ORIANTHI – Rock Candy

Titolo: Rock Candy
Autore: Orianthi
Nazione: Australia
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Orianthi Panagaris: voce e chitarra
Jacob Bunton: basso, chitarra, tastiera, pianoforte, violino e cori
Kyle Cunningham: batteria


Tracce:

01. Illuminate (Part I)
02. Light It Up
03. Fire Together
04. Where Did Your Heart Go
05. Red Light
06. Void
07. Burning
08. Living Is Like Dying Without You
09. Witches & The Devil
10. Getting To Me
11. Illuminate (Part Ii)


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 7.5/10
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A distanza di due anni, la bella e brava Orianthi pubblica il nuovo Rock Candy, dopo il discreto O, che ha segnato il suo ritorno sulle scene dopo ben sette anni di assenza. La cantante/chitarrista è coadiuvata in questa sua nuova creatura dal compositore, cantautore, produttore e polistrumentista Jacob Bunton (Steven Adler, Mariah Carey, Steven Tyler, Smokey Robinson, Akon), che ha prodotto l’album e che si esibisce al basso, alla tastiera, al pianoforte e al violino. Completa la formazione il batterista Kyle Cunningham dietro alle pelli.

L’artista, dopo il successo del singolo “According To You” del 2009, conta da un po’ di anni milioni di visualizzazioni su internet anche per via dei suoi illustri trascorsi con musicisti famosi come Michael Jackson, Carlos Santana, Carrie Underwood e Alice Cooper per citare quelli più importanti. L’australiana di origine greca pure su questo platter ripropone suoni rock, hard rock, pop e AOR imperniati da abili arrangiamenti vocali e linee di chitarra talentuose e costantemente piacevoli. L’opera si apre con “Illuminate (Part I)”, un brevissimo e stimolante pezzo strumentale, dove la soave chitarra elettrica dell’australiana è la protagonista indiscussa. Da qui parte il ruggente hard rock della tambureggiante “Light It Up”, che emana energia e adrenalina grazie anche a un furioso assolo chitarristico. I riff spavaldi e intermittenti, insieme alla dolce ugola della cantante, accompagnano i cori e un ritornello super melodico. Con la terza in scaletta, “Fire Together”, il ritmo inizialmente rallenta presentando un‘atmosfera ambientale per via della tastiera ipnotica di Bunton, che cresce d’intensità con la sei corde di Orianthi. La timbrica più indurita e la chitarra aspra e tagliente rendono questa traccia di pop rock molto interessante e gradevole. Si continua con alcuni brani molto leggeri e commerciali, come “Where Did Your Heart Go”, dove la stessa Orianthi imbruttisce la sua voce e dove la composizione si salva solo per il melodico ritornello; e si prosegue con un pezzo mediocre molto tirato e abbastanza hard rock come “Red Light”, dove invece si apprezza solo la martellante sezione ritmica e l’assolo al fulmicotone della giovane chitarrista.

L’errore di Orianthi è sempre quello di mischiare le carte in tavola e confondere le idee con troppi generi come nel caso dell’elettronica “Void”, brano moderno e palpitante, ricco di sintetizzatori e dal pesante groove rock and roll. Qui la cantante, dopo aver sussurrato le sue prime parole al microfono, si scatena con la voce che viene filtrata e guidata da folli riff chitarristici e assordanti assoli. Con l’acustica e inquieta “Living Is Like Dying Without You”, siamo di fronte ad una dolce ballata dal tipico stile americano degli anni ‘80 e ’90 per un vero e proprio ritorno al passato. La canzone è strutturata attorno alle pulite corde vocali, alla triste sei corde e ai cori sognanti che portano fortemente a riflettere sulle nostre relazioni sentimentali. L’ibrido pop e rock continua con l’allegra “Getting To Me”, dal refrain massiccio, melodico e commerciale, dove il piacevole ritornello è esaltato dall’ugola e dalla sei corde arrabbiate di Orianthi. Il lato cupo dell’artista caratterizza invece il rock and blues di “Witches & The Devil”, song dal suono moderno e appesantito dai suoni della sei corde elettrica. Il disco chiude poi con “Illuminate (parte II)”, dove tutti i virtuosismi chitarristici della chitarrista, fatti di suoni distorti e melodici, vengono messi giustamente in luce dimostrando ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, tutta la tecnica e la preparazione della musicista australiana.

La ciliegina sulla torta è poi il suono del violino fornito da Jacob Burton che funge da contorno ad una traccia degna di nota e che ripaga il costo dell’album. Rock Candy in definitiva è divertente ed energico per via della chitarra dell’affascinante Orianthi, ma non risolve l’enigma di dove l’egregia fanciulla vuole indirizzarsi a livello sonoro. Insomma, la ragazza prodigio è ancora con due piedi in una scarpa e alla ricerca della strada migliore da percorrere.

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