TONS – Hashension

Titolo: Hashension
Autore: Tons
Nazione: Italia (TO)
Genere: Stoner/Sludge metal
Anno: 2022
Etichetta: Heavy Psych Sounds

Formazione:

Slowninja –  Voce, basso, sintetizzatore
Little Stevie – Chitarra
Glüten Freidrich – Chitarra
Vito Power – Batteria


Tracce:

Dope Dealer Scum
A Hash Day’s Night
Slowly We Pot
Hempathy For The Devil
Ummagummo
Hashended (Outro)


Voto del redattore HMW: 8/10
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E’ ormai una prassi consolidata quella di attendere e valutare la terza prova discografica di un complesso musicale per vagliare la sua maturità e avere la certezza o meno che sia in grado di superare anche lo scoglio più arduo, quello rappresentato dall’inesorabile scorrere del tempo.

Ebbene, con “Hashension” (gioco di parole godibilissimo) i torinesi Tons ritornano sulle scene dando un degno seguito al precedente “Filthy Flowers of Doom” del 2018 e allo split del 2021 con i Bongzilla, entrambi editi per la nostrana Heavy Psych Records, da sempre attenta alle realtà più estreme di un certo tipo di underground fangoso, “sballone” ed eccessivo sotto molti punti di vista.

Eccessivo può essere l’aggettivo corretto d’altronde per descrivere l’esperienza che deriva dall’ascolto di “Hashension” nei suoi 40 minuti scarsi, pregni di una potenza atterrente e monolitica. Già dalla copertina, realizzata con lo stile cartoonesco del popolare videogioco “Cuphead”, famoso per il suo elevato grado di difficoltà, si può intuire che la partita sarà ardua ma soddisfacente per chi avrà il coraggio di intraprenderla.

Di certo, inaugurare la scaletta, composta da 6 canzoni, con un brano strumentale non è una pratica comune e dimostra la bizzarra verve che anima i Nostri: “Dope Dealer Scum” è ipnotica e ruota attorno ad un riff semplice ma efficace il quale mette in chiaro il canovaccio dell’intero disco, classico peraltro delle pubblicazioni del genere Stoner – Sludge, impostate con lo scopo di soffocare con tempi lenti e fumosi l’ascoltatore prima di investirlo con deflagrazioni sonore possenti e distorte oltre l’umana comprensione.

L’unico momento veloce si trova nella prima metà del seguente brano “A Hash Day’s night” il quale alla furia hardcore iniziale lascia spazio ad una sezione centrale da incubo (o da sogno, dipende dai gusti) nella quale Paolo, in arte Slowninja, sciorina tutto il suo arsenale vocale, ripetendo come un mantra le parole “Days”,”Confusion”,”No Pressure” e connotando ciascuna di esse con una valenza diabolica, rantolante, oppressiva e inumana, prima di cedere il passo all’esplosiva ripresa del riff portante ingigantito oltremodo dalle dinamiche seguite dal resto della band. Che spettacolo!

“Slowly We Pot” riprende sardonicamente un grande classico degli Obituary, come del resto avrete notato anche per gli altri titoli, costruendo sul suo gioco di parole l’espediente per evocare nuovi eccessi sonori. Benchè non siano stati pubblicati singoli in precedenza all’uscita di “Hashension”, quest’ultimo brano risulta già presentato in fase live e funziona alla grande. “Hempathy for the Devil” aggiunge al già opprimente contesto venutosi a creare fin qui anche un po’ di citazionismo al caro vecchio messer Belzebù, evocato con l’utilizzo di melodie sinistre e l’ineluttabile marcescenza del cantato di Paolo.

Improvvisamente, con “Ummagummo” ci si ritrova in territori più accessibili soprattutto in considerazione del ritornello molto orecchiabile e “positivo”, termine che funziona se proporzionato a cosa si può udire nelle precedenti canzoni. La conclusione è affidata a “Hashended (Outro)”  la quale ci traghetta inesorabile alla fine dell’estenuante partita.

Dopo svariati ascolti in un ristretto lasso temporale, reputo che i miei concittadini abbiamo prodotto un disco intrigante, divertente anche se difficilmente sarà in grado di incontrare i gusti di chiunque, per via di una ricercatezza stilistica “di nicchia” ma certo estrema e di gran valore  compositivo. La valutazione potrebbe essere influenzata da un po’ di campanilismo? OVVIO. Se in prima persona un redattore non supporta l’underground della propria città, chi mai dovrebbe farlo?

“You’ll Stay With Me and I’ll Be Fine!”

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