CHEZ KANE – Powerzone

Titolo: Powerzone
Autore: Chez Kane
Nazione: Gran Bretagna
Genere: AOR
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Chez Kane: voce

Danny Rexon: tutta la strumentazione

Musicisti aggiuntivi:

Jesse Molloy: sassofono


Tracce:

01. I Just Want You

02. (The Things We Do) When We’re Young In Love

03. Rock You Up

04. Love Gone Wild

05. Children Of Tomorrow Gone

06. Powerzone

07. I’m Ready (For Your Love)

08. Nationwide

09. Streets Of Gold

10. Guilty Of Love


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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La nuova talentuosa sorpresa del rock melodico europeo è senza dubbio la britannica Chez Kane che con il debutto dell’anno scorso ha ottenuto ottimi consensi dalla critica musicale lasciando il segno tra tutti tutti gli amanti del genere AOR. Adesso, in questo conclusivo 2022 l’artista inglese ritorna di nuovo in pista, impegnata anche con le sue sorelle nella band chiamata Kane’d, sempre con il supporto del polistrumentista e produttore Danny Rexon degli svedesi Crazy Lixx, oramai uno dei baluardi dell’italiana Frontiers Records. La graziosa Chez, di recente è stata impegnata con l’etichetta italica a prestare la sua voce in alcuni brani, come nel progetto dei Restless Spirits con il chitarrista Tony Hernando (Lords Of Black) e con Kristian Fyhr (Ginevra) nel debutto di un mese fa con la sua nuova formazione. Danny è un vero fenomeno perché suona nell’album tutti gli strumenti con l’eccezione del sassofono affidato al musicista americano Jesse Molloy.

Powerzone segue intelligentemente il filone sonoro dell’omonimo platter del 2021, dove la giovane anglosassone continua a gestire tutte le parti vocali e Danny Rexon tutta la strumentazione. Ancora una volta, la sonorità è puro rock melodico ottantiano dotato di un grande ritmo, incantevoli assoli di chitarra e tantissimi ritornelli melodici che portano a canticchiare quasi tutti i pezzi dell’opera. La combinazione della scrittura di Danny con l’incredibile voce di Chez è un accostamento da non sottovalutare perché i due sono in perfetta sintonia. Sinceramente, Rexon è anche bravo a non inserire del tutto lo stile dei suoi Crazy Lixx, dando così la possibilità alla vocalist britannica di cercare una propria identità e un suo stile. Si parte con il singolo “I Just Want You”, dall’ottima introduzione solista di chitarra che introduce subito, dopo la bella voce della cantante, una base potente e pomposa dai suoni iper melodici e dal gusto tipico degli eighties di gruppi importanti come per esempio le statunitensi Heart. Il tono vocale si abbassa quando l’ugola della Kane introduce un ritornello piacevole e quasi memorabile dalle armonie sleaze e AOR, impreziosito da interessantissimi cori orchestrali. L’orecchiabile e allegra, “(The Things We Do) When We’re Young In Love”, cambia decisamente ritmo buttandosi sonoramente sul pop, ma non abbandonando il rock ottantiano dalle sonorità vicine alle americane Vixen dei tempi d’oro. Canzone dal refrain molto melodico dove Danny stupisce in positivo negli e azzeccati e incisivi assoli di chitarra che portano per pochi secondi la composizione verso un vero e proprio classico hard rock.

La terza in scaletta, “Rock You Up” è un sincero omaggio ai Def Leppard. A parte l’alternanza dei cori con le pulite corde vocali della bravissima cantante, spiccano i tempi battenti della batteria e del basso ma soprattutto il ritmo chitarristico della chitarra elettrica che poi sfocia in un ritornello molto piacevole e coinvolgente. Il successivo singolo, “Love Go Wild”, comincia con una maestosa tastiera mescolata ai riff di una leggera chitarra, di un sassofono e alla voce incazzata della cantante che indurisce, più del solito, la sua splendida voce. Chez a tratti sembra urlare in un contesto di note raffinate, veloci e via via in progressione, completate da uno scintillante assolo di sax che mette in ombra la sei corde di Danny. L’assolo di sassofono del californiano Jesse Molloy è quindi la chicca del brano, ma anche una inaspettata sorpresa perché elimina l’assolo della chitarra elettrica senza farla assolutamente rimpiangerla. Il pianoforte accende invece l’estiva e creativa, “Children Of Tomorrow Gone”, che sbocca in un meraviglioso e melodicissimo ritornello. Addirittura, la voce impressionante della Kane è addolcita, oltre che da un ottimo connubio tra tastiera e chitarra elettrica anche e in sottofondo da un artificiale suono di cornamuse, trasportando così la mente a pensare ai bellissimi e particolari paesaggi scozzesi.

“Powerzone”, sembra una canzone dei Crazy Lixx. I ruggenti e velocissimi riff con la melodia trascinante ed energica del pezzo sono, insieme all’acuta timbrica dell’agguerrita Chez, il punto determinante di questo eccezionale inno di hard rock, dallo stile tipicamente americano. Il grande assolo di chitarra di Rexon e i cori sono poi il completamento di questo capolavoro sonoro da ascoltare obbligatoriamente al massimo del volume. L’adrenalina continua nel rock and roll cadenzato di “I’m Ready (For Your Love)”, dalle armonie sporche e polverose che ricordano sonorità glam tipicamente californiane e di cui i Crazy Lixx di Danny sono dei portavoce importanti. Qui, la vocalist inglese dal cantato a tratti bluseggiante, interpreta possentemente il brano seguendo la robusta intensità sonora emanata dalla chitarra e da una sfrenata sezione ritmica.

La terzultima, “Nationwide”, guidata da arazzi di note tastieristiche, riporta il sound al puro AOR radiofonico e caratteristico dell’artista britannica. La penultima “Streets Of Gold” è il lento che non può e non deve mancare in un album dalle sonorità provenienti dai mitici anni ottanta. La chitarra acustica guida l’eccellente professionista che abbassa la sua voce emotiva, adeguandola all’atmosfera romantica del contesto, anche se in generale il pezzo è molto sempliciotto per colpire nel segno. Piacciono comunque la delicatezza delle note, ma anche la potenza dell’assolo del solito e strepitoso Danny. Si chiude infine con la ballata esageratamente lunga di “Guilty Of Love”, che supera gli otto minuti d’ascolto e che riprende nella prima parte lo stile degli intramontabili Journey. Non si tratta per fortuna di un brano progressive che in questo contesto avrebbe completamente stonato, ma di un pezzo dove viene dato più spazio, nella seconda parte, alla chitarra elettrica dello sbalorditivo Rexon, allungando però un brodo che poteva essere consumato sicuramente prima e con lo stesso risultato. Chez si esibisce in una grande interpretazione vocale e sentimentale, su di un tappeto sonoro di melodici accordi di chitarra e di tastiera che culminano in un ritornello ipnotizzante e attraente. In quest’opera tutto parla dei leggendari anni ’80: dalle sonorità delle canzoni, all’immagine dei due musicisti e perfino ai video; tutto è in perfetta simbiosi con quel fantastico periodo dove il rock melodico, l’AOR e l’hair metal toccano meritatamente l’apice.

Chez Kane è cresciuta grazie anche alla scrittura del sorprendente ed abilissimo Danny Rexon, presentando nel complesso un degno seguito del rimbombante debutto dell’anno scorso. C’è un proverbio che dice: devi battere il ferro finché è caldo e in effetti la ragazza, oggi è impegnata su più fronti per farsi conoscere e ampliare i suoi confini internazionali, tra uscite discografiche e concerti. Se amate questo genere, sostenetela. Lo merita!

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