STRYPER – The Final Battle

Titolo: The Final Battle
Autore: Stryper
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Heavy Metal
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Michael Sweet: voce, chitarra solista e ritmica
Robert Sweet: batteria e percussioni
Oz Fox: chitarra solista e ritmica, voce
Perry Richardson: basso e voce


Tracce:

01. Transgressor
02. See No Evil, Hear No Evil
03. Same Old Story
04. Heart & Soul
05. Near
06. Out, Up & In
07. Rise To The Call
08. The Way, The Truth, The Life
09. No Rest For Wicked
10. Till Death Do Us Part
11. Ashes To Ashes


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 4.3/10
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The Final Battle è il quattordicesimo album degli americani e cristiani Stryper, protagonisti di una lunghissima carriera fatta di alti e bassi sin dai lontani anni ’80 e che il prossimo anno porterà i musicisti a festeggiare i quarant’anni di attività. La rock band cristiana, è entrata ormai nella leggenda ottenendo un successo meritato nel 1986 con To Hell With The Devil, disco di riferimento nel glam metal e nell’heavy metal in generale. I quattro vestiti bizzarramente di giallo e nero, e con un nome estrapolato da un versetto della Bibbia (Isaia 53:5) sfornano canzoni che predicano il Vangelo e che li porta ad essere i capifila del metal cristiano di tutto il mondo. Il trionfo agli occhi di Dio e in Terra a quelli degli uomini non è stato facile perché il combo ha sempre avuto aspre critiche, non solo da atei metalhead incalliti che li hanno quasi sempre snobbati ma soprattutto da alcuni gruppi cristiani conservatori, preoccupati che i quattro fossero invece i traditori della fede. Per questi bigotti il rock and roll, dovrebbe stare lontano dai timpani e dagli occhi dei veri cristiani anche se nella Bibbia non c’è nulla che porti a far pensare ad una cosa del genere. Dopo la decadenza degli anni’90 e lo scioglimento momentaneo, i californiani sono ripartiti nel 2005 con l’album Reborn, pubblicando poi degli avvincenti e nuovi album in studio quasi ogni due o tre anni.

Questa inaspettata risalita non è stata comunque fatta solo di rose e fiori perché la formazione si è separata dall’originale bassista Tim Gaines nel 2017 (sostituito da Perry Richards dei Firehouse), il chitarrista Oz Fox ha adesso dei gravi problemi di salute per via di alcuni tumori al cervello e il leader Michael Sweet (Sunbomb, Sweet & Lynch e Iconic) è stato operato agli occhi per il distacco della retina, che ha comportato l’uso di una benda sull’occhio e una limitata mobilità. Se il quadro salutistico non è dei migliori, al contrario quello musicale gode di un ottimo stato fisico perché il sound è sempre massiccio con la melodia messa sempre al centro delle nuove composizioni impreziosita dallo stile tipico degli Stryper che conosciamo e amiamo da tantissimi anni. Anche in The Final Battle troviamo la stessa formazione: Michael Sweet alla voce e alla chitarra, il fratello Robert alla batteria, Oz Fox alla chitarra e Perry Richardson al basso (ex Firehouse). Sweet svetta da subito, nell’iniziale pezzo metal, “Transgressor”, con la sua solita e possente ugola su un infuocato muro di chitarre elettriche, lasciando sorpresi ed estasiati davanti a così tanta potenza e spettacolo. Il cantante è ancora al centro della scena con i suoi urli acuti e una potente voce che non accenna a diminuire con il passare del tempo e che fa venire i brividi in tutto il corpo.

Il successivo e orientaleggiante, “See No Evil, Hear No Evil”, è un brano di classico heavy metal che catapulta nei fantastici anni ’80, condito da un melodico e vintage refrain, contraddistinto da un coinvolgente basso che fa la differenza tra tutti gli strumenti in gioco. Una sezione ritmica più profonda e martellante guida l’orecchiabile “Same Old Story”, retta anche da un ritmo veloce e robusto. Song che trasuda un heavy metal di qualità decorato dal lavoro armonico di chitarra di Michael e Oz. Il singer statunitense è anche un eccellente chitarrista insieme all’amico, di tante battaglie, Fox perché entrambi sviluppano ed emanano dei micidiali e stridenti riff che trascinano per intensità e melodia dall’inizio alla fine della traccia.  Un bel cambio di ritmo si sente invece nell’hard rock dalle piccole venature blues “Heart Soul”, dove il cantante si scatena gridando a squarciagola e con Oz che lo segue imperterrito e minacciosamente con la sua sei corde rinforzata anche dalla presenza di una sezione ritmica più profonda e battente. Lo stesso discorso vale per la cadenzata “No Rest For The Wicked”, dall’atmosfera blues che dimostra come gli Stryper sappiano muoversi bene anche in altri contesti mischiando in questo caso generi diversi. Il quartetto a stelle e strisce suona un metal melodico ben fatto che entra subito in testa e che non lascia indifferenti le altre parti del corpo. Certo, l’innovazione sonora è pura utopia, ma almeno sono in grado di proporre un classico e ristrutturato metal che guarda ancora al passato con tanta passione e sentimento.

Il romanticismo appare nella ballata “Near”, lanciata da chitarre acustiche e poi elettriche che propongono degli agganci intermittenti e melodici. Le pulite corde vocali colpiscono per intensità e determinazione grazie anche ai cori del semplice e melodico ritornello. Il basso di Perry è un altro perno del pezzo, insieme al collega Robert che non lesina di picchiare le sue pelli anche in contesti più leggeri. Questo connubio straordinario continua in “Out, Up And In”, pezzo non eccelso ma che mantiene comunque alta la qualità del platter. La settima in scaletta, “Rise To The Call” è un brano dal ritmo veloce e tambureggiante. Gli aggressivi riff delle due chitarre e i martellanti suoni di batteria sono un vero inno all’heavy metal di stampo americano ed a tratti pure di quello inglese perché l’assolo di chitarra di Oz ricorda gli inossidabili e mitici Judas Priest. Il proseguo con la cadenzata, “The Way, The Truth, The Life” è un ritorno alle origini glam degli artisti e un omaggio ai loro idoli di sempre, ovvero i leggendari Black Sabbat.

In “No Rest For Wicked”, i quattro rallentano all’improvviso, ma rimangono sempre implacabili nel robusto e possente sound proposto. Gli assoli orientaleggianti, il piacevole ritornello e l’ottima interpretazione vocale del perfetto Michael sono poi la ciliegina sulla torta di un pezzo che energicamente porta verso lo scontro conclusivo dei nostri eroi. Infatti, i musicisti sono raffigurati nella copertina del disco, come i quattro cavalieri dell’Apocalisse che seguono da vicino Gesù Cristo mentre cavalca trionfalmente nel Giorno del Giudizio. Naturalmente, i testi e i messaggi dei brani hanno uno spirito cristiano che è fondamentale per il credo e per l’armonia del gruppo californiano. A parte questo aspetto, sicuramente non trascurabile per chi non crede o professa altre religioni, occorre saper apprezzare questa musica piena di positività e in sintonia con l’armonia offerta, superando quegli stupidi pregiudizi e quegli attacchi inutili che gli Stryper hanno ingiustamente subito per molti anni. Se da un lato, “Till Death Do Us Part” riprende sublimemente il suono della romanticissima ballata “Near” ed è arricchita da un ritornello abbastanza orecchiabile; dall’altro lato l’ultima traccia dell’opera, l’arrembante pezzo heavy metal “Ashes To Ashes” è la conclusione perfetta di un disco ben riuscito ma che stranamente, anche in questa ultima canzone sembra imitare l’inimitabile “Painkiller” degli immortali Judas Priest o i riff chitarristici propri degli Iron Maiden di un tempo.  Questa è l’unica cosa che lascia perplessi in un disco che nel complesso scorre liscio senza annoiare, dimostrando ancora una volta, come gli statunitensi continuino a indurire il proprio suono ma sempre privilegiando la melodia.

The Final Battle è un altro dono divino dei nostri difensori della fede cristiana e metal mondiale, grazie all’indiscussa bravura e all’evidente talento artistico che accomuna questi quattro cavalieri dell’Apocalisse. Nonostante, la pandemia, le epidemie, le carestie, i terremoti, i violenti cambiamenti climatici e le stupide guerre sparse per il pianeta, sembra ancora lontana la fine del mondo ma Michael, Oz, Perry e Robert sono ancora qui a darci speranze e prepararci alla battaglia finale contro il male.

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