STRANGER VISION (Riccardo e Ivan)


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STRANGER VISION – Deja Vu

Li abbiamo conosciuti l’anno scorso con il loro primo album “Poetica”. Gli STRANGER VISION tornano all’improvviso con un nuovo lavoro dal titolo Wasteland e le novità sono tante. Dagli ospiti, al concept letterario, alle esperienze dal vivo, c’è già tanto da raccontare e abbiamo intercettato Riccardo e Ivan, chitarra e voce del progetto. Si è incuriosito Ivan Gaudenzi, che ha preparato un po’ di domande per i ragazzi che si sono dimostrati disponibilissimi a dissipare le sue curiosità!

qui sotto nelle copertine dei due dischi troverete le nostre recensioni.

Stranger Vision

Ciao ragazzi. Prima di tutto complimenti per il disco. La critica sembra piuttosto unanime nell’esprimersi positivamente. Non avete aspettato molto dal debutto. Cosa vi ha portato a precorrere i tempi per l’uscita di questo nuovo Wasteland?

Riccardo: Grazie mille Ivan, in effetti siamo molto contenti di come è stato accolto Wasteland. Quello che ci ha portato ad uscire a distanza di un anno dal primo disco Poetica, è stato lo stop forzato causato dai vari lockdown che si sono susseguiti da marzo 2020 in poi. Da un lato è stato molto negativo per noi come periodo perchè siamo usciti con l’album di debutto e non abbiamo potuto suonare live. E non potendo concentrarci sull’attività live, abbiamo utilizzato questo periodo per lavorare sul nuovo materiale. Dall’altra parte ha avuto almeno un risvolto positivo: in questo modo abbiamo una scaletta di due album da cui attingere per fare i live.

Siete riusciti a suonare un po’ in questo anno di ripartenza di spettacoli dal vivo. Com’è andata? Avete altri progetti per i concerti dato che avete già del nuovo materiale da presentare?

Ivan: come diceva Riccardo purtroppo Poetica è uscito tra due lockdown e tra i tanti recuperi di altre band uscite prima di noi non siamo riusciti ad inserirci. Siamo riusciti a presentare Poetica solo una volta dal vivo. Per il tour promozionale di Wasteland invece al momento abbiamo fatto 3 date e sono in arrivo diverse news per concerti e festival già da Gennaio 2023.

La spinta del contest dei Blind Guardian e la grande vittoria vi hanno dato una bella visibilità. Siete già approdati all’estero?

Riccardo: L’accoglienza dell’album è stata molto positiva anche all’estero. Sicuramente è un nostro obiettivo primario portare Wasteland dal vivo anche all’estero. Ora siamo solo all’inizio, abbiamo alcune cose in cantiere. L’etichetta tedesca e l’Imagination Song Contest speriamo che ci aiutino. Per ora siamo contenti del fatto che la critica e gli ascolti siano unanimi nell’accoglienza anche in paesi come UK, USA e Germania, dove il metal va molto forte.

A proposito di Blind Guardian. Avete Hansi ospite nell’apertura e omonima Wasteland. E’ stato dunque facile e naturale averlo come ospite. Com’è nata questa collaborazione e com’è il vostro rapporto con il “Guardiano Cieco”. Non è che prima o poi vi vedremo in tour con loro?

Ivan: La collaborazione è nata grazie alla vincita del contest che ci ha permesso di presentare ad Hansi direttamente il nostro progetto. E’ nata una sincera amicizia, Hansi conosceva bene il libretto di Eliot, ha apprezzato molto l’affinità letteraria e ha sposato il ns progetto con entusiasmo.

Riccardo: Bhe visto che un bel sogno si è già realizzato, un po’ speriamo e sogniamo di poter aprire ai Guardian

C’è un altro illustre ospite sul disco. Ci vuoi parlare dell’altra vostra grande collaborazione con Tom S. Englund (Evergrey, Redemption)?

Riccardo: l’idea di chiamare Tom è nata perché tutti noi amiamo gli Evergrey e la voce di Tom in particolare. Tra le realtà prog metal in Europa, sono quella a cui ci sentiamo più vicini perchè il loro stile malinconico e melodico al tempo stesso ci ha influenzato. Inoltre la voce di Tom si differenzia molto da quella di Ivan per cui abbiamo pensato che sarebbe stato bello intrecciarle per vedere che cosa ne sarebbe risultato.
Siamo stati fortunati perchè quando l’abbiamo contattato stava per partire per un tour e aveva giusto due giorni di tempo, in cui ha fatto lo splendido lavoro che potete sentire su “The Deep”.

Veniamo al concept del disco. Come mai avete voluto affrontare il poema di Thomas Stearns Eliot? Non deve essere facile accostare un certo tipo di letteratura alla musica. Come avviene questo accostamento?

Ivan: Prima della registrazione di Poetica a causa del lockdown avevamo già iniziato a lavorare su alcuni brani, i primi 2 che abbiamo scritto sono stati Anthem for the Doomed Youth tratta da una poesia del 1920 di Wilfred Owen e The Road ispirata al romanzo di Cormac McCarthy da cui è stato tratto anche un film con Viggo Mortensen e Charlize Theron. Pensando ad un contesto in cui incorniciare questi brani abbiano notato una similitudine di tematiche riconducibile alla perdita di valori, il pensiero è andato subito a Wasteland e quando abbiamo scoperto la coincidenza del centenario con l’uscita del nostro disco abbiamo capito che la strada era giusta.

Le composizioni di tastiere e orchestrazioni sono a cura di Riccardo che ricopre anche il ruolo di chitarrista. Come avete risolto questo problema per le esibizioni dal vivo?

Riccardo: Alcune sequenze sono state inserite in base, come direi è ormai prassi per molte band anche molto più grandi di noi.

E alle due chitarre avete mai pensato? Quanto meno per la trasposizione dal vivo. Non sono un musicista, ma le chitarre mi sembrano piuttosto complesse e più difficili da riportare sul palco.

Ivan: Si, inizialmente abbiamo anche sperimentato l’utilizzo delle due chitarre e anche della chitarra/tastiera con un risultato che onestamente non ci soddisfaceva completamente. Crediamo di aver trovato al momento il nostro equilibrio con la formazione a quattro, ma non escludiamo la possibilità in futuro di aggiungere un ulteriore musicista.

Avete registrato anche voi come tantissimi gruppi agli ormai famosi studi di registrazione Domination di Simone Mularoni. Ci volete dire qualcosa del periodo di registrazione e della sua professionalità? Penso che non se ne parli mai abbastanza!

Riccardo: Come per Poetica, anche con Wasteland, Simone Mularoni ha seguito tutto: insieme a Simone Bertozzi ci ha guidato alla registrazione e poi ha realizzato il mix e master in modo eccelso. Il nostro è proprio un prodotto 100% Domination. Per noi Simone non è stato solo un produttore, ma un vero è proprio consigliere artistico della band. Ci ha aiutato a scegliere i suoni, ad affinare gli arrangiamenti e a rendere più compatto e diretto il suono.
Oltre al grande talento e professionalità come produttore, ha una grande cultura musicale alla quale abbiamo attinto a piene mani ed è una grande persona.
Il risultato finale è frutto di tutto questo.
Quando ci ha consegnato il master finale ci ha detto: “non ve lo aspettate così figo”. Il suono era già molto bello in sala di registrazione, ma in effetti no, non ce lo aspettavamo così figo.

Veniamo ad un tasto dolente. La classificazione del vostro genere. C’è chi parla di power metal, o di metal sinfonico. Mi sembra che con un “metal melodico” per quanto generico potremmo già capirci. In fondo sono tante le influenze nella vostra personalissima musica. Voi come la vedete?

Ivan: Le etichette non ci sono mai piaciute perché a nostro modo di vedere possono risultare a volte riduttive o fuorvianti. Noi suoniamo del metal con varie influenze, c’è chi ci sente del power, chi qualche venatura prog, chi suoni trash. noi stiamo cercando in qualche maniera di differenziarci creando un nostro sound e crediamo che se effettivamente ci si dibatta su di noi per classificarci in un determinato genere, forse un po’ siamo riusciti nel nostro intento ;-)

Non dirmi che state già lavorando al materiale per il terzo disco!? Cosa pensate per il futuro?

Riccardo: Certo! Abbiamo già tanti pezzi scritti e pensiamo di tornare al Domination molto presto per registrare il prossimo disco.

In Italia i gruppi validi stanno crescendo come funghi… facciamo così. Datemi tre nomi di gruppi che secondo voi stanno andando forti nel nostro Paese e vedreste bene assieme per un tour o comunque come accostamento.

Ivan: La scena metal italiana è ricca di tantissime proposte validissime e di caratura internazionale, senza voler fare torto a nessuno, forse oserei dire 3 nomi di band che apprezziamo non solo perchè spaccano musicalmente, ma anche perché li riteniamo amici : DGM, Ancient Bards e Trick or Treat.

I fan crescono per cui le ultime parole sono vostre, per loro! Chiudiamo l’intervista in bellezza!

Riccardo: Grazie a tutti quelli che in questi due anni hanno cominciato a seguirci e che ci hanno dato segni di apprezzamento in qualsiasi modo. Per noi tutto questo è fantastico. Speriamo di avervi portato qualcosa di nuovo e di poter continuare a farlo.

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