CHAOS RISING – The Singles

Titolo: The Singles
Autore: Chaos Rising
Genere: Extreme/Thrash Metal - Melodic Death Metal
Anno: 2022
Voto del redattore HMW: 7/10
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La vita di un recensore non è sempre rosa e fiori, spesso capita che ci troviamo dinanzi diversi bivi su quali album ascoltare e recensire, perciò spesso i gusti personali prendono il sopravvento e per curiosità si ascolta l’album che pare più affine ai nostri gusti. A volte invece capita di imbattersi in uscite discografiche che,se non fosse per questo mestiere, non avremmo mai affrontato; è questo il caso di The Singles, prima vera raccolta del progetto Chaos Rising, un collettivo di sole donne che ha come obiettivo quello di radunarsi sotto la nostra oramai nota metallara religione.

 Il disco è un progetto decisamente interessante, in quanto formato da venti brani, distribuiti in due parti di dieci ciascuno: la prima strettamente metal estremo e la seconda più melodica ma che comunque mantiene invariata la capacità delle cantanti di adattarsi bene al genere. Da qui il dilemma, dato che non sono mai stato davvero avvezzo ai generi affrontati in quest’opera (salvo rare eccezioni), quindi prendo il telefono, indosso le cuffiette e inizio l’ascolto, che parte da un’ottima introduzione, “Silent Dasein”, (la cui ultima parola si potrebbe tradurre vagamente in “Esistenza” in filosofia) che si mostra (o si fa ascoltare) in tutta la sua cattiveria. “Resisti Matteo” è quello che avrei dovuto pensare in teoria, ma in pratica quello che stavo ascoltando non mi dispiaceva per nulla.

Questa costante è poi rimasta invariata nella prima parte del disco, con qualche scivolone qua e là in pezzi quali “Thrive” e “Media Control”, ma anche con picchi di stupore con “The Greatness Beyond” e, per l’appunto, “Silent Dasein”. Voci azzeccate, strumentali più che convincenti, prima parte promossa e il sottoscritto piuttosto soddisfatto. Via alla seconda.

Decido di prendermi una pausa per fare mente locale su cosa scrivere riguardo la prima parte, ma inconsciamente mi dimentico di interrompere la riproduzione e me ne accorgo solo dopo che “Prisoner”, la prima canzone del secondo disco, è già iniziata da almeno venti secondi. Tanto vale continuare. 

Il pezzo è un po’ un connubio di ambedue le parti, sicuramente può essere considerata la meno aggressiva della prima parte, ma anche quella più “pesante” della seconda, scelta secondo me azzeccata in quanto conclude il metal estremo e apre il melodic, senza spezzare l’armonia dell’album, bella pensata. 

A seguire troviamo “Hostile Eyes” e “Lost”, le due canzoni probabilmente più “calme” del disco, e non nascondo che la prima mi è piaciuta particolarmente, in quanto presenta un crescendo notevole ed è davvero evocativa. Il disco prosegue e ,nonostante non mi stesse piacendo come la prima parte, rimane godibile, salvo qualche scivolone quali “The Sinner” e “Last Breath”, che ho trovato vagamente riempitive.

Il disco si conclude con “The Black Silhouette”, che si presenta con una strumentale notevole, un misto di chitarre, voci più leggere e un giro di pianoforte che ho davvero apprezzato, e “The End of Ignorance”, un pezzo più ritmato, ma che comunque non mi è rimasto impresso.

The Singles è un curioso esperimento, (come il gruppo stesso del resto) un miscuglio di vari generi che, salvo qualche imperfezione e qualche pezzo riempitivo, funziona e intrattiene l’ascoltatore, anche chi, come il sottoscritto , non è avvezzo ai generi trattati. In breve, disco promosso e un recensore più aperto a scoprire generi diametralmente opposti ai suoi gusti.

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