NECRODEATH – Singin’ In The Pain

Titolo: Singin' In The Pain
Autore: Necrodeath
Nazione: Italia
Genere: Black / Thrash metal
Anno: 2022
Etichetta: Time To Kill Records

Formazione:

Flegias – Voce
Peso – Batteria
Pier – Chitarra
GL – Basso

 


Tracce:

01  Gang Fight
02  Transformer Treatment
03  The Sweet Up And Down
04  Redemperdition
05  Delicious Milk Plus
06  655321
07  The (In)sane Ultraviolence
08  Oomny-Ones
09  Anti-Hero

 


Voto del redattore HMW: 9/10
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Avrei voluto passare il periodo pre-natalizio in assoluto riposo e con una certa serenità, ma non avevo fatto i conti con quello che avevano in mente i Necrodeath per farmi cambiare idea.

Arancia Meccanica, uno dei capolavori assoluti di Kubrick, è l’ispirazione che ha dato vita al nuovo lavoro del gruppo genovese.

Il singolo “Oomny Ones” è stato lanciato in rete da poche settimane. Un brano non eccessivamente veloce e molto doom, con un riff che s’avvicina ad essere paranoico ma nel senso benevolo del termine. Il video è piacevole e molto professionale, sia nella realizzazione sia nella riuscita.

Singin’ In The Pain è un album assolutamente de-va-stan-te. Non avrete nemmeno un secondo per riprendere fiato, è un pugno in pieno stomaco! Violento, cupo, cattivo, energico ed avanguardistico (nonostante abbia venature old school) sono solo alcuni dei molti aggettivi che si possono adattare a questo nuovo (il tredicesimo) album della formazione ligure. Tutte le introduzioni che sono state create per i brani sono riuscite ottimamente e sempre ottimamente si amalgamano con le tracce che vanno a presentare.

Il primo pezzo, “Gang Fight”, vi scaglierà fin da subito in un vortice che si affievolirà solo con le ultime note dell’ultimo brano, “Antihero”, canzone che vi entrerà nei meandri più profondi della mente e non vi lascerà facilmente. Non voglio rischiare di risultare ripetitivo, ma vi posso assicurare che non è necessario descrivere questo album un brano alla volta, perché va ascoltato e goduto tutto d’un fiato. Il suono è potente e pulito, la voce di Flegias calza alla perfezione sulle note di ogni pezzo, fino a sembrare un tutt’uno.

Ritengo inconcepibile che un gruppo come i Necrodeath non abbia spiccato il volo in quanto a successo internazionale perché è ad un livello tale da poter essere affiancato, senza ombra di dubbio, a formazioni ben più blasonate. Purtroppo, si sa, quando il metallo è italico le prospettive di emergere ad alti livelli sono pressoché nulle. Accaparratevi una copia di questo Singin’ In The Pain e non ne resterete delusi, parola di un vecchio thrasher!

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