DESTRAGE – So Much. Too Much

Titolo: So Much. Too Much.
Autore: Destrage
Nazione: Italia
Genere: Thrash Metal / Progressive Metalcore
Anno: 2022
Etichetta: 3DOT Recordings

Formazione:

Federico Paulovich – Batteria, Percussioni
Ralph Salati – Chitarra
Matteo Di Gioia – Chitarra, Piano, Voci
Paolo Colavolpe – Voce

ospiti:
Devin Townsend – Voce su “Private Party”
Federico Malaman – Basso su “Venice Has Sunk”


Tracce:

01 – A Commercial Break That Lasts Forever
02 – Everything Sucks and I Think I’m a Big Part of It
03 – Venice Has Sunk
04. Italian Boi
05. Private Party
06. Sometimes I Forget What I Was About To
07. An Imposter
08. Is It Still Today?
09. Vasoline
10. Rimashi (Instrumental)
11. Unisex Unibrow
12. Everything Sucks Less


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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“A Volte Ritornano”. Mai titolo fu più azzeccato per introdurre la recensione della sesta fatica discografica dei milanesi Destrage, un’autentica icona della scena estrema tricolore grazie alla continua e spasmodica ricerca di sonorità letali a colpi di thrash e metalcore che quest’anno tocca il diciassettesimo anno di attività e si ripresenta più cazzuta e violenta che mai, senza però snaturare il proprio marchio di fabbrica.

Sin dalle prime note l’ascoltatore si ritroverà disperso in un camaleontico labirinto sonoro tutto tempestato di riff assassini e deflagranti tessuti dalle asce del gruppo Ralph Salati e Matteo Di Gioia degnamente supportati dalla titanica prestazione vocale di Paolo Colavolpe il quale alterna parti growl paurosamente terrificante ad altre molto più pulite, ma di pregevolissima fattura. Siamo dinanzi ad un’alchemica miscela che mette in chiara luce tutte le diverse influenze musicali che caratterizzano i vari membri della formazione. Per farsene una chiarissima idea basta ascoltare “Venice Has Sunk”, un vero e proprio capolavoro in chiave funk scandito dai magistrali riff tessuti dal basso dell’istrionico Federico Malaman  e la splendida “Private Party” che vede la presenza di sua maestà Devin Townsend.

Siamo dinanzi ad un lavoro che riuscirà sicuramente a soddisfare anche i palati più esigenti in quanto è talmente variopinto e poliedrico che diventa addirittura pericoloso cercare di etichettarlo. Posso solo dire, parafrasando il titolo di un brano dei mitici Stones, “I Know, it’s only Extreme….. But we Like It”. Spero vivamente di rivederli dal vivo quanto prima e di farmi nuovamente travolgere dalla loro potenza. Bentornati!!!!!

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