che fanno fare un grande salto di qualità al gruppo. Idem in “Razzle Dazzle”, brano più assordante e pesante con le chitarre elettriche che trascinano insieme ad assoli di tastiera a un metal massiccio e grintoso, ma sempre melodico nei cori e nel cantato del veterano James. “Dreamin’ It All”, continua su questa scia ma puntando di più sulle armonie vocali di Christian e del coro. La cadenzata e strimpellata chitarra elettrica di Bell è quella ritmica di James sono questa volta la vera forza della composizione perché mettono di lato l’invadente tastiera di Mangold. Se la penultima e semplice “Takin My Heart Back”, dal ritornello troppo ripetitivo e tipicamente AOR, non colpisce più di tanto mentre al contrario l’ultima “Angels Falling” mostra qualcosa di diverso e interessante. Qui Christian cambia tonalità indurendo di più la sua tradizionale timbrica su una marea di suoni tristi e melanconici che culminano in un ritornello tempestoso e prolungato, ripetuto un po’ monotonamente fino all’ultima nota sparata dal gruppo.

Saints And Sinners è un disco coerente e tradizionale, dal grande ritorno al passato ma con una produzione fresca e moderna che lascia spazio a tutti gli strumenti. L’ampia gamma di stili uniti tra di loro sono inseriti nelle tracce dai musicisti statunitensi con molto equilibrio, con tanta energia e senza ridimensionare il loro tipico suono rock, ricco di armonie vocali e ritornelli impeccabili. Grandissimo ritorno per  James Christian e i suoi “Santi e peccatori”!

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