THE ERINYES – The Erinyes

Titolo: The Erinyes
Autore: The Erinyes
Nazione: Brasile, Italia
Genere: Symphonic Metal
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Justine Daae: voce

Nicoletta Rossellini: voce

Mizuho Lin: voce

Aldo Lonobile: chitarra

Andrea Buratto: basso

Michele Sanna: batteria

Antonio Agate: tastiera


Tracce:

01. Life Needs Love
02. Drown The Flame
03. On My Way To Love
04. Betrayed
05. Death By A Broken Heart
06. Where Do We Go
07. It’s Time
08. Someday
09. My Kiss Goodbye
10. Paradise
11. Take Me
12. You And Me Against The World

 


Voto del redattore HMW: 6,5/10
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I The Erinyes sono l’ennesimo e nuovo progetto femminile creato dall’italiana Frontiers che di questi tempi sta decisamente puntando a mettere in risalto le voci metal femminili nella speranza di trovare consensi in un contesto musicale saturo e senza guizzi particolari. La formazione vanta il talento di tre cantanti internazionali: Justine Daaé (Elyose), Mizuho Lin (Semblant) e Nicoletta Rosellini (Walk In Darkness, Kalidia e Vivaldi Metal Project di Mistheria). A supporto delle tre brave cantanti troviamo gli uomini fidati dell’etichetta italiana: Aldo Lonobile alla chitarra (Secret Sphere, Timo Tolkki’s Avalon, Archon Angel, Death SS), Andrea Buratto al basso (Hell In The Club), Michele Sanna alla batteria e Antonio Agate alle tastiere. Aldo è anche protagonista nelle vesti di produttore e scrittore di tutti i dodici brani di symphonic metal dell’album. Questo è innanzitutto un concept incentrato su tre donne e sorelle conosciute anche come le “Furie” nella mitologia greca. Donne forti che sono anche dee della punizione e della vendetta il cui compito è punire gli uomini che commettono crimini efferati. Chiamate anche Erinni si scontrano tra di loro perché una di esse si innamora di uno schiavo mettendosi così contro la società a cui appartiene e contro le sue stesse sorelle, cercando di insegnare come l’amore sia al di sopra di tutto. Certo, creare un concept storico non è così semplice, ma in questo caso indispensabile per creare, almeno qualcosa di originale e attrattivo.

Nicoletta: “l’idea del progetto nasce dalla nostra etichetta Frontiers Music per formare un gruppo internazionale. Sono stata molto sorpresa e felice di condividere i miei doveri vocali con Mizhuo e Justine perché li conoscevo dalle loro band di origine”.

A livello musicale, c’è poco da discutere perché le tre cantanti hanno talento e si fondono abbastanza bene in questo contesto sonoro e nella condivisione dei pezzi grazie anche ad un Lonobile ispirato che propone robusti riff e assoli di chitarra stratosferici, nonostante la musica offerta sia quasi scontata. “Life Needs Love”, apre l’album con un’introduzione fatta di un cantato all’unisono molto sonoro, classico e impressionante soprattutto a livello orchestrale, che mette immediatamente l’ascoltatore nell’atmosfera del concept storico. Il successivo “Drown The Flame” è un singolo dal forte impatto armonico e sentimentale che mostra l’ottima estensione vocale delle tre belle ragazze e come queste si completino e si leghino a vicenda. La tastiera di Agate, dalla piacevole introduzione fa decollare un brano che con il passare dei secondi diventa possente grazie ai consistenti riff di chitarra e all’assolo del nostro talentuoso Lonobile. “On My Way To Love” presenta sonorità più forti del precedente per via di una agguerrita sezione ritmica che guida un refrain super melodico, guidato dalle timbriche combattive delle tre sanguinarie amazzoni. Il secondo singolo dell’opera “Betrayed”, è massiccio e trascinante quanto basta per far innamorare l’ascoltatore più critico. La caratteristica della canzone sono i cambi di tempo e le soavi atmosfere, sovrastate dai riff micidiali di chitarra e dalle corde vocali angeliche e allo stesso tempo indiavolate di Justine, di Mizuho e di Nicoletta. Il terzo singolo, “Death By A Broken Heart”, è la prima buccia di banana del platter. Qui il carro di voci femminile e di sintetizzatori, guida una composizione troppo pop che si salva in calcio d’angolo solo per il micidiale assolo chitarristico di Lonobile. Ci si riprende con la sinfonia classica e cinematografica di “Where Do We Go”, dove le ragazze cantano alternamente sprigionando acuti e melodie all’unisono, che sotto un incalzante piano elevano ad una vera e propria colonna sonora dalle forti emozioni. L’iniziale con sintetizzatori e lamenti vocali delle tre metal girl introducono, “It’s Time” che tra parti elettroniche, cambi repentini di tempo e voci celestiali, porta ad un robusto sound dal piacevole e melodico refrain, sostenuto da un basso e da una batteria continuamente assillanti.

Con la sinistra e sinuosa “Someday” calano di colpo le tenebre ma il pezzo non decolla, bloccandosi a un modesto ritornello ripetuto continuamente, nonostante l’ottimo ritmo guidato dalla solita chitarra elettrica di Aldo. Proseguendo ci si sveglia con la veloce e allegra “My Kiss Goodbye”, dalle melodie amorevoli e quasi epiche dettate da riff intermittenti e da virtuosi assoli di chitarra, che culminano in ritornelli melodici e facilmente ricordabili. Dopo tanta grazia, la terzultima e delirante “Paradise”, fa cambiare di nuova rotta al gruppo, che prende una piega troppo sperimentale e drammatica. D’altra parte, siamo al cospetto di un concept e nel racconto di questa storia mitologica ci sono degli alti e bassi che è difficile interpretare se non si segue alla lettera il racconto, soprattutto se non si è in possesso dei testi e di specifiche indicazioni da parte degli artisti e di chi li produce. La semi ballata, “Take Me”, è un mid-tempo costruito per esaltare le corde vocali delle fanciulle ma troppo schiavo dei sintetizzatori, che si scontrano con la furiosa sei corde e un pianoforte capace di smorzare quel poco di energia profusa. L’ultima e conclusiva “You And Me Against The World”, è un lento troppo breve, sdolcinato e piatto per lasciare il segno su di un’opera discreta, che esalta benissimo le doti soliste e corali delle tre ottime e giovani cantanti ma poco personale a livello musicale.

Aldo Lonobile e il resto della ciurma suonano come al solito divinamente un metal melodico sinfonico collaudato e influenzato da gruppi internazionali importanti in questo genere come gli Amaranthe, i Delain e i Within Temptation, solo per citarne alcuni. Forse un po’ di coraggio in più avrebbe aiutato a cercare qualcosa di diverso e particolare per distinguersi dalla massa.

 

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