ZABURON – Post Fata Resurgo

Titolo: Post Fata Resurgo
Autore: Zaburon
Nazione: Italia
Genere: Death Metal
Anno: 2022
Etichetta: Hokuto Empire

Formazione:

Davide Ricciuti – Voce
Luca Zanardi – Chitarra
Antonello d’Aguanno – Basso
Christian Togni – Batteria


Tracce:

1. Voices From The Past
2. Alone In The Shadow
3. Instinct
4. Damnation
5. Breath Of Betrayer
6. Facing Death
7. Legion Of Deceivers
8. Delirium
9. War
10. No Regrets


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 9.6/10
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La formazione bergamasca Zaburon ritorna dopo diciotto anni con questo nuovo album dal titolo Post Fata Resurgo tenendo alta la bandiera del death metal tricolore.

Un tema importante viene racchiuso nelle dieci tracce di questo Post Fata Resurgo, termine latino che indica la rinascita dopo la morte e che segue il precedente Sic Bellum Incipit del 2003. Il tema portante è la fine dell’umanità, provocata dall’uomo stesso, che vede però uno spiraglio di vita nel momento in cui la natura riprende il proprio controllo sul mondo. Come è avvenuta la catastrofe? L’avarizia umana e l’ingordigia hanno portato alle guerre che hanno inevitabilmente distrutto il mondo che consociamo. Ma come chiaramente rappresentato nell’immagine di copertina la rinascita della natura avviene anche in mezzo alle macerie della civiltà. C’è spazio anche per un testo dedicato ai soldati che stanno combattendo oggi in Ucraina, di ambo le fazioni, segno di un’attenzione particolare al tema da parte del gruppo.

Parliamo di musica poiché Death Metal è abbastanza riduttiva come etichetta e forse impropria. Sicuramente la matrice di base che porta violenza e pesantezza viene dal death metal di stampo americano, citiamo gli Obituary per contestualizzare, e che vede proprio nella prima traccia “Voices From The Past” la sua espressione diretta. Si diceva impropria la definizione perché su brani come “Instinct” e “War” il riffing di chitarra di Luca Zanardi è molto più di scuola svedese, con un drumming più variegato e un buon uso della doppia cassa da parte di Christian Togni. Influssi svedesi che si amalgamano bene con parti più classicamente death pesanti e monocorde.

Fanno capolino echi di thrash metal invece su “Damnation”, quasi hard rock nell’incedere iniziale che però vengono smontati dal growl cattivo e persistente di Davide Ricciuti, quasi a richiamare il “death’n roll” degli Entombed di Wolverine Blues.

“Facing Death”, nomen omen, è una sfuriata devastante di puro thrash death che alterna il classico tempo alla Slayer a parti in blast-beat condite di nuovo da un gran lavoro di doppia cassa e soprattutto del basso di Antonello d’Aguanno. Il disco procede vario ma omogeneo e ci regala anche due momenti acustici con “Breath Of Betrayer” in mezzo a spezzare il ritmo, e la conclusiva “No Regrets”.

L’album è stato prodotto dal chitarrista Zanardi e missato da Daniel Bergstrand ai 33 Studio mentre la masterizzazione è stata affidato a Lawrence Mackrory (cantante dei Darkane) nei suoi Obey Studios, sempre  in Svezia. Una piccola ciliegina su una bella torta che ci consegna un prodotto che suona classicamente death, senza essere cristallino e immacolato come le produzioni moderne, ma che lascia sentire la batteria vera suonata e le chitarre ben amplificate.

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