METATRONE


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EVENTO: XXX Anniversario Grifoni dell’Etna – METATRONE
LUOGO: Belpasso (CT)
DATA: 01/10/2022

Nonostante non ami particolarmente le motociclette, mi trovo per caso al XXX anniversario dei “Grifoni dell’Etna” nel comune di Belpasso (CT) in una fredda serata di ottobre e sul vulcano più alto d’Europa. Tramite Facebook scopro questo storico raduno motociclistico caratterizzato, nella seconda giornata, dalla presenza di gruppi rock e metal, tra i quali gli indigeni e da me molto apprezzati Metatrone, pronti a riscaldare la fredda e ultima serata dell’incontro degli amanti delle due ruote e dei metallari incalliti come me. Naturalmente questo è un raduno di appassionati di moto, ma la musica è la ciliegina sulla torta che funge anche ad attirare tanta gente che coglie l’occasione per stare insieme, mangiare, bere e divertirsi con l’intramontabile e genuino rock and roll profuso da alcune band locali. Essendo un catanese doc e trovandomi in una Terra dove fa quasi sempre caldo, incoscientemente mi avventuro, dalla mia bollente city alla mia maestosa montagna con un abbigliamento estivo, non pensando minimamente di salire a 1300 metri sul livello del mare trovando una temperatura decisamente più bassa rispetto alla pianura. Non contento di questo coinvolgo per l’occasione anche un mio carissimo amico e giovane scrittore, che sale con me in auto, purtroppo anche lui, con degli abiti abbastanza leggeri rispetto all’altitudine dove si svolge l’evento.  Dato che il concerto del combo etneo inizia alle 21:00, ci affrettiamo ad arrivare in tempo sul piazzale per posteggiare la macchina e cercare di prendere il prima possibile la piccola navetta che porta su e giù per l’incontro. A questa improvvisata fermata, non ci siamo solo noi e, complice il vento, il gelo e la fila di persone in attesa di salire sul mezzo, facciamo la pazzia di non attendere il pulmino e di fare due passi al buio, sul ciglio della strada in modo da riscaldarci e arrivare in tempo per l’inizio dello show. Sinceramente non abbiamo idea di dove sia effettivamente la terra degli amici “Grifoni” ma ci avventuriamo a risalire la carreggiata fino ad arrivare ad una sbarra metallica, posta sulla statale che delimita il posteggio delle moto. L’ingresso ci inganna, facendoci credere che il traguardo sia vicino ma in realtà questo è solo l’inizio di un percorso in salita tortuoso e spossante che destabilizza il nostro fisico.  La salita ripida, la strada stretta e asfaltata alla meno peggio, il buio pesto e il vento glaciale che soffia in faccia sono gli ostacoli impensabili e quasi insormontabili che mettono alla prova la nostra resistenza corporea e mentale, ma la gioia di poter guardare l’esibizione dei cinque metalhead cristiani è così alta che ci permette di superare tutti gli ostacoli sotto un cielo cosparso di stelle e ricco di costellazioni. Insomma, il diavolo ci mette lo zampino ma, da buon defender della fede e del credo cristiano riesco con l’amico Gaetano a raggiungere la terra promessa, dissetandomi all’arrivo di alcool e riempendomi lo stomaco di cibo prima che cominci lo spettacolo desiderato. Entrati sul piazzale antistante, notiamo ordine e pulizia nonostante ci sia una folla di migliaia di persone di tutte l’età, di tutte le classi sociali e di tutti i gusti musicali. Il palco invece è costituito da una base in cemento armato alta qualche centimetro rispetto al terreno e ricoperta da teloni tenuti da una struttura in tubi metallici che coprono gli strumenti posizionati sotto.

Siccome il diavoletto continua imperterrito con i suoi dispetti, il live dei Metatrone viene inaspettatamente posticipato a mezzanotte per via di imprecisate esigenze lavorative di alcuni musicisti che hanno bisogno di finire presto i propri show a causa di impegni lavorativi la mattinata successiva. Dopo tre ore di snervante attesa tra la calda cucina, dove si mangia divinamente, la tenda ristoro per sedersi e riposarsi dopo la ripida scalata e il bar preso d’assalto per la birra e i riscaldanti alcolici, finalmente dopo varie e piacevoli esibizioni musicali, riesco a piazzarmi davanti al palco con la mia fedele e storica macchina fotografica, pronto a immortalare i migliori momenti del concerto e a godermi il power metal di questi bravissimi ed esperti musicisti. Malauguratamente, il combo rossoazzurro non è al completo perché rimaneggiato dall’assenza dell’abile bassista Dino Fiorenza (Billy Sheehan, Steve Vai, Paul Gilbert, John Macaluso), tra l’altro dato in prestito ad un gruppo rock esibitosi qualche ora prima (probabilmente il bassista era tra quelli che avevano bisogno di anticipare la propria performance), dello storico batterista Salvo T-Metal Grasso che ha lasciato di recente la formazione per altri progetti e soprattutto del cantante Daniel Barbagallo che per motivi di salute è rimpiazzato dall’ex e formidabile vocalist Jo Lombardo (Ancestral). L’eroico Jo, nonostante abbia qualche problemuccio alla voce, sebbene il gelo polare, il forte vento, la stanchezza di un’attesa infinita e vari problemi tecnici riesce a preservare le sue potenti corde vocali e a cantare più che egregiamente. Già dalla prima nota, la prima impressione è quella di non essere mai andato via dal combo sudista perché la sua ugola si combina perfettamente con il ringhiare del tastierista e cantante David Brown (Nefesh Core). Il biondo e riccioluto chitarrista The Ghigas è con la sua sei corde elettrica una forza della natura perché con nonchalance sprigiona riff e assoli micidiali che mandano in visibilio il poco e purtroppo poco pubblico presente data la tarda ora del concerto. I ragazzi catanesi sono uno dei gruppi più abili e talentuosi del metal cristiano internazionale perché offrono sapientemente e con gusto un possente melodic e power metal con piccole venature prog, ispirate dalla filosofia cristiana e cattolica in particolare. Questo aspetto lo si ode subito dall’iniziale “Alef Dalet Mem”, estrapolata dal riuscitissimo disco Eucharismetal del 2016; song power potente, orecchiabile e intrisa di tendenze neoclassiche e melodiche che appaiono pure in “Molokai”, cantata in italiano dal superlativo frontman catanese, che stasera riporta nel sound del gruppo uno stile vocale pulito e delicato, ma all’occorrenza anche robusto con estensioni vocali molto fini e di buon gusto. In poche parole, non è mai sguaiato ma sempre trascinante con la sua possente e melodica timbrica, facendo a tratti anche commuovere nonostante non sia nel contesto migliore per esprimere le sue formidabili qualità. Piaccia o no, l’alternanza con il growl di David funziona benissimo sia all’inizio del brano ma anche dopo perché entrambi i cantanti sono sostenuti da una precisa e battagliera sezione ritmica dove comunque manca il virtuosissimo Dino, sostituito piuttosto bene da Alessandro Palazzo. Qui emerge piacevolmente anche la carica possente del nuovo batterista Simone Alberti, che non fa rimpiangere il suo predecessore e che si aggiunge al ritmo pungente della chitarra elettrica dell’inossidabile Stefano Calvagno, detto Ghigas. Le tastiere progressive la fanno poi da padrone in “Keep Running”, pezzo dalla struttura hard rock in cui il suono armonico della chitarra dà il via ad un accattivante ritornello. Lombardo non si risparmia neanche un secondo perché freneticamente si muove attorno ai suoi ex compagni, incoraggiandoli a dare il massimo e non si tira indietro neppure davanti ai fan ai quali porge spesso il microfono per farli cantare insieme a lui. Un animale da palco che sa accelerare e decelerare le sue tonalità in base al contesto e alle situazioni in cui si trova durante lo spettacolo, sapendo padroneggiare anche i momenti più difficili dove per anomalie tecniche il suo microfono fa le bizze o qualche strumento alle sue spalle è troppo alto di volume. In “Salva l’anima”, sempre tratta dal trionfale Eucharismetal, il basso e la batteria si esaltano e si ritagliano un altro spazio importante in questa bella e ritmata composizione, in cui prevalgono comunque gli assoli tastieristici e chitarristici del fantastico duo Bruno/Calvagno.  La cover degli Helloween “I Want Out” è poi la chicca della serata perché incarna perfettamente lo spirito del combo, evidenziando le influenze artistiche europee da cui provengono i nostri eroi cristiani. Infine “In Spe Resurrectionis” i ragazzi rivelano un altro aspetto del loro sound, avvicinandosi allo stile trash grazie alla robusta e adrenalinica chitarra di Stefano e alla sezione ritmica che ancora una volta spacca di brutto. L’altissima estensione vocale di Lombardo e la voce gutturale di Mr Brown poi fanno il resto.

La serata o per meglio dire la nottata si conclude infine con la melodic/prog/power, “Una Parte Di Me” (estratta sempre da Eucharismetal), che chiude in bellezza e positivamente uno spettacolo con qualche intoppo ed imprevisto di troppo, ripagato comunque dal sincero applauso degli stremati, ma felici presenti entrati, per tutto lo show, in comunione di spirito con la band. I Metatrone sono il classico esempio di amore e passione per la musica da parte di cinque musicisti che nel loro piccolo si divertono, credendo fermamente in quello che fanno; provando anche a portare a chiunque la loro arte e il proprio credo artistico e religioso. Quindi nulla di male se i testi e le canzoni sono ecclesiali perché la musica è universale e le porte del gruppo siciliano sono aperte a tutti: credenti e non credenti. Il loro scopo è quello di testimoniare con le proprie vite e le loro composizioni la loro fede e l’amore che Dio ha verso i suoi figli, anche verso quelli lontani da lui o dispersi tra i vizi e i mali del mondo.  All’incirca verso le due del mattino, rinfrancato e accaldato dal rinvigorente concerto, mi accingo con il mio soddisfatto compagno di viaggio a cercare la navetta per riscendere verso la giungla cittadina ma ahimè così come era iniziata la serata, così si conclude perché scopriamo amaramente che il servizio di trasporto è terminato e occorre scendere a piedi e tra le fitte tenebre per raggiungere l’auto. Per fortuna la discesa e il magnifico cielo stellato sopra le nostre teste ci incoraggiano e ci permettono nel silenzio del bosco a pensare a questo onnipotente e misericordioso Dio cantato e osannato dai nostri originalissimi Metatrone. Ora aspettiamo con impazienza l’ultimo lavoro in studio del combo etneo che dovrebbe uscire a breve. Amen!

SCALETTA
Intro + Alef Dalet Mem
Veni Creator Spiritus
Uomo
Molokai
In Spe Resurrectionis
I Want Out
Cuore Di Donna
Keep Running
Salva L’anima
I Colori Del Sole
Una Parte Di Me

Foto di Rubino Christian

2 commenti su “METATRONE”

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