PERFECT PLAN – Brace For Impact

Titolo: Brace For Impact
Autore: Perfect Plan
Nazione: Svezia
Genere: AOR
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Kent Hilli: voce

Rolf Nordström: chitarra

Leif Ehlin: tastiera

Fredrik Forsberg: batteria

Mats Byström: basso


Tracce:

01. Surrender
02. If Love Walks In
03. Can’t Let You Win
04. Gotta Slow Me Down
05. Stop The Bleed
06. My Angel
07. Devil’s Got The Blues
08. Bring Me A Doctor
09. Still Undefeated
10. Emelie
11. Walk Through Fire


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 4.3/10
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Il mondo sta finendo? Siamo prossimi ad una catastrofe nucleare o alla caduta di un gigantesco meteorite? Non so sinceramente cosa ci aspetti in futuro ma una cosa è certa: Kent Hilli alla voce, Rolf Nordstrom alla chitarra, Leif Ehlin alla tastiera, Fredrik Forsberg alla batteria e Mats Bystrom al basso sono tornati alla grande con il loro terzo album in studio! I Perfect Plan sono una delle più importanti band di hard rock melodico classico emerse nell’attuale scena musicale terrestre. Certo, il fenomenale e brillante vocalist Kent Hill è ormai dappertutto per via delle sue sfumature vocali che lo avvicinano a cantanti leggendari quali Joe Lynn Turner, Jimi Jamison, Eric Martin e l’idolo della sua giovinezza: Joey Tempest. Non a caso lo svedese ha creato con l’amico Rolf Nordstrom una tribute band dei connazionali Europe chiamata Seven Doors Hotel e di recente ha coronato un altro suo sogno, entrando a far parte in pianta stabile dei mitici Giant; incidendo il buon: Shifting Time. Ha poi partecipato al nuovo progetto dei Restless Spirits di Tony Hernando ed ha pure pubblicato l’anno scorso il suo primo lavoro solista, The Rumble. All Rise del 2018 è stato per gli svedesi il classico debutto col botto perché i nordici si sono distinti egregiamente dalla massa aprendo delle nuove strade per la popolarità che pian pianino è andata crescendo con il secondo disco, Time For A Miracle, del 2020 ma che non è esplosa per via della pandemia che non gli ha permesso di esibirsi dal vivo come avrebbero meritato di fare. Con Brace For Impact gli scandinavi non cambiano la loro formula vincente perché l’opera sprizza qualità, raffinatezza e melodia da tutti i pori. Il sound è un tradizionale hard rock melodico infarcito da un involucro di AOR, questa volta più tipicamente americano e fuori da qualunque aspetto commerciale.

Sulla direzione musicale dell’album, il cantante Kent Hilli afferma: “Non ci abbiamo pensato molto quando abbiamo iniziato a scrivere perché volevamo che tutto ci venisse naturale. Ci siamo concentrati su tutto, scrivndo canzoni rock melodiche davvero fantastiche, con riff e melodie fantastici. Ma penso che abbiamo più rock song in questo album rispetto a prima. Direi che è rock melodico in generale, ma forse leggermente più duro rispetto ai nostri album precedenti. Proprio come per il nostro secondo album, Time For A Miracle, abbiamo una grande miscela tra hard rock, rock melodico e AOR con alcuni elementi di rock progressivo e alcuni blues. Tutto, suona come Perfect Plan 3.0! Penso che abbiamo decisamente alzato il livello di scrittura e degli arrangiamenti in generale. Con l’aggiunta del grande Tobias Lindell che si occupa del missaggio… tutto suona davvero grande e maestoso, credo!”

La rompi ghiaccio “Surrender”, dal gusto radiofonico e ottantiano è caratterizzata da tappeti di tastiera che melodicamente perforano il cuore e l’anima. La song strizza l’occhio sorprendentemente al prog rock con Kent Hilli, che trascina con le sue pacate e determinate corde vocali e con un tono molto simile al mitico Joey Tempest di cui è uno dei principali estimatori. L’originalità latita perché l’ispirazione proviene dalla vecchia scuola del rock melodico ma i vichinghi interpretano efficacemente il loro amore per questa stupenda musica con facili e armoniosi arrangiamenti, come nella coinvolgente “If Love Walks In”, dove si sente molto il sound degli americani Pride Of Lions di un certo Jim Peterik che ha fatto la storia di questo genere. Qui il singer è semplicemente strepitoso! La successiva “Can’t Let You Win” è un pezzo di puro AOR con un ritornello strabiliante e un fantastico lavoro di chitarra che culmina in un magnifico assolo di Rolf Nordström. Nel platter ci sono canzoni anche più robuste e profonde dal sapore soul e blues vicine al nuovo stile degli Europe, come “Devil’s Got The Blues”, in cui la tastiera cerca di smorzare una battente sezione ritmica accompagnata da una chitarra cadenzata e possente, o la quarta in scaletta dal sapore bluseggiante, “Gotta Slow Me Down”, dove l’iniziale e distorta chitarra elettrica introduce un rock and roll cadenzato in cui Hilli dimostra le sue enormi capacità vocali, su un arazzo di note melodiche che culminano in un ritornello interessante e di grande effetto. In “Stop The Bleed” il quintetto introduce ancora un po’ di prog grazie alla tastiera di Leif Ehlin e agli indovinati cambi di tempo. Kent canta alla Eric Martín ma la cosa non dispiace soprattutto quando interpreta un ritornello ultra-melodico e coinvolgente come questo.  La dolce “My Angel”, è l’unico e indispensabile lento, romantico e riflessivo che stacca la spina dal suono rock gradevole e stimolante sentito in precedenza. Il pianoforte, i cori e l’ugola pulita del singer nordico sono al centro della composizione. Il memorabile ritornello e l’incredibile assolo chitarristico sono poi la ciliegina sulla torta di un riuscitissimo lento. Probabilmente la pandemia ha caricato gli svedesi e in particolare il frontman che, nelle tante collaborazioni degli ultimi tempi, si è caricato ancora di più regalando ai fans una grande opera e un eccezionale equilibrio all’interno di un gruppo ormai quasi perfetto. Non a caso i ragazzi si chiamano Perfect Plan, ma a parte gli scherzi siamo di fronte ad un vocalist strabiliante e a dei musicisti esperti che suonano ad occhi chiusi, offrendo melodie indimenticabili e ritmi trascinanti. La pesane “Bring Me A Doctor”, dimostra la forza sonora dei cinque artisti in un brano hard rock, veloce, divertente e spensierato e con molto humor, dove la martellante sezione ritmica di Mats Byström e di Fredrik Forsberg sostiene una sei corde elettrica scatenata, soprattutto nell’assolo centrale. Con la successiva “Still undefeated” si ritorna al classico hard rock and blues dei mitici Mr. Big ma anche dei leggendari Whitesnake. Kent Hilli canta e interpreta la song come se fosse Joey Tempest e in effetti la voce e il ritornello ricordano la song “Bad Blood” dell’album Prisoner In Paradise. La voce di Hilli è il punto fondamentale dell’intero disco perché trasporta i brani con una disinvoltura che cattura l’attenzione anche dell’ascoltatore più distratto, così come l’abilità di Rolf Nordström, che insieme allo straordinario lavoro della keyboard rendono questo lavoro molto entusiasmante. I Perfect Plan continuano poi alla grande con la penultima canzone AOR, “Emelie”, dove l’incantata chitarra solista di Rolf conduce, brillantemente l’intera traccia, maestosamente e melodicamente ai suoni dei leggendari Giant. Infine, l’ultima e conclusiva “Walk Through Fire” evidenzia l’esperto ed egregio timbro vocale del cantante, che abbellisce divinamente con le sue stupende estensioni vocali questa graziosa song di rock melodico. Al terzo tentativo l’impatto deflagrante dei Perfect Plan centra in pieno l’obiettivo. La preparazione e la maturazione dei cinque artisti scandinavi è ormai finita e sotto gli occhi e dentro i timpani di tutti perché, nonostante le influenze dei gruppi storici siano evidenti (aggiungo i Foreigner e i Survivor, tra quelli non citati prima), la loro musica mette in luce atmosfere e linee melodiche personali e ben riconoscibili. Brace For Impact, da oggi è storia facendo entrare di diritto gli svedesi tra le band più importanti e fondamentali di un genere duro a morire e che conta tantissimi fedelissimi sparsi in tutto il pianeta Terra.

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