MANTIC RITUAL – Heart Set Stone

Titolo: Heart Set Stone
Autore: Mantic Ritual
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Thrash Metal
Anno: 2022
Etichetta: M-Theory Audio

Formazione:

Dan Wetmore: voce, chitarra
Jeff Potts: chitarra
Ben Mottsman: basso
Carlos Cruz: batteria


Tracce:

01. Life As Usual
02. Crusader
03. Heart Set Stone
04. Race Against Time
05. Black Funeral
06. Cross Me Fool


Voto del redattore HMW: 8/10
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Formati nel 2008 (ma attivi già dal 2005 col nome di Meltdown), questi quattro ceffi di Pittsburgh nel 2009 pubblicarono per Nuclear Blast un album (Executioner) che, all’epoca mi fece gridare al miracolo. Un ottimo thrash old-school, mai troppo banale, aggressivo ma, al tempo stesso, anche melodico e ben strutturato. A quanto pare, però, la mia benevolenza non è bastata e il gruppo si è sciolto nel 2012, seppur con una brevissima reunion l’anno successivo.

Nel 2020, però, il quartetto dei Mantic Ritual è ritornato in vita e oggi eccoci qui a parlare di un EP, prima incisione dei quattro dopo ben tredici anni. Il tempo però non ha fatto altro che migliorare ulteriormente la proposta dei nostri che oggi suonano meglio che mai.

“Life As Usual” e una scheggia thrash furibonda, contraddistinta da un ottimo lavoro delle chitarre, ma la successiva “Crusader” fa ancora meglio, in virtù di piacevoli cambi di tempo, una più spiccata propensione alla melodia (i primi Metallica qui fanno capolino più volte, complice anche la timbrica di Wetmore ) e una maggiore complessità strumentale.”Heart Set Stone” assurge a miglior pezzo dell’EP, thrash all’ennesima potenza, con ottime linee vocali, piacevoli riff, assoli deraglianti e un buon lavoro a livello ritmico. Conclusi i pezzi originali, si passa alle cover: la prima è quella di “Race Against Time” dei veterani dell’hardcore britannico GBH (all’epoca ancora Charged GBH), che gli statunitensi non stravolgono più di tanto, mantenendone intatta tutta la dirompente energia, ma la sorpresa arriva subito dopo e si chiama “Black Funeral” dal capolavoro Melissa dei mai troppo lodati Mercyful Fate e qui il gruppo pare trasformarsi… nei Mercyful Fate stessi! Il cantante assume le tipiche tonalità vocali di King Diamond, la sezione ritmica (ricordo che il batterista Carlos Cruz milita pure pure nei Warbringer) fa un lavoro egregio e le chitarre suonano che è un piacere. Chiusura con la cover di “Cross Me Fool” dei canadesi Razor, pezzo del 1985 che non ha perso un’oncia della sua rabbia primordiale e che la band, ancora una volta, la interpreta alla perfezione.

Ep eccellente quindi e ora aspettiamo l’album…e che dire, se non bentornati!

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