Activate Europe 2022 – Vektor – Legend Club, Milano


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Activate Europe 2022 – 18-10-2022 – Legend Club, Milano
Vektor + Cryptosis + Comaniac + Algebra

A 6 anni dall’ultimo passaggio italico in quel del Biker’s Fest a Orio al Serio, tornano nel Belpaese i techno thrashers americani Vektor, anche questa volta omaggiati da una folta schiera di vektonauti accorsi a sostenerli in quel del Legend di Milano.
Poteva forse Heavy Metal Webzine esentarsi dalla partecipazione? Direi proprio di no, e qual miglior occasione per uno degli esponenti del suo ormai folto club ‘anta di alzare il deretano dal divano e mischiarsi ai giovani fan della band se non questa? A onor del vero le fasce d’età presenti sono ben diversificate, per fortuna non per tutti esistono sempre i “soliti noti”…

Ma lasciamo perdere questa balzana introduzione, che vuole sviare dal non aver fatto foto decenti da presentare ai magniloquenti caporedattori di HMW, che hanno già preparato i ceci in sala mensa come monito perché ciò non accada mai più… Ma la colpa è evidentemente del cellulare – si chiama smartphone, nonno (semicit.) – e della sua ben misera fotocamera a corredo.

[EDIT]
Boss: “Eh no, casso (è romagnolo, N.d.R.), almeno una foto per band me la metti, socmel!
Io: “Ma pheega (from Saronno… N.d.R.), lo sai che fanno c@#%£e, lasciamo perdere!
Qui sotto potrete intuire come si è risolta la diatriba… ah, i poteri forti!
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Algebra:
Bando alle ciance, nemmeno la nuova Area B limitrofe al locale e le grandi difficoltà di parcheggio (per noi non autoctoni milanesi) hanno inficiato la presenza a partire dalla prima band dell’evento, gli Algebra dalla Svizzera con furore. Ero davvero curioso di vedere il quartetto dal vivo, amando la produzione discografica, peccato essere giunti dopo l’inizio delle danze, comunque in tempo per sentire i quattro brani finali. I Nostri pescano in particolare dagli ultimi due album, dovendo anche presentare il nuovo Chiroptera fresco fresco di stampa ancora una volta per la Unspeakable Axe Records; ineccepibili e precisi dal vivo come su disco, una ben oliata macchina thrash (con punte strumentali death) che non disdegna tecnicismi e intriganti cambi di tempo, pur essendo una formazione rimaneggiata rispetto alla storica (della band nata una decade or sono è rimasto il solo Chaos Edy (al secolo Ed Nicod) offrono una prova encomiabile, e seppur siano ancora pochi i presenti, la partecipazione è comunque attiva e gli applausi ben più che meritati. Promossi a pieni voti!

Comaniac:
Doppietta elvetica con i successivi Comaniac, ancora un quartetto e ancora thrash metal, sempre tendente a quel techno thrash di fine ’90 che, pur rimanendo sempre un po’ in disparte rispetto alla scena principale, si è ritagliato una fetta di fama e un buon numero di seguaci. Se già il nome è un programma e rimanda (a ragione) a storiche formazioni danesi, anche la musica dei Nostri si è evoluta rispetto agli esordi più classici e inquadrati; i musicisti sono preparati ed affiatati, lo dimostrano le sezioni solo strumentali dei loro brani, dove le due chitarre viaggiano all’unisono in armonizzazioni parallele e basso e batteria li seguono intagliando ritmiche affilate, ma al contempo intricate. La mente pensante è Jonas Schmid, voce e chitarra dei Comaniac, che non disdegna di posizionare un piccolo aiuto (che altro non è se non la cassa dei propri effetti) per elevarsi dal basso palco del Legend e osservare meglio il pubblico, vista la sua non esagerata statura. L’unica nota dolente, ma la presente considerazione è passibile di soggettività, risulta proprio la voce del leader, che dal vivo, ma anche su disco, non riesce ad elevarsi da una prova non sempre all’altezza del comparto sonoro che la circonda. I Comaniac eseguono estratti dai primi due album, ma la risicata prova in termini temporali li indirizza ad incentrarsi sull’ultimo arrivato, Holodox (2020), dal quale vengono suonati quattro brani. Seconda promozione!

Cryptosis:
Veniamo quindi ai Cryptosis, che hanno già condiviso uno split discografico con i Vektor oltre ad un tour nel 2015 insieme agli Angelus Apatrida, quando ancora erano noti come Distillator. Nati nel 2020 nei Paesi Bassi ed usciti per Century Media col primo album Bionic Swarm nel 2021 (eh, loro sì, vedremo i Vektor…), si presentano al varco preparati e pompati, con una esibizione che dimostra quanto il trio vuol fare sul serio, credendo nella propria proposta. Dal furioso (ed evidentemente alcolico) thrash inquadrato degli esordi, il passaggio ad un thrash metal progressivo con vive e sbandierate influenze sci-fi è un cambiamento non da poco, ma sicuramente appagante. L’influenza degli headliner è evidente, lo stile del chitarrista e cantante Laurens Houvast è chiaramente ispirato alla proposta di Di Santo e soci, ma in tutta onestà manca della varietà degli americani: tutto il concerto sembra essere un unico lungo e dissonante brano, dove si scorgono molti spunti interessanti che finiscono per perdersi nel costante martellamento a bpm sostenuto del trio. Capiamoci, anche qui la visione è prettamente soggettiva, ma d’altronde qualsiasi concerto si basa su come chi lo attende lo vive, no?
Esemplare la presentazione e la prova, accompagnata da una sorta di film costituito da video che seguono l’intera durata dell’esibizione, proiettati su due televisori che sono posti ai due lati del palco; la formazione è in perfetta sincronia, alle volte seguire il video sembra quasi di vederli al Legend in presa diretta,
Il pubblico sembra gradire molto, quindi i Cryptosis hanno vinto: promozione con riserva, vedi sopra…

CRYPTOSIS scaletta:
Overture 2149
01. Decypher
02. Death Technology
03. Prospect Of Immortality
04. Transcendence
Perpetual Motion
05. Conjuring The Egoist
06. Game Of Souls
07. Mindscape
08. Flux Divergence

Vektor:
La classe non è acqua, inutile girarci intorno. Anche la nuova formazione A.D. 2022 dei Vektor raccoglie quattro Musicisti con la M maiuscola, e la serata milanese ne è prova concreta. A fianco del deus ex machina David Di Santo e di Erik Nelson, tornato all’ovile dopo un breve momento di sbando che non ha avuto esiti musicali a testimonianza, i nuovi acquisti Stephen Coon al basso e Mike Ohlson alla batteria non fanno rimpiangere i loro predecessori… “sì, ma di gossip e quanto possiamo scoprire guardando Metal Archives ne facciamo a meno, finiscila e parla del concerto!”… Più che giusto: l’inizio dell’esibizione, che dai comunicati stampa è fissato per le 22:30, risulta lievemente anticipato; breve intro strumentale, per essere subito travolti da “Charging The Void”, pezzo da 90 presente sull’ultimo Terminal Redux. Proprio dall’ultima fatica, ormai risalente al 2016, il gruppo pesca maggiormente; ok, non servono molti brani ai Vektor per superare l’ora e passa di concerto alla quale assistiamo, e a fianco dei 4 brani troviamo la nuova “Dead By Dawn” (“Sacrilegio! Voce non cosmica in essa! Scostumati!“… si ironizza, ma specifichiamolo, che è meglio) e quelli che ormai possiamo definire come classici, ovvero “Black Future”, “Tetrastructural Minds” and “Asteroid”. La faccia sorridente di Di Santo la dice lunga, e certamente la risposta milanese non è stata calda e partecipe (in termini di ingressi) come altre di questo tour europeo; Erik Nelson è un cazzone di suo, quindi in perenne stato euforico, ma fa piacere vedere una band carica e complice. Se musicalmente non si può dir nulla, come anticipato, anche della prova vocale non si può che gioire: per un quasi quarantenne che canta così da almeno 20 anni, ha retto meglio del live del 2015, tenendo botta senza certamente arrivare a certi picchi e con l’aiuto di cosmici riverberi, ma portando a casa un risultato lodevole.
Non resta davvero che attendere un nuovo ormai lungamente agognato album, le carte in regola ci sono, anche più! Supporto!

VEKTOR Scaletta:
01. Charging The Void
02. LCD (Liquid Crystal Disease)
03. Black Future
04. Dead By Dawn
05. Tetrastructural Minds
06. Collapse
07. Recharging The Void
Encore:
08. Asteroid

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