NIGHTWISH + Beast In Black + Turmion Kätilöt


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nightwishEVENTO: Nightwish + Beast In Black + Turmion Kätilöt
LUOGO: Fiera Milano City
DATA: 06.12.2022

Lo ammetto, quando ho letto che il concerto dei Nightwish si sarebbe svolto non al Lorenzini District bensì a Fiera Milano City ho avuto un sussulto. Soprattutto perché alla Fiera ho legato un ricordo personale ben preciso, ovvero l’esame di stato per diventare avvocati, che tradizionalmente si svolge lì dentro. E in effetti con queste premesse le domande erano tante: sarebbe stato un luogo all’altezza delle aspettative? Sarebbe stato acusticamente buono? Può un edificio storicamente famoso per ospitare fiere campionarie ed esami per giuristi diventare teatro di uno dei più attesi concerti metal dell’anno? 

La risposta è, tutto sommato, positiva. Anche se l’acustica non era perfetta e la fiera di Milano è un posto insolito per un concerto metal, non possiamo lamentarci del risultato. Anche perché i gruppi che si sono esibiti hanno fatto di tutto per farci conservare un ricordo oltremodo piacevole della serata, location compresa.

Si inizia coi simpatici Turmion Kätilöt, che dalla Finlandia propongono un esempio lampante di metal moderno, decisamente ruffiano ed esageratamente appariscente. Melodie accattivanti sposano ritmiche e distorsioni vagamente industrial ed EDM in un’esibizione precisa e divertente. Difficile non far tamburellare il piede al passo di “Naitu” o dell’ultima “Sormenjälki”, dall’omonimo singolo uscito quest’anno.  Se fossero stati più conosciuti al pubblico dei Nightwish, i Turmion Kätilöt avrebbero certamente trasformato il padiglione 0 in un’enorme pista da ballo.

Scaletta:
Naitu
Rautaketju
Sormenjälki
Grand Ball
Sono le 19.30 precise quando sul palco salgono i Beast In Black, gruppo giovane ma ormai divenuto una certezza in ambito heavy/power. Vero, è la seconda volta che i finlandesi calcano il suolo italiano in questo 2022, ma ogni occasione è buona per gustarsi una formazione anche questa volta in splendida forma e desiderosa di promuovere al meglio l’ultima uscita discografica, Dark Connection.  Infatti, nonostante siano penalizzati da suoni non all’altezza, Kabanen e soci sfornano una prestazione poderosa, che ci riporta ai fasti degli anni ’80, tra riff serrati, incroci di assoli, armonizzazioni e i sovracuti di Yannis Papadopoulos, preciso e puntuale come da tradizione. Inutile spiegare il concerto traccia per traccia, ma dall’iniziale “Blade Runner” alla conclusiva “End Of The World” capiamo ancora una volta perché, lentamente ma inesorabilmente, le bestie in nero stiano conquistando sempre più estimatori, all’estero così come nel belpaese. Non è facile resistere a questo miscuglio di heavy classico e power metal con un supporto grandioso di tastiere e sintetizzatori che pescano a piene mani dall’europop e affini, unito a melodie di facile presa e ritmiche trascinanti. I Beast In Black lasciano con una certezza: “The Beast Will Be Back”: e in effetti l’appuntamento è per l’8 febbraio 2023, al Live Club di Trezzo sull’Adda.

 

 

Scaletta:
Blade Runner
From Hell With Love
Beast in Black
Sweet True Lies
Die by the Blade
Moonlight Rendezvous
One Night in Tokyo
Blind and Frozen
End of the World

Naturalmente, però, l’attesa principale è per i Nightwish. Le luci si abbassano e le note di “Music” introducono lo spettacolo del gruppo di Tuomas Holopainen. Il pubblico è in visibilio, i telefoni accesi come al solito sono troppi, ma nulla può infrangere la magia che si viene creando da quel momento in poi nel padiglione della fiera. Perché, una volta di più, i Nightwish confermano anche a chi non è tra i loro più grandi fan che le loro esibizioni sono qualcosa che trascende la semplice etichetta di “concerto metal” (e la prova è anche il fatto che la struttura non ospiti solo metallari in senso stretto). Musica e lato visuale si abbracciano in maniera costante, regalando un’esperienza non così frequente, o perlomeno non di questa portata, nel nostro genere: il gruppo è sul pezzo, Floor in buona forma (possiamo giustamente comprendere qualche piccolo calo, soprattutto considerando ciò che ha passato nell’ultimo periodo) e la scaletta, naturalmente incentrata sull’ultimo “Human. :II: Nature.”, regala diverse chicche anche ai fan della prima ora. Dal passato Tuomas estrae dal cilindro “Dark Chest Of Wonders”, dal presente spicca una versione interessante di “Harvest” che su disco non era stata recepita in modo unanime, ma che dal vivo ha una sua dimensione e una sua logica e viene cantata da tutti. Sembra chiudere il concerto l’epica “Ghost Love Score”, che mostra ancora una volta un gruppo in splendida forma, ma c’è tempo anche per la monumentale “The Greatest Show On Earth”. Più che un semplice brano, si tratta di un gigantesco e minuzioso omaggio alla storia dell’universo, curato nei minimi particolari e ancora una volta senza tralasciare l’aspetto visuale. Le melodie sognanti di pianoforte introducono quello che è un racconto avvincente e avventuroso, culminante dopo molti cambi di atmosfera e di ritmo con le linee vocali conclusive, mentre tutto il pubblico esplode nel ripetuto “We Were Here!”, scritto come a voler lasciare una microscopica traccia nella vastità del cosmo.

I soli venti minuti finali del concerto (ma sarebbe forse più corretto definirlo esperienza a 360 gradi) sarebbero valsi l’acquisto del biglietto. Se a questo aggiungiamo tutto ciò che abbiamo ascoltato e visto prima, non possiamo fare altro che applaudire agli organizzatori dell’evento per aver portato in Italia, tra pandemia e cambi logistici di vario genere, questo tour.

Scaletta:
Noise
Storytime
Tribal
Élan
7 Days to the Wolves
Dark Chest of Wonders
Harvest
I Want My Tears Back
Nemo
How’s the Heart?
Sahara
Shoemaker
Last Ride of the Day
Ghost Love Score
The Greatest Show on Earth
All the Works of Nature Which Adorn the World: Ⅷ. Ad Astra

Tutte le foto sono di Deborah Marucci

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