EMPEROR + MAYHEM + NECROMASS


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EVENTO: EMPEROR + MAYHEM + NECROMASS
LUOGO: Alcatraz, Milano
DATA: 18/12/2022

Dicembre 2022: IL black metal passa per Milano.
Due delle formazioni più amate, più estreme, più copiate, più odiate del panorama internazionale suonano sul palco dell’Alcatraz. Che siate fan o detrattori di una (o di tutte) le band presenti oggi, o di una parte della carriera di Mayhem ed Emperor, è impossibile ed ingiusto non tributare loro importanza e posizione sul trono di una scena che, dall’alba dei tempi, li vede protagonisti e dominatori assoluti. Previsti in apertura Necromass per un lungo spettacolo celebrativo del loro trentesimo anniversario (saltati pochi giorni prima dell’evento i Selvans, peccato).

 

Tocca quindi a loro riscaldare il pubblico che inizia a riempire il locale, dall’annuncio sulla pagina dell’evento leggo “suoneranno più a lungo di quanto precedentemente previsto e terranno uno show incentrato sugli album “Mysteria Mystica Zothyriana” ed “Abyss Calls Life”. Una lunga ricerca del parcheggio mi lascia intendere che troveremo molta gente all’ingresso, infatti riesco ad entrare ad esibizione in corso. Dal fondo del locale il suono non è dei migliori, provo ad avvicinarmi al palco e viene annunciata “Vibrations of Burning Splendour”. Nonostante l’impressione sia quella di una progressiva sistemazione del fattore suono il tutto rimane abbastanza sbilanciato, con poca presenza delle tastiere ed un eccessivo volume delle parti acustiche, che ottengono l’effetto opposto a ricreare la teatralità ed atmosfera dei brani su disco. Le conclusive “Mysteria Mistica Zothyriana 666” e “Sadomasochist Tallow Doll” vengono suonate in un locale già bello carico di pubblico, che dalle prime file apprezza e partecipa allo show dei Necromass. Un concerto che ricorderanno per molto tempo, e la conferma della forma del gruppo che dimostra di essere uno dei migliori della scena italiana.

 

Cambio palco, le luci si abbassano, ed ecco sul palco i Mayhem; l’esibizione verrà divisa in tre atti, con cambio (parziale) della scenografia ed abbigliamento. La prima parte inizia con “Falsified and Hated” lasciando intendere che sarà sull’ultimo periodo della discografia; diciamo “l’ultimo periodo” visto che si arriva a “To Daimonion” e la devastante “Symbols Of Bloodswords”. Sul palco l’unico ad esser dentro il personaggio, e cercare di creare atmosfere maligne, Attila; vestito e bardato come un ecclesiastico, agita ossa e cappio, si muove ed interagisce con un pubblico particolarmente caldo. Gli altri si limitano a suonare, con qualche eccezione da parte di Necrobutcher che si muove e incita la gente sotto il palco: se non fosse per la scenografia non direi che sto sentendo i grandi Mayhem, spogli di quel “mistero” e fascino.

 

Tutto cambia per la seconda parte del concerto, cambio della sfondo ed ecco “De Mysteriis” apparire dietro la batteria di Hellhammer. Grida di approvazione, emozione che sale ed ecco ritornare tutti sul palco incappucciati nelle tuniche: come prevedibile le note di “Freezing Moon” arrivano dopo poco, grande esecuzione e coinvolgimento esagerato da parte di tutti i presenti. A seguire “Pagan Fears”/”Life Eternal” e a chiudere questo secondo atto “Buried by Time and Dust”; inutile scrivere nuovamente quanto questo disco sia fondamentale, quanta influenza sul genere, quanto sia l’essenza stessa del black metal. Risentirlo dal vivo conferma tutto questo.

Terza parte dello show, ritorno ad abbigliamento informale, l’enorme sound della batteria con “Silvester Anfang” (livello davvero esagerato nel mix) e poi via con “Deathcrush”. Un sound grezzo e forse retrò (voluto o solamente causale dato da sonorità non perfette durante tutta la loro esibizione?) ed ecco “Carnage”/”Pure Fucking Armageddon”. Pura violenza sonora che, il riff di “Pure Fucking Armageddon”, conclude la serata. Bravi, nonostante qualche licenza poetica (del resto è tutta roba loro, faran pure quel che vogliono) e dei suoni non ottimali i Mayhem restano, e resteranno, grandissimi.

Ma arriva il tempo di quel gruppo che, per chi scrive, è davvero fondamentale e indubbiamente capace di creare Musica di livello esagerato. Una lunga attesa durante il quale viene sistemata e controllata più volte la strumentazione, forse oltre 30 minuti di ritardo, ma poco importa…quando vengono annunciati, l’Alcatraz esplode, una massa di fan ha occupato ogni posto disponibile e non vede l’ora di ascoltare Ihsahn e gli Emperor (che mancano in Italia da 25 anni). Il cambio di suoni è assolutamente sconvolgente, praticamente tutto perfetto ed in qualunque parte mi muova, si sente benissimo. Il trio Ihsahn/Samoth/Trym andrebbe studiato nelle “scuole di musica per giovani metallari” da quanto è preciso e devastante sul palco…emozioni esagerate da parte mia (ma credo sia condivisibile dalla maggior parte dei presenti). Primo brano “In The Wordless Chamber” dal fondo della discografia, e poi una serie spettacolare che inizia con “Thus Spake The Nightspirit”. La maestosità e grandezza di “Anthems To The Welkin At Dusk” dal vivo, eseguito come se fossimo in studio per la registrazione, una precisione e attitudine fuori dal comune. La voce non tradisce il fatto che sono passati molti (moltissimi) anni e Ihsahn fa letteralmente paura, per come riesce a combinare prestazione vocale ed il suonare così la sua chitarra. “Ensorcelled By Khaos”, “The Loss & Curse Of Reverence”, “The Acclamation Of Bonds” fino a “With Strenght I Burn”…devo davvero aggiungere altro? Brividi lungo la schiena, ogni pezzo che parte e le sensazioni aumentano. L’unico a muoversi sul palco è il “ragazzo con gli occhiali”, quasi fuori posto di fianco a Samoth che non molla la posizione per tutto il tempo, micidiale ma allo stesso tempo inchiodato sul palco. L’urlo iniziale di “Curse You All Men” dovrebbe essere inserito come Patrimonio dell’Umanità, dal vivo come su disco; Trym pesta come un dannato e non sembra nemmeno affaticato, come se fosse il primo pezzo della serata. Altro disco meraviglioso “In The Nightside Eclipse” e gli Emperor non possono evitare di suonarlo, le tastiere del solito Jørgen creano la giusta atmosfera, un attimo di respiro e di nuovo lo scream infinito di “Towards The Pantheon” risuona sopra di noi. La serie prosegue con “The Majesty” e le sempre presenti “I Am the Black Wizard” e “Inno A Satana”, con la parte finale cantata da tutti i presenti. La band esce e, nonostante un velo di tristezza, poteva anche andare bene così; ma non è finita. Le luci non si riaccendono, breve pausa e si riprende con “Cosmic Keys” e l’ultima, spettacolare, “Ye Entrancemperium”. Tutto finisce tra le note di “The Wanderer” con Ihsahn che promette che non passeranno altri 25 anni prima di un nuovo concerto nel Bel Paese…lo prendiamo come una promessa.

A distanza di qualche giorno non riesco a smettere di ascoltare gli Emperor, e continuo a rivivere gli attimi di questa serata. Una lunghissima attesa e ricordi che non svaniranno presto…anzi, mai.

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