ENUFF Z’ NUFF – Finer Than Sin

Titolo: Finer Than Sin
Autore: Enuff Z’ Nuff
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Chip Z’nuff: basso e voce
Tory Stoffregen: chitarra
Tony Fennell: chitarra
Dan Hill: batteria


Tracce:

01. Sound Check
02. Catastrophe
03. Steal The Light
04. Lost And Out Of Control
05. Intoxicated
06. Hurricane
07. Trampoline
08. Temporarily Disconnected
09. God Save The Queen
10. Reprise


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 8.5/10
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Se c’è una rock band al mondo che  non ha mai mollato e che soprattutto è rimasta coerente nel suo modo di suonare, questa è sicuramente quella degli Enuff Z’Nuff, guidata ancora, dal lontanissimo 1984, da uno dei fondatori: il bassista e cantante Chip Z’Nuff. L’inossidabile musicista è ancora una volta affiancato da Tory Stoffregen e Tony Fennell alle chitarre e Daniel Benjamin Hill alla batteria. Finer Than Sin, è il diciassettesimo album in studio della formazione che arriva sul mercato dopo l’inutile tributo ai Beatles in Hardrock Nite e dopo la successiva  uscita solista di Z’nuff, intitolata: Perfectly Imperfect. Il combo statunitense offre ancora un pop altamente collaudato, impregnato negli anni sessanta e settanta con piccole venature di classico hard rock ottantiano. Questo nuovo platter è un’altra gustosa miscela di pop rock, a tratti anche psichedelico e dalla grande armonia vocale, votato al passato soprattutto per via delle enormi influenze sonore da parte dei leggendari Beatles.

Il brano “Soundcheck” introduce l’album con una iniziale e lamentosa chitarra che evolve strumentalmente, per due minuti, in modo melodico dando una sensazione superba e elegante. Segue “Catastrophe”, mid-tempo ricco di  armonie e chitarre semplici, ma molto efficaci. Il tutto imbevuto di suoni tipicamente Beatles e dall’ottimo ritornello che entra direttamente nel cervello per giorni. La terza in scaletta, “Steal The Light” offre sonorità ossessivamente ripetitive, lievemente più robuste e veloci grazie al  grande lavoro chitarristico di Tory e Tony. Anche qui il refrain è dolce, abbagliante e sempre guidato in modo preciso dalla combattente sezione ritmica  della band. Raggiungiamo il top in “Lost And Out Of Control”, brano hard rock adrenalinico, trascinante e dalla spinta incontenibile.

Quando gli Enuff Z’Nuff ingranano la marcia buttandosi sul rock duro sono incredibilmente più interessanti e più convincenti del solito. Anche l’ugola di Chip sembra cambiare in meglio, come se il rock più pesante sia rivitalizzante per tutti e quattro gli artisti americani. Neanche il tempo di gustarsi questa delizia sonora e i nostri nell’ondeggiante “Intoxicated”, ritornano indietro in quella leggerezza armonica di pop rock per cui sono famosi e dove Chip abbassa enormemente e senza pentimento le sue morbide tonalità vocali. “Hurricane” è la traccia più lunga e malinconica del platter. Da subito,  si ode un’atmosfera cupa per via delle flebili chitarre elettriche e della molliccia sezione ritmica, emamando in ordine: tristezza e rassegnazione. Il ritornello melodicissimo, la voce sottile e, verso la fine, i prolungati e armonici assoli delle chitarre elettriche sono gli unici aspetti positivi e caratterizzanti dell’intera composizione.

Con le successive “Trampoline” e “Temporarily Disconnected”, siamo nel mare delle dolci eufonie e della propensione al pop da classifica. Il primo è un pezzo allegro dai riff chitarristici tipici degli anni ’70 e sempre caratterizzato  dalle sottili e passionali corde vocali di Chip. Il secondo possiede invece un’ipnotizzante e orecchiabilissima melodia incorniciata da dei bei cori e pescata dai lontani anni ’60 ma dimostrando sempre grande abilità e bravura nel presentarla con una base moderna e ben mixata. Ciò che non ti aspetti accade nell’inutile cover dei ribelli Sex Pistols, dove nella sovversiva “God Save The Queen” gli Enuff Z’ Nuff cercano di riprodurre il sound originale del pezzo, ma senza riuscirci in pieno e non mettendo giustamente o a torto nulla di proprio. Nonostante tutto rimangono comunque  lontani dallo spirito e dall’interpretazione della mitica formazione punk inglese, risultando anche poco rispettosi del lutto recente avuto dalla famiglia reale inglese.

L’ultima e strumentale “Reprise”, è la continuazione dell’iniziale “Soundcheck” e come quest’ultima non contiene nulla di particolare da evidenziare se non delle frignanti e melodiche chitarre elettriche che si rincorrono tra di loro in rapidi e prolungati assoli, grazie agli abilissimi Stoffregen e Fennel. Finer Than Sin è in definitiva un buon album che dimostra come gli americani siano ancora in grado di offrire buone canzoni rock e nulla più perché i quattro artisti preferiscono rimanere ancorati nella loro zona di confort senza rischiare nulla. Se amate il suono dei Beatles e lo stile di John Lennon alla follia e siete pure fan degli  Enuff Z’ Nuff, allora questo disco va comprato immediatamente e senza indugi.

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