INDUCTION – Born From Fire

Titolo: Born From Fire
Autore: Induction
Nazione: Germania
Genere: Symphonic Metal
Anno: 2022
Etichetta: Atomic Fire Records

Formazione:

Craig Cairns – voce
Tim Kanoa Hansen – chitarra
Marcos Rodriguez – chitarra
Dominik Zester – batteria
Dominik Gusch – basso


Tracce:

1. Born From Fire
2. Scorched
3. Fallen Angel
4. Go To Hell
5. Embers
6. Order & Chaos
7. The Beauty Of Monstrance
8.Queen Of Light
9. I Am Alive
10. Ghost Of Silence
11. Eternal Silence
12. Sacrifice (rimasterizzata)


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 9.5/10
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Gli Induction, freschi di firma con la Atomic Fire Records e riorganizzati in una nuova formazione, pubblicano il secondo disco “Born From Fire”, che pare davvero nato dalle fiamme più ardenti dell’ispirazione: una combinazione vincente di echi musicali che spaziano dal power al progressive, dall’heavy più immediato al pop più accattivante.

La prima canzone è quella che dà il titolo all’intera opera ed è una vera e propria dichiarazione di intenti: questi ragazzi non scherzano. L’introduzione ci scuote, la voce del giovane cantante Craig Cairns è decisa, tutto tende al tema epico del ritornello. Le aspettative sono alte e la maggior parte dei brani rimane sullo stesso livello. “Scorched” e “Queen Of Light” (tra le migliori) sono inni al symphonic metal. Altri pezzi, come “Fallen Angel” e “I Am Alive”, cavalcano le onde dell’hard rock anni ’80. Alcune tracce suonano quasi come dei tributi ai gruppi classici della scena power metal: se infatti ascoltate con attenzione “Order & Chaos” oppure il rapido motivo centrale di “Embers”, potrebbero saltarvi in mente alcuni di quei nomi. Cala un po’ l’entusiasmo sulla lento “Eternal Silence”, che con il suo gusto un po’ vintage tenta di sembrare poco ordinaria ma non arriva a coinvolgere.

L’impressione, verso la fine dell’album, è quella di aver ascoltato dei pezzi grandiosi e di volerli risentire subito per impararne a memoria i cori, ma c’è una vaga sensazione di disordine generale, come se il disco non avesse una cornice ben definita. Certo, se consideriamo che si tratta di un gruppo di recente creazione, la cui voglia di spaziare e sorprendere deve essere elevata, il prodotto finale è indiscutibilmente interessante e funzionerà alla perfezione dal vivo. Perciò gli Induction li vogliamo premiare, perché per scalare le vette di questo genere, nel quale oggi è facile mettere un piede in fallo e non sembrare banali, ci vuole coraggio. Dategli un ascolto, perché ne varrà la pena.

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