WILDNESS – Resurrection

Titolo: Resurrection
Autore: Wildness
Nazione: Svezia
Genere: AOR
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Erik Forsberg: voce
Marcus Sjösund: basso
Adam Holmström: chitarra
Pontus Sköld: chitarra
Erik Modin: batteria


Tracce:

01. Nightmare
02. Release The Beast
03. Tragedy
04. Love Resurrection
05. Best Of Me
06. The Final Fantasy
07. Lonely Girl
08. The One And Only
09. Fading Sun
10. Dawn Of Forever
11. Eternity Will Never Fall


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 4.3/10
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I Wildness, sono, tanto per cambiare, una formazione svedese, fondata nel 2014 dal batterista Erik Modin, dai chitarristi Adam Holmström e Pontus Sköld, e dal cantante Gabriel Lindmark. Tre anni dopo aggiungono alle quattro corde il bassista Marcus Sjösund, per poi nel 2019 sostituire il cantante Gabriel Lindmark con il cantante Erik Forsberg (ex Blazon Stone). Resurrection, prodotto, mixato e masterizzato da Modin, è il loro terzo album in studio e il debutto per la nostrana Frontiers, che proietta i cinque vichinghi verso palcoscenici più ampi soprattutto dopo l’ultimo e acclamato album Ultimate Demise.

Il titolo del nuovo lavoro è per il combo nordico, una vera e propria rinascita post pandemia che ancora a sfornare piacevoli canzoni di classico hard rock melodico, abbellito da sonorità tipicamente AOR. L’album vede poi come ospiti i cantanti Danny Rexon (Crazy Lixx), Hank Erix (Houston), Ludvig Turner (Reach) e Dani Hart ai cori. La strada, tracciata dai due album precedenti, continua anche qui con fantastiche melodie e brani mid-tempo dal sapore ottantiano ma allo stesso tempo moderno che catturano l’attenzione dal primo ascolto, come nell’apertura del secondo singolo “Nightmare”, dal mix perfetto tra chitarre e sintetizzatori, sprigionando melodie, riff e cori accattivanti. Sonorità ottantiane guidate dalla bellissima voce di Forsberg su un tappeto di note provenienti orgogliosamente dal riconoscibilissimo sound scandinavo ma che sfiora il pop preparando il terreno per ciò che si ascolterà dopo.

Questo bilanciamento ritmico continua pure in pezzi più tirati e veloci come nel caso di “Release The Beast”, dove la furia armoniosa di tutti gli strumenti coinvolge emotivamente soprattutto grazie alle due chitarre elettriche che si alternano in splenditi assoli al fulmicotone da far venire i brividi, anche se la voce gonfiata di Forsberg stona con una produzione non troppo all’altezza. L’americaneggiante e vintage “Tragedy” è un’altra bella canzone influenzata dai connazionali e bravissimi Crazy Lixx. Pezzo diretto, allegro, orecchiabile e con un ritornello che si stampa da subito nel cervello.

I ragazzi rallentano poi in alcuni pezzi tutta la loro foga iniziale, a cominciare dalla semi ballata “Love Resurrection”, grintosa, dal buon gusto e tipicamente uscita dalle armonie californiane di cui i ragazzi sono fortemente attratti. Seguono l’AOR di “Lonely Girl”, vero e proprio lento alla Journey con il sensuale Hank Erix degli Houston dietro al microfono circondato da una melodia soft, da dei cori molto convincenti e da un soave pianoforte spinto dall’armonia vocale del cantante vichingo. Affascinante pure la penultima in scaletta: l’epica “Dawn Of Forever”, altra accattivante ballata sostenuta da chitarre acustiche ed elettriche, dove i toni bassi della voce di Erik dimostrano tutta l’abilità e l’esperienza dello svedese. Dei prepotenti sintetizzatori introducono la cadenzata “Best Of Me”, dal ritmo morbido che sfocia in un brano tipicamente AOR uscito dai leggendari anni ottanta. Segnalo poi la grande atmosfera tastieristica creata in “The Final Fantasy”, che apre ad un veloce e robusto hard rock caratterizzato da un travolgente e melodicissimo refrain in cui Erik si esibisce in ottime estensioni vocali.

Gli assoli delle sei corde elettriche di Adam e Potus sono poi la ciliegina sulla torta per una traccia super orecchiabile e ipnotizzante. La quart’ultima e melanconica “The One And Only” è un’altra canzone AOR dal sofferente ritornello che non scherza mantenendo un alto stato di serenità dalla prima all’ultima nota sprigionata. I rullanti belliggeranti di Modin e i sintetizzatori ancora in primo piano, aprono il sipario all’ultima in scaletta “Eternity Will Never Fall”, una massiccia canzone hard rock dai toni folk e impreziosita da riff chitarristici taglienti e spigolosi. Resurrection è un disco di puro hard rock melodico infarcito di puro AOR dei tempi che furono, a tratti allegro ma troppo carico di sintetizzatori e di suoni amarcord che ancora non fanno decollare in personalità i pur bravi Widness.

Distinguersi nel mercato melodico internazionale non è facile se pensiamo alle migliaia di band in circolazione e al fatto che questo genere è ormai snobbato da parecchi decenni, ma gli svedesi sono giovani, promettenti e in grado di sovvertire i pronostici che al momento li vedono un po’ distanti da chi al momento guida con autorevolezza lo stile AOR e il metal melodico in generale.

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