GODZILLA IN THE KITCHEN – Exodus

Titolo: Exodus
Autore: GODZILLA IN THE KITCHEN
Nazione: Germania
Genere: Psychedelic/Progressive rock
Anno: 2022
Etichetta: Argonauta Records

Formazione:

Eric Patzschke: Chitarra
Felix Rambach: Batteria
Simon Ulm: Basso


Tracce:

01. Is
02. The future of Mankind
03. forced by
04. The king of Monsters
05. Because
06. Everything that has Been Given
07. Will be taken away

Durata totale: 39:57


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 8.0/10
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Dopo ben sette anni dall’esordio discografico intitolato come la band, ritorna il trio strumentale Godzilla in the Kitchen con il suo progressive rock ricco di sfaccettature psichedeliche. La prima cosa che salta all’occhio, comparando il nuovo “Exodus” con il già citato debutto, è la riduzione della durata complessiva della nuova opera, alleggerita di circa una ventina di minuti e condensata in 7 composizioni che portano in dote l’intento di creare un cammino sia a livello musicale che tematico.

Tale scopo viene raggiunto con successo. Difatti, sin dalla suggestiva copertina raffigurante un affaticato viaggiatore con uno stile a la Mad Max, ci si trova catapultati in un mondo post apocalittico nel quale l’armageddon è stato causato in compartecipazione tra l’uomo e una specie di mostri da esso creati e con i quali i superstiti devono fare i conti. La trama si può intuire dai titoli dei bani, i quali formano la frase “Is the future of mankind forced by the king of monsters, because everything that was given will be taken away?”

Anche sotto il punto di vista strettamente musicale, si avverte l’urgenza dello spostamento e della fuga, dalla partenza distesa e melodica di “Is”, passando per le partiture più complesse e le parti di chitarra più vigorose di “The Future of Mankind”, le sezioni più aperte ed “epiche” contenute in “The King of Monsters”, giungendo poi alla fine del cammino con il riff etereo sviluppato in “Will Be Taken Away”. I tre musicisti sono brillanti e si scambiano con naturalezza i ruoli, alternando brani fondati sui giri del basso e con la chitarra e ricamare atmosfere e colori e viceversa. La batteria delinea un quadro ritmico vario e ricco, con una propensione per tempi bassi e medi, ma senza risparmiare sezioni più impattatanti e dinamiche.

È sempre difficile tentare di descrivere il contenuto di album completamente strumentale, ma il consiglio è quello di regalare un ascolto a “Exodus” e lasciarvi trasportare sul cammino che i Godzilla in the Kitchen hanno deciso di solcare per la nostra fame di scoperta (squisitamente rock).

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